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Saviglianese: i maghi dell’Olimpico. Un viaggio andata e ritorno verso il successo

Da Savigliano a Roma, sfiorando la gloria nella capitale. Il gruppo storico dei rossoblù racconta quella magica cavalcata

Lo zoccolo duro della Saviglianese: Lingua, Giletta,Allasia,Lukani, Testa, Boaglio

Lo zoccolo duro della Saviglianese: Lingua, Giletta, Allasia, Lukani, Testa, Boaglio

690 potrebbe sembrare un numero insignificante per molti, ma per 6 ragazzi questo numero ha un valore inimmaginabile. Diamo un indizio: chilometri. 690 sono i chilometri che separano una piccola cittadina in provincia di Cuneo dalla capitale del Belpaese. Non avete ancora capito? 690 chilometri è la distanza che ha portato i dodicenni Gregorio Allasia, Luca Boaglio, Lorenzo Lingua, Alberto Lukani, Carlo Testa e Gian Matteo Giletta da Savigliano allo Stadio Olimpico di Roma per contendersi l’ambita Gazzetta Cup 2015 contro altre 12 formazioni provenienti da tutta la penisola.

Una cavalcata trionfante che ha portato i Savian Maghi 2003 a festeggiare un importante terzo posto davanti a più di 3800 squadre al secondo tentativo dato che nel 2014 i Maghi non riuscirono a superare la selezione regionale per un gol non convalidato all’ultimo minuto nella gara decisiva per passare al turno finale.

Un percorso colmo di ostacoli e insidie che i giovani maghi sono riusciti a superare arrivando a un passo dalla gloria, protagonisti di quella entusiasmante squadra erano, e lo sono ancora, i 6 ragazzi sopracitati che con passione e impegno hanno elevato il nome della Saviglianese nel Piemonte e in Italia grazie a questo importante risultato: «È stato speciale -afferma Gregorio “Greg” Allasia -, dopo la delusione dell’anno prima, mio padre - Fabrizio, storico dirigente dei maghi - è voluto andare nello spogliatoio dove l’anno prima avevamo versato le lacrime, è tutto ciò ha funzionato», commenta l’attaccante, anche Luca “Boa” Boaglio ha voluto ricordare un aneddoto: «In una delle ultime gare di qualificazione per andare a Roma, Carlo era al suo esordio con noi e ha fatto subito una tripletta ai danni dei Lions di Torino» un amore a prima vista per Testa che poi non ha più smesso di segnare finendo anche sul tabellino dei marcatori dello Stadio Olimpico insieme ai vari Allasia, Lingua e Boaglio.

Sono ambientati in quell’arena i ricordi più toccanti di quella Gazzetta Cup, chi come a Lingua e Giletta è rimasto impresso l’arrivo allo Stadio, gli spogliatoi della Roma e della Lazio, dove i ragazzi si sono cambiati, e infine l’ingresso in campo passando da quel tunnel dal quale sono passati campioni del calibro di Totti, Del Piero e Messi, quest’ultimo fu usato dal solito Fabrizio Allasia per caricare ancora di più i ragazzi prima delle finali, come ricorda Boaglio, il quale non potrà mai dimenticare la prima partita giocata all’Olimpico bagnata con un gol su punizione che è valsa la vittoria contro il Longare (scuola Milan), Lukani e Allasia ricordano con emozione il momento in cui all’ingresso in campo vide da una parte i genitori in tribuna e dall’altra i suoi amici, idem per Testa a cui è rimasto impresso il legame di amicizia stretto in così poco tempo con i compagni e anche fra i genitori che facevano il tifo per loro.

«Uno dei nostri punti di forza che ci portiamo dietro fin da piccoli e da quel torneo è non mollare mai - afferma un convinto Boaglio. Noi ci abbiamo sempre creduto nonostante sapessimo che sarebbe stato molto difficile, ricordo che anche mia mamma era pessimista. Da allora abbiamo sempre affrontato tutti con la mentalità giusta e che possiamo battere chiunque», a cui fa seguito Allasia: «Un’altra cosa che ci ha sempre contraddistinto è la consapevolezza. Fin da piccolo, quando andavo a giocare un torneo, io volevo solo vincere, però non ci montiamo la testa, questo ci ha dato tanta forza».

La storia di Gregorio, Alberto, Gian Matteo, Luca, Lorenzo e Carlo (arrivato proprio nella stagione del torneo) non è tuttavia una storia circoscritta in quel magico rettangolo verde. È una storia di amicizia e lealtà cominciata fin da piccoli: era la prima elementare quando i magnifici 5 si sono incontrati per la prima volta vestiti di rossoblù e «da quel momento in poi abbiamo sempre avuto un legame speciale, siamo cresciuti tantissimo insieme sia dentro che fuori dal campo» affermano in coro i ragazzi con Boa portavoce. Questa è, in effetti, una storia che accumuna migliaia di giovani bambini che crescendo sui campi da calcio trova anche quell’amico fidato con cui crescere insieme anche una volta usciti dall'impianto sportivo: «Tutto questo che stiamo vivendo è fantastico perché siamo siamo sempre assieme: ad esempio il sabato sera, dopo la partita, andiamo a divertirci tutti insieme, stacchiamo un po’ la spina dopo una settimana tosta tra studio e sport. Siamo sempre insieme, abbiamo creato un gruppo molto unito. Nel corso del tempo qualcuno si è aggiunto - come Carlo, amico di Greg alle medie-, ma noi non ce ne siamo mai andati», dichiara Allasia, a cui si aggiunge ancora Boa: «La cosa bella è che se in campo c’è qualche screzio, che ci sta con l’adrenalina in corpo, tutto finisce in campo, poi una volta fuori e torna tutto normale, ci si scherza anche sopra magari. Quello che succede in campo rimane in campo». Un legame fraterno più forte delle avance delle professioniste che avrebbero fatto vacillare chiunque, come Boaglio e Testa che sono stati spesso sotto l’occhio vigile degli osservatori del Torino e Allasia sia di Toro che Juve.

I 6 piccoli maghi nel frattempo maturano calcando i campi dei Regionali e, solo negli ultimi 2 anni, dei Provinciali prima del meritato ripescaggio ai Regionali. 
Una stagione da protagonista per la Saviglianese del tecnico Rocca che conduce la classifica dei gol fatti grazie ai 38 gol segnati, di cui 10 messi a segno dal trio Allasia-Lukani-Testa, e la classifica della difesa meno battuta del campionato con Lingua e il jolly Lukani a protezione dei pali rossoblù.
«Il campionato è ancora lungo quindi abbiamo ancora tempo per poter recuperare punti sull’Acqui. Finora abbiamo bene ma possiamo fare ancora meglio in vista del ritorno» affermano sulla stessa lunghezza d’onda i maghi volenterosi di riuscire in una nuova impresa dopo quella di 7 anni fa, la location non sarà la stessa, ma sicuramente ne varrà la pena.

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