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Nuova Usmate Under 19, il tecnico Magni: «La sinergia tra Juniores e Prima Squadra è fondamentale»

magni usmate under 19
Massimiliano Magni è l’allenatore che incarna l’esperienza. Ha iniziato ad allenare nel lontano 1990, quando era solamente un sedicenne che voleva fare del calcio il suo lavoro. Di strada ne è stata fatta tanta da allora, ma Magni ha sempre conservato la bontà d’animo che lo contraddistingue e la passione smodata che lo muove a volere sempre di più da questo magnifico sport. Oggi è allenatore della Prima Squadra della Nuova Usmate e coordinatore della Juniores, ed è per questo che lui più di altri, sta soffrendo molto per questo lunghissimo stop.   Ci racconta qualcosa della sua carriera? Quando ha iniziato e che esperienze ha avuto?   «Il mio trascorso calcistico è lungo e movimentato, ma per fortuna costellato anche di parecchie vittorie. Tutto comincia a 16 anni, nel 1990 come vice allenatore alla Casati Calcio Arcore nella categoria Esordienti. Questa esperienza è durata 3 anni circa e la porterò sempre con me perché mi ha permesso di affacciarmi nel grande mondo degli allenatori. Poi nel 1994 ho avuto la possibilità di allenare in proprio i Pulcini sempre della Nuova Usmate. Nel frattempo ovviamente avevo bisogno di aggiornarmi, perché il mestiere dell’allenatore è in continuo movimento e quindi nel 1995 acquisisco il patentino Uefa C, grazie al quale mi si sono aperte molte porte. Nel 1998 arriva la prima opportunità importante, approdo alla Concorezzese, una grande società del panorama monzese dove rimango per 9 anni allenando categorie regionali, passando dai Giovanissimi dove vinco un campionato, per passare poi agli Allievi e anche alla Juniores. Dopo questi 9 anni, ricchi di bei momenti e soddisfazioni, sento il bisogno di cambiare aria e nel 2007 passo alla Vimercatese, dove rimango per 4 anni allenando ancora Allievi, Giovanissimi e Juniores, vincendo un altro campionato, questa volta con la categoria dei più grandi, una soddisfazione enorme. Nel 2011 alleno per 3 anni al F.C Usmate la categoria Giovanissimi Regionali, prima di ritornare alla Concorezzese, dove vinco ancora un campionato. Finalmente nel 2016 vengo contattato dalla A.S.D. Nuova Usmate, che mi da l'incarico della prima squadra in  Terza categoria. In questi quattro anni, ho avuto piena fiducia e rispetto da parte della società e non è una cosa molto abituale nel nostro mondo. Devo ringraziare in primis il presidente Angelo Posca e lo storico sponsor Magni, grazie all’alchimia che si è creata tra me e tutta l’organizzazione che c’è introno a questa società, siamo riusciti a conquistare la Seconda Categoria e la storia è ancora tutta da scrivere».   Ci dice il vostro obiettivo stagionale come società?   «Lavorando anno per anno, abbiamo allestito una squadra competitiva. L’obiettivo lo dico senza problemi, era la conquista della Prima Categoria, puntando moltissimo sulla sinergia tra Prima Squadra e Juniores. Visto che a questo punto non potremo farcela in questa stagione, ci riproveremo nella prossima, sperando che tutto vada per il verso giusto. Sono molto soddisfatto della mia rosa, perché posso contare su dei grandi uomini prima che calciatori, e questo è un elemento fondamentale, senza dimenticare i giovani che sono il vero e proprio motore del calcio».   Quali sono le qualità fondamentali per un allenatore?   «Come in tutte le esperienze della vita, capire quali sono le caratteristiche predominanti in un allenatore dei dilettanti non è facile. Penso che la capacità di gestione abbia una grande importanza in queste categorie, abbinata chiaramente ad un bagaglio tecnico e di esperienza. Non stiamo parlando dei professionisti in cui ci sono un sacco di persone predisposte alle più svariate funzioni, nel mondo dilettantistico, l’allenatore non ha un solo ruolo ma deve essere anche psicologo, amico, preparatore atletico e tutto il resto».   Quali sono le soddisfazioni più grandi per un allenatore?   «Credo sia scontato dire che ogni eventuale vittoria a fine stagione, sia chiaramente ciò a cui ambisce ogni allenatore. Certo è che poi nel settore giovanile è fondamentale anche raggiungere obiettivi di gruppo con i ragazzi che non devono per forza essere quelli di vittoria, ma di crescita sotto tutti gli aspetti il raggiungimento degli obiettivi che ci si propone a inizio anno. Credo che essere parte integrante di una crescita calcistica e personale nei giovani sia una delle cose più belle di questo mestiere, al pari delle vittorie. Personalmente poi credo di non avere nessun rimpianto, perché il calcio mi ha dato tantissime opportunità e credo di averle sfruttate al meglio. Spero di continuare su questa strada per molto tempo ancora, perché ho sempre voglia di imparare e poi trasmettere al meglio tutto quello che apprendo».   Si ispira a qualcuno dei grandi?   «No purtroppo non ho nessun modello professionistico a cui mi ispiro, ma non sicuramente per presunzione ma per il semplice fatto che per me ha molta importanza il metodo di lavoro di ognuno. Non conoscendo il mondo dei professionisti e non seguendolo, non posso valutarlo e di conseguenza impararlo. Inoltre non ho uno schieramento tattico preciso, mi adeguo a seconda delle caratteristiche dei giocatori che ho ha disposizione e ritengo fondamentale il lavoro in" non possesso" sul quale dedico molta dedizione e molto tempo».
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