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Under 19

La furia del tecnico: «Accusato di aver gestito male e distrutto un gruppo»

L’ex condottiero delle Violette imbufalito: «Cacciato senza una motivazione logica»

Walter Melfa, ex allenatore del Cenisia

Walter Melfa, ex tecnico del Cenisia, si sfoga dopo l'esonero avvenuto pochi giorni fa

Artefice principale della grande stagione del Cenisia Under 19 col suo fare irriverente ma rispettoso, con la sua filosofia di calcio totale costruendo l'azione cominciando dai piedi di Calò e dei centrali difensivi, Walter Melfa ha dovuto dire a malincuore addio ai Viola a 6 giornate dalla fine di un campionato che vede la sua ex squadra oggi al settimo posto, appena fuori dalla zona playout ma a pari punti col Castellazzo.

Una situazione non facile quella in casa Viola: se pensiamo che al giro di boa il Cenisia si trovava a ridosso de podio, con un collettivo che Melfa ha saputo valorizzare al massimo nonostante i pochi ragazzi a disposizione, si poteva pensare quasi a una mezza impresa. Molti i pezzi pregiati di questo Cenisia: dal leader tecnico della prima parte di stagione, Manzani (passato poi al Volpiano) passando per altre pedine imprescindibili del gioco dell'ex tecnico come Franco, Maugeri e Mincica sono stati tanti i punti di forza dei Viola, ma i continui infortuni hanno costretto Melfa a presentarsi ogni sabato coi giocatori contati e a fare affidamento nelle ultime giornate ad alcuni ragazzi 2004 dell' Under 18, una categoria di cui oltretutto Melfa non ne ha mai concepito l'utilità dato che l'annata 2004 dovrebbe giocare stabilmente in Juniores come categoria piena.

La classifica di under 19 regionale e

La classifica del girone E di Under 19 regionale: al momento il Cenisia non naviga in acque particolarmente sicure

PARLA WALTER MELFA

«Alla fine della stagione scorsa ho accettato l'offerta del Cenisia per amore di questo sport e voglia di mettermi in gioco ma già a giugno i problemi di costruzione della squadra erano evidenti: una Juniores formata da 11 fuori quota 2002 e il solo gruppo dei 2003 formato da 7 ragazzi, oltre alla sconsiderata scelta della società di formare una squadra Under 18 con cui solo nelle ultime settimane c'è stata una grande sinergia unendo le forze».

Un Melfa a dir poco infastidito per la scelta societaria continua senza peli sulla lingua:«Sono stato convocato dal Presidente il martedì dopo l'allenamento per discutere. pensavo che ci sarebbe stata la solita e giusta tirata d'orecchie per via degli scarti risultati ottenuti nelle ultime partite, ma mai mi sarei immaginato questo».

Un esonero a cui fanno eco le motivazioni date al tecnico per sollevarlo dall'incarico che a relative spiegazioni, non ha mai ottenuto una vera e propria risposta. «Sono stato accusato di aver gestito male e distrutto il gruppo, quando ho sempre messo i ragazzi davanti a tutto, parliamo di un gioco di squadra e io ho sempre cercato di trasmettere dei valori che possano servire anche nella vita; un gruppo che la stessa società reputa di basso livello e che rischia di retrocedere, una squadra così scarsa però non resta tutto il campionato fuori dalla zona playout e anzi avvalora il lavoro fatto. Una squadra scarsa non strappa un punto a Saviglianese e Acqui , tra l'altro giocando due grandissime partite. E la società che fa? Ridicolizza i risultati ottenuti parlando di due colpi di fortuna senza riconoscere il grande lavoro svolto in questi mesi».

il cenisia under 19

«Sono stato accusato di avere una squadra che fatica a segnare ma che in realtà è la quarta forza del campionato in termini di gol - Continua Melfa - Avrei potuto accettare che mi dicessero che andavamo spesso in svantaggio o che prendevamo troppi gol, perché è vero (il Cenisia è la terza peggior difesa del campionato, ndr) ma poi non possono continuare dicendomi "La squadra si sfalda quando va sotto" quando in realtà, se guardiamo le partite, siamo quella con più rimonte completate in stagione». Motivazioni giudicate decisamente deboli da parte dell'ex tecnico del Cenisia, che ha colto l'esonero come un vero fulmine a ciel sereno proprio nel periodo cardine della stagione con le squadre del gruppetto a centro classifica che si rubano punti a vicenda.

«Non una motivazione che abbia un senso logico - continua Melfa - dimenticando ciò la società non ha fatto e mantenuto omettendo le proprie responsabilità, nonostante ripetessi da mesi i problemi»

IL CENISIA CHE FU: PERSONALITÀ E GRINTA

Anche se questo Cenisia non ha fatto della qualità tecnica il suo punto più saldo va tenuto conto del buon lavoro fatto da Melfa e staff in questo girone: un calcio propositivo dalla spiccata personalità, provando a tenere il più possibile il pallone a terra stanando fuori l'avversario e pungere con velocità e verticalità, facendo diventare un terzino destro come Quassolo un vero e proprio goleador; un giocatore eclettico e a volte ancora disordinato come Agostino un grande valore aggiunto in entrambe le fasi; i vari Franco, Coppo e Castello delle grandi bocche di fuoco; senza dimenticare gli altri giovani valorizzati dal tecnico vedi Rossi, Caputo, Dematteis, Perino e soci. Il suo coraggioso 3-4-3, giocando uomo su uomo in fase difensiva è diventato un marchio di fabbrica del primo Cenisia arrivato ai vertici della classifica, mentre col 4-2-3-1 delle ultime uscite ha riscoperto un Coppo, che quando vuole sa come fare male, e Rossi trequartista centrale per inventare la giocata togliendogli qualche responsabilità in fase difensiva.

Una squadra che dopo lo sbando iniziale si è rimessa in sesto compattandosi e sposando le idee di gioco di Melfa: «Il mio obiettivo è sempre stato quello di insegnare ai ragazzi dei valori, ho detto loro di non mollare continuare a divertirsi e spero che facciano tesoro di quello che ho provato a trasmettergli come io sfrutterò quello che ho imparato questi mesi insieme a loro. Sono soddisfatto di quello fatto, si poteva fare molto, è vero, però doveva intervenire anche la società come richiesto fin da giugno»

Melfa chiude con un piccolo sguardo al futuro: «A me piace stare in campo, mi piace vivere la partita e gli allenamenti, voglio allenare, quindi ci sto male. Penso di aver fatto un buon lavoro con il Cenisia e che questa stagione mi abbia dato un po' di visibilità. Io riprenderei ad allenare anche domani se solo fosse possibile, il campo mi manca troppo, iniziare magari già dalla fine di questa stagione a lavorare con una nuova squadra sarebbe fantastico».

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