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Il Morino ai piedi di Lerda: la Saviglianese rende ancora più bella la sua favola

Altro tassello incredibile per Carlo Rocca: eliminata la corazzata Chisola ai calci di rigore con l'estremo difensore decisivo. Onori a Masera e ai vinovesi, battaglieri fino all'ultimo

Il Morino ai piedi di Lerda

Parte la festa con i tantissimi tifosi presenti al Morino: la Saviglianese è tra le migliori 4 squadre del Piemonte

Freed from desire, mind and senses purified. Una giovane Gala, cantautrice italiana nota ai più per le sue canzoni negli anni '90, faceva uscire nel 1997 uno dei pezzi più iconici del decennio, destinato poi salire alla ribalta negli stadi di tutto il mondo come uno dei cori più cantati e adattati al mondo. Liberi dal desidero, mente e sensi purificati. Bisognerebbe chiederlo alla Saviglianese, che non paga di tutte le magie che ha fatto vedere in questi mesi nei campi di mezzo Piemonte ha regalato l'ennesima perla ai quasi 500 tifosi presenti al Morino, battendo una società come il Chisola che a questi appuntamenti c'è sempre stata abituata. Vittoria ai rigori, dopo una partita dominata per oltre un'ora, dopo aver visto il proprio castello crollare e dopo essere risbocciati nel corso della partita. Liberi dal desiderio non proprio, perché con un Capasso così, con un Mayam così, con un Lukani così e con un Marco Lerda che para due rigori e segna quello decisivo forse qualche losco desiderio bisogna pensarlo. Fatto sta che un altro piccolo miracolo è stato fatto: i Maghi sono in semifinale, liberi (o forse non troppo) da ogni desidero.

LO STADIO PIENO CON I TIFOSI UNO SCORCIO DEL SOLD OUT DELLO STADIO MORINO

Mentre la Saviglianese cantava «Rocca is on fire» nello spogliatoio c'era un gruppo in lacrime seduto sulle panchine al di fuori dello spogliatoio ospiti. Il Chisola di Marco Masera, 7 giorni dopo la grande festa di Vinovo, ha visto sfumare all'ultimo scatto la qualificazione alla Final Four. Vedere Ciccio Guarnieri in lacrime, Xavier Berruti in lacrime e i vari Geraci, Curreli e compagni a pensare che cosa si sarebbe potuto fare di diverso è la rappresentazione di quanto crudele può essere questo sport. Tanto dispiacere, ma anche la consapevolezza di aver dato tanto: ai rigori si può perdere, però certe partite bisogna arrivare a giocarsele. Il Chisola ci è riuscito e anche se non è arrivata la qualificazione vanno fatti i complimenti ai vinovesi per quanto di buono fatto. Onore ai vinti e onore ai vincitori.

IN CAMPO SOLO I MAGHI

Con un Morino così l’atmosfera non può che essere magica. Tanta, tantissima gente pronta a tifare i ragazzi di Rocca, che con il solito entusiasmo visto per tutto il girone iniziano la partita con la quinta marcia già inserita. Pressione in tutti i reparti, rapidità sulle corsie e densità in mezzo: tutto praticamente perfetto. Infatti bastano solo 6 giri di lancette per sentire l’urlo di Savigliano: grande azione a sinistra di capitan Capasso, fiuta l’inserimento di Boaglio alle spalle di Bagnulo, il centrocampista rossoblù controlla e calcia come meglio non poteva verso il secondo palo di Curreli. Gol, i Maghi sono già in vantaggio: tutti in piedi per i ragazzi di Rocca, abbraccio di gruppo dalla panchina e partita che già si è messa sui binari giusti. Il gol preso “a freddo” dai vinovesi spiazza un po’: Masera urla e sbraita, ma il ritmo degli ospiti è semplicemente più lento rispetto agli avversari. La qualità però non manca, anche perché Alberetto al 14’ manda in porta Geraci con una palla deliziosa, con il Cap che riesce a segnare, ma per l’assistente numero uno è fuorigioco: questione di centimetri, questione di attimi.

