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Real Melegnano Under 19: la genesi di Fondrini, da calciatore professionista ad allenatore ambizioso

fondrini real melegnano
Allenatore giovane ma con tanta voglia di fare, e un futuro ancora tutto da scrivere. Lui è Fondrini Denis, ex difensore professionista cresciuto nelle giovanili del Milan fino alla Primavera. Poi l’esperienza alla Tritium, dove Fondrini è stato protagonista della scalata fino alla Serie C. Durante la sua carriera da giocatore ha avuto numerose esperienze tra Promozione ed Eccellenza, con alcuni trascorsi importanti nelle fila di società prestigiose come Rivoltana, Sangiuliano e infine Sant’Angelo. Purtroppo il caso vuole che la sfortuna ci veda davvero bene, e così l’ex difensore classe 1990 ha dovuto appendere gli scarpini al chiodo anzitempo, a causa di un fastidioso problema alla cartilagine del ginocchio. Il mondo del calcio però, ha ancora parecchio da dare a Fondrini, che da 3 anni a questa parte ha intrapreso la carriera dell’allenatore, mestiere con cui, spera di portare avanti quanto di buono fatto da calciatore. 3 anni fa ha preso in mano gli Allievi provinciali del Real Melegnano, portandoli in soli 3 mesi dall’ultimo posto a metà classifica. Poi l’esperienza con l’ Under 19, che però, a causa della pandemia, non ha potuto portare a termine in questi 2 anni così travagliati. Dove sareste potuti arrivare in questa stagione? «Avevamo iniziato decisamente bene, con 3 vittorie nelle prime 3 gare. L’obiettivo era sicuramente quello di centrare i play-off, visto che lo scorso anno c’eravamo davvero vicini, ma a causa del Covid non abbiamo potuto finire la stagione. Il gruppo è valido e ampio, ed è per questo che sono convinto che avremmo potuto ambire ad arrivare tra le prime 3». Quale deve essere la caratteristica imprescindibile per un allenatore? «Personalmente credo sia la coerenza. Credo sia troppo importante essere coerenti nelle proprie scelte e dimostrarsi una persona convinta di ciò che fa. Bisogna essere in grado di valorizzare il gruppo e quindi non usare sempre gli stessi giocatori, cercando di tenere tutti attaccati al carro. Essere coerenti significa fare delle scelte e portarle sempre avanti, in primo luogo per essere onesti con sé stessi». Dove si immagina tra 10 anni? «Tra 10 anni spero di essere in Serie C, Sono voglioso di portare avanti quello che ho provato a fare da calciatore ma che per una ragione o per un’altra non ho potuto portare a termine come avrei voluto. So che è un’ambizione davvero importante, ma sono convinto che il mestiere dell’allenatore faccia per me, e ci crederò fino alla fine». Si ispira a qualche allenatore? «Nutro grandissima stima e rispetto verso Alessio Dionisi, tecnico che ha appena vinto il campionato con l ’Empoli. Lui era il mio capitano nella Tritium, ed è il mio esempio massimo da seguire, perché mi ricorda che tutto è possibile, e che un giorno, con grande passione e sacrificio, magari anch’io potrò ambire a quei palcoscenici». Che tipo di calcio preferisce e prova a proporre? «Sarà perchè ho passato una vita come difensore, ma adesso sono un grande fan dell’attacco e della propositività. Mi piace un calcio di qualità, in cui non si rinunci mai ad attaccare e con un’organizzazione precisa. Mi piace molto provare ad insegnare quella che è la mia esperienza di calcio ai ragazzi che alleno e credo che in questo momento il calcio sia sempre più offensivo, e senza paura di attaccare».
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