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Speranza Agrate Under 19, Panara: «Significativa la ripresa dell’Eccellenza, darà segnali importanti per tutto il calcio dilettantistico»

Mario Panara Speranza Agrate
Interrotta sul più bello lo scorso anno, dopo sette vittorie consecutive e lo scontro al vertice con la Brianza Olginatese alle porte, la Speranza Agrate Under 19 era partita anche quest’anno come una delle favorite del girone. Mario Panara, da due anni sulla panchina rossoverde, racconta come sta lavorando per preparare una stagione ancora ricca d’incognite, augurandosi che finalmente si possa tornare a giocare regolarmente. La vostra società è una di quelle che hanno scelto di partecipare al campionato Eccellenza. Nell’ottica della ripresa ad agosto di tutto il calcio dilettantistico, arrivano segnali incoraggianti? «Da quello che vedo, rispettare tutti i protocolli richiede un grosso impegno dal punto di vista societario, però è certamente una buona fase di studio che darà ottime indicazioni su ciò che può funzionare e ciò che va migliorato. Anche se l’auspicio è che nei prossimi mesi i contagi possano ridursi drasticamente, se non addirittura azzerarsi, potendo così tornare a giocare senza le preoccupazioni legate al virus». In caso di emergenza, qualcuno dei suoi giocatori potrebbe essere aggregato alla prima squadra. Come si concilia la necessità di tenerli pronti dal punto di vista atletico con l’assenza di partite, che solitamente sono la principale fonte di motivazioni a quest’età? «Sinceramente anch’io temevo fossero meno carichi, invece devo dire che i ragazzi sono proprio bravi, perché oltre ad essere molto presenti si allenano con grande impegno. Anche quando c’è da far fatica per mantenere una condizione fisica sufficiente non si tirano mai indietro, sicuramente aiutati dal fatto che si sia creato proprio un bel gruppo. Poi è chiaro, come tutti vorrebbero giocare di più e correre di meno, ma sarebbe strano il contrario». Guardando alla prossima stagione, come si pianifica il lavoro in presenza di tutte le incognite legate a date, formati e protocolli? «Intanto c’è un grosso punto di domanda riguardo alle direttive della federazione, in merito ai fuori quota della prima squadra ma anche al blocco delle annate per le giovanili. Ad esempio, girava voce della possibile creazione di una nuova categoria Under 18, ma finché non ci sono ufficialità tutto può succedere. Sicuramente inizieremo a guardare i 2004, almeno in allenamento, per farci trovare pronti in qualsiasi situazione. Sono fortunato perché in società c’è un grande scambio di informazioni tra gli allenatori delle diverse categorie, e questa collaborazione permette di non essere completamente all’oscuro sulle caratteristiche dei ragazzi». Alcuni suoi colleghi si sono detti preoccupati che i ragazzi, alla ripresa degli allenamenti, possano farsi prendere dall’euforia di tornare a giocare, andando fuori giri e rischiando infortuni. Crede che disputare qualche amichevole a giugno sarebbe d’aiuto? «Effettivamente è una situazione a cui noi allenatori e preparatori atletici dovremo prestare molta attenzione, cercando di portare i giocatori verso la migliore condizione fisica in modo molto graduale. Le amichevoli sarebbero di grande aiuto ma non tanto dal punto di vista fisico, quanto piuttosto da quello psicologico. Invece, sarebbe molto utile poter effettuare tutte le sostituzioni nei primi match di Coppa Lombardia, senza doversi limitare a cinque. In questo modo si eviterebbe di tirare il collo ad alcuni giocatori, riducendo i rischi legati agli infortuni».
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