Il Chisola infatti si affida agli attimi, ai lampi, delle proprie stelle: andare a folate contro una squadra che ha un ritmo più alto è forse la soluzione più giusta, ma i rischi sono altissimi di subire il secondo gol. Ci prova Allasia a metterci lo zampino di testa al 23’, ma la sua frustrata leggermente deviata è facile preda di Curreli, ma pochissimi istanti dopo è la Saviglianese a sudare freddo. Vinovesi in avanti da destra, cross teso sul primo palo per Berutti, che riesce ad impattare bene, ma Lerda con una parata senza senso impedisce il pari al Chisola. Resta poco altro ai ragazzi di Masera, visti i rischi che si susseguono minuti dopo minuti dalle parti di Curreli. Può pochissimo il portiere vinovese sul tiro di Mayam al 29’, autore di un’azione show e di un tiro potente che si stampa in pieno sul palo, mentre potrebbe fare molto di più Testa poco dopo il cooling break quando ha una chance ghiottissima in mezzo all’area, ma il tiro è debole. Partita che sembra restare più o meno in equilibrio, ma su una palla completamente innocua, apparentemente di facile preda per Bolla, il terzino del Chisola butta giù con il braccio Capasso: rigore sacrosanto. Pieno recupero, proteste tra le fila vinovesi, stadio in subbuglio. C’è solo un uomo rimasto statuario, fermo nella sua postazione, già concentrato: Fabio Curreli. A tu per tu con capitan Capasso il portierone del Chisola intuisce il destro incrociato e neutralizza il penalty. Forse in casa Chisola c’è ancora speranza.

GERACI PIETRIFICA SAVIGLIANO

Cambia il tempo, non cambia la solfa. La Saviglianese va più forte, il Chisola fa quel che può: i rossoblù di Rocca aggrediscono di meno in avanti ma sono comunque pressoché perfetti dietro, tenendo botta praticamente in ogni occasione creata dalla formazione di Masera. Primi minuti con sostanziale controllo dei padroni di casa, che per tornare a farsi sentire concretamente in avanti deve aspettare il 13’: super azione di Capasso a sinistra, salta secco Bagnulo, crossa dentro verso Testa che calcia ma viene murato. Poco dopo è finalmente Greg Allasia a farsi sentire, che dopo tanto lavoro sporco riesce ad andare al tiro due volte in pochi minuti, prima di piede (contrasto con un difensore che favorisce Curreli) e poi di testa, soprattutto in questa occasione quando sfiora la traversa di poco.

Ma il calcio sa essere strano, infingardo. Perché a volte non basta giocare meglio dell’avversario per portare a casa la posta piena, o ancora meglio una semifinale regionale. Dopo un’ora abbondante di controllo e sostanziale dominio della Saviglianese scatta qualcosa nella mente dei ragazzi di Masera. Tra tutti in Bolla che, fino a quel momento, aveva fatto tantissima fatica a contenere gli avversari, inizia a macinare metri su metri e a far soffrire i propri marcatori. Il terzino del Chisola risulta alla fine l’uomo in più, riuscendo a dar maggior man forte a Geraci e Rotondo, gli unici che anche sul piano delle occasioni riescono anche ad essere concreti. Ed ecco che la premiata ditta, l’11 e il 9, disegnano l’affondo di spada dritto al cuore dei Maghi, quando al 33’ Rotondo pesca alle spalle dei difensori Geraci che con la freddezza che lo contraddistingue insacca. Esultanza rabbiosa, lo spicchio di tifosi ospiti si anima, il nutrito gruppo della Saviglianese per una manciata di secondi si pietrifica. E’ di nuovo tutto, incredibilmente e inaspettatamente in parità: i restanti minuti regolamentari sono pura bagarre fisica, con poche chance per entrambe e confuse, con un unico epilogo possibile. Si va ai supplementari.

