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Union Calcio Basso Pavese Under 19, il tecnico Pelagalli si ispira ai sacri valori: rispetto e impegno massimo

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Allenatore Under 19

Giuseppe Pelagalli è l’attuale tecnico dell’ Union Calcio Basso Pavese, che dopo una lunga carriera da calciatore, ha deciso di intraprendere questa nuova strada sempre legata al mondo del calcio. Ha iniziato proprio nell’Union, una società in cui sta trovando la giusta quadra, e soprattutto dove intravede un futuro brillante. La base di tutto secondo Pelagalli è il rispetto, e attraverso questo principio è pronto ad ottenere grandi risultati con la sua squadra.   Ci racconta qualcosa della sua carriera? «Da giocatore ho militato in categoria Promozione per diversi anni sul piacentino vincendo anche un paio di campionati con squadre come Castellana, Borgonovese, Pianello Valtidone, per poi approdare all'allora Atletica del Po quando per lavoro ho dovuto avvicinarmi a casa, giocando in Seconda categoria e riuscendo a fare il grande passo in Prima. Nel 2009 ho lasciato il calcio giocato e ho iniziato come istruttore area di base nel 2016 all' Union Calcio Basso Pavese, dopo una parentesi di 6-7 anni lontano dai campi di gioco a causa di impegni di lavoro. Sono rimasto 3 anni con i pulcini per passare nel 2019 alla categoria Juniores, dove sono tutt’ora».   Qual'è la sua ambizione come allenatore? «La mia ambizione è ovviamente quella di arrivare ad allenare in prima squadra, sarebbe un traguardo fantastico che prima o poi spero di raggiungere. Farlo poi nell’Union Calcio Basso Pavese sarebbe ancora più bello, perché la società è forte e molto ben organizzata, senza dimenticare che è anche quella che mi ha concesso di iniziare ad allenare».   Cosa cerca di insegnare e trasmettere ai suoi ragazzi? «Cerco di trasmettere il concetto di "squadra" perché penso che se il legame tra i componenti della rosa è forte, allenatori compresi, si riesca a dare di più. Inoltre credo nel detto "rispetto per tutti, paura di nessuno" nel senso che bisogna scendere in campo consapevoli delle proprie capacità e dare tutto. Il risultato è una conseguenza, ma ciò che è veramente importante è gettare il cuore oltre l’ostacolo, e per farlo bisogna impegnarsi al massimo e dare l’anima in ciò che si fa».   Che tipo di calcio preferisce e prova a fare? «Mi piacciono le squadre tecniche che non hanno paura di giocare anche prendendosi qualche rischio. I ragazzi devono lottare su ogni pallone e non dare nulla per scontato, nemmeno il pallone più irraggiungibile del mondo. Il calcio è un gioco bello quanto semplice, sono fondamentali la determinazione e le qualità di ognuno».   Qual è la qualità imprescindibile per un allenatore? «Un buon allenatore deve saper prima di tutto gestire il gruppo e i rapporti con i giocatori. Sono un mister molto amico dei propri giocatori, quasi come un fratello maggiore, ma esigo che portino rispetto prima di tutto al gruppo e alle persone che lavorano per farci giocare. Alla fine il rispetto è probabilmente la cosa più importante e che sta alla base di tutto, e non solo nel calcio».   Dove si immagina tra 10 anni? «La risposta è facile, spero di rimanere all’Union e di allenare la prima squadra, magari in categorie come l’Eccellenza o ancora superiori».   Dove sareste potuti arrivare in questa stagione? «Secondo me il gruppo è molto competitivo e avremmo sicuramente lottato per il primo posto, così pure come l'anno scorso ma il virus ci ha impedito di completare i due campionati. Sono consapevole del potenziale che ho in mano, e anche per questo mi sento di ringraziare la società che mette gli allenatori nelle migliori condizioni possibili per esprimersi».   Si ispira a qualche grande allenatore? «A nessuno in particolare. Mi piace tuttavia guardare i grandi e vedere come si comportano, in particolar modo De Zerbi. Mi diverto a studiare gli allenatori più importanti come Guardiola, Conte, Zidane e tutti gli altri».   Quali sono le sue più importanti qualità? «Credo la calma, l'equilibrio e la positività. Guardo sempre tutto dal lato positivo. Con il lavoro e l'impegno si possono superare tutti gli ostacoli, quindi perché piangersi addosso? Nel calcio è importante guardare sempre avanti con slancio e positività, poi tutto quello che succederà sarà ben accetto».
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