SUPPLEMENTARI: 100 MODI PER SCACCIARE LA PAURA

Quasi come un rito mistico per esorcizzare la paura e per scacciare i fantasmi Rocca raccoglie i suoi ragazzi a bordo campo, gli dà qualche dritta e li prepara a un supplementare che in casa rossoblù non era in programma. Il calcio però sa essere crudele e adesso i Maghi devono scalare una montagna grande, anzi grandissima. Marco Masera si mette all’ombra della sua panchina e fa uguale: il destino ha voluto supplementare, i suoi ragazzi sono ancora in corsa per la semifinale. Si parte con i supplementari e il Chisola impatta subito bene: Lerda resta attento prima su una deviazione involontaria di Lukani e poi su un tiro di Fasone, mantenendo al sicuro la porta rossoblù; dall'altro lato è Curreli a compiere altrettanta precisa guardia, quando neutralizza il tiro deviato di Giletta senza sbavature.

Mentre in tribuna gli animi si accendono e ci pensa Bryan, "capo ultras" della Saviglianese che chiede calma ai propri tifosi e si scusa per qualche parola di troppo con il presidente del Chisola Luca Atzori, anche il secondo supplementare è più focalizzato sul mantenere i nervi saldi e non prendere gol. Tolto qualche lampo, soprattutto grazie a lanci lunghi e piazzati che potrebbero impensierire le difese, poco è da segnalare di realmente pericoloso. Sale invece inevitabilmente il nervosismo, perché in una mezzora dove bisogna scacciare i propri fantasmi dalla testa ce n'è uno più grande che sorvola sulle teste dei ragazzi di Rocca e di Masera, quello dei calci di rigore

I RIGORI: UNA FAVOLA NELLA FAVOLA

La situazione si fa mistica. Di colpo tutti i ragazzi presenti al Morino si alzano dai propri seggiolini e si attaccano alla balaustra dello stadio, pronti a prendere gli spazi in prima fila per i rigori. Un'atmosfera rara per  questa categoria, ma tant'è che mentre sopra c'è il fermento sotto c'è la quintessenza della paura. Ragazzi sdraiati con le mani nei capelli, crampi diffusi, litri d'acqua che gorgano sulle fronti per cercare un po' di fresco. Ci si avvicina alla terna e la porta scelta è quella alla sinistra degli salti. Partirà la Saviglianese.

Esordisce Vespertino: 2002, esperto, entrato apposta per l'occasione. Gol facile. Tocca a Berutti: il numero 8 del Chisola incrocia e Lerda si allunga. Esplode il Morino, la Saviglianese è avanti e allunga poco dopo con Giletta. Ad accorciare per i vinovesi ci pensa Coscia, che insacca e incita a fare di meglio i tifosi rossoblù, che rispondono con una bordata di fischi. Palla a bomber Greg Allasia, che gela Curreli e firma il terzo gol dei Maghi. Tocca a D'Attoli per mantenere le speranze, ma il suo rigore è una doccia gelata: Lerda para ancora, i vinovesi sono alle corde. Il penalty decisivo tocca a Lukani, ma quel rigore che sembra imparabile viene neutralizzato da un intervento prodigioso di Curreli, che rianima il Chisola. La speranza la risuona Ciccio Guarnieri, che va in gol e mette anche lui la mano all'orecchio. Il rigore decisivo, serve uno specialista. Chi ha seguito la Saviglianese in passato sa chi sarà a calciare. Si presenta Marco Lerda: ricorsa breve e rigore perfetto: esplode lo stadio, è tornato il sereno sopra Savigliano. I Maghi hanno fatto l'impresa, i Maghi sono in semifinale

LA SEQUENZA DEI RIGORI

SAVIGLIANESE Esito Esito CHISOLA
Vespertino Gol Parato Berutti
Giletta Gol Gol Coscia
Allasia Gol Parato D'Attoli
Lukani Parato Gol Guarnieri
Lerda Gol  ---  ---
  4 2  

IL TABELLINO

SAVIGLIANESE-CHISOLA 5-3 d.c.r
RETI (1-0, 1-1): 6' Boaglio (S), 33' st Geraci (C).
SAVIGLIANESE (4-4-2): Lerda 8, Lingua 6.5 (11' pts Chelarescu M. 6.5), Scotta 6.5 (14' sts Vespertino 6.5), Mayam J. 7.5, Rosso 7, Lukani 7.5, Ambrosino 6.5 (35' st Guido 6.5), Boaglio 7 (42' st Giletta G. 6.5), Allasia 6.5, Capasso 7.5, Testa C. 6.5 (35' st Pirra 6.5). A disp. Chiavazza, Simondi, Abrate, Rosatello. All. Rocca 8. Dir. Allasia - Lingua.
CHISOLA (4-3-3): Curreli 7.5, Perotto 6 (16' st Mecca 6.5), Bolla 6, Alberetto 6.5 (46' st Guarnieri 6.5), Bagnulo 6, D'Attoli 6, Merlo 5.5 (20' st Di Salvo 6.5), Berutti 6, Geraci 7, Viano 6, Rotondo 7 (34' st Fasone 6.5, 3' sts Coscia 6.5). A disp. Mussino, Turatello. All. Masera 6.5. Dir. Di Salvo - Bagnulo.
ARBITRO: Bray di Alessandria 7.5.
COLLABORATORI: Petracca di Cuneo e Bellini di Cuneo.
AMMONITI: 26' st Testa C.[03] (S), 42' st Boaglio Luca[03] (S), 13' pts Scotta[03] (S), 12' sts Geraci[03] (C).

LE PAGELLE

SAVIGLIANESE

LA SAVIGLIANESE FOTO DI SQUADRA

Lerda 8 A Savigliano lo ripetono un po' come un mantra, forse perché porta bene: Lerda è stato preso per QUESTE partite. Arrivato a gennaio per rilanciarsi, Marco è diventato uno dei simboli di questa meravigliosa favola rossoblù e dopo tante prodezze nel corso dell'anno ne ha messa a referto un'altra, parando due rigori e segnando quello decisivo. Se non è un mago Lerda, non sappiamo come chiamarlo.
Lingua 6.5 Primo tempo stellare, dove praticamente sembra un controllore del treno che blocca i furbetti appena ne vede scattare via uno. Si prende una pausa nell'ultima parte di gara, complice la visibile stanchezza che si è fatta sentire dopo il 60'.
11' pts Chelarescu M. 6.5 Energie fresche sempre ben accette. Gioca un buon secondo supplementare, senza risparmiarsi nel dare manforte ai compagni.
Scotta 6.5 Sul suo lato agisce Rotondo che insieme a Geraci è il vinovese più in palla. Per questo chiamato a continui straordinari, che svolge bene da buon stacanovista. Esce in preda ai crampi, conscio di aver dato tutto.
14' sts Vespertino 6.5 Entra per una semplice cosa: calciare il rigore. Spesso è una soluzione che porta solo brutti finali (Zaza agli Europei?), questa volta porta un rigore perfetto.
Mayam J. 7.5 Ce l'hanno chiesto, ci hanno suggerito il voto: Mayam migliore in campo, vero? Joshua non è l'MVP, ma quando ha corso: praticamente un martello pneumatico nel bel mezzo di un cantiere cittadino. Pressa, copre, spinge, calcia dal limite: fa tutto e di più, meritandosi un voto altissimo.
Rosso 7 Michele, c'è bisogno di te a lavoro. Corro subito: bisogna mettere un occhio di controllo su Merlo, Geraci e Rotondo, mica clienti facili. Compito eseguito: prova efficacie e pulita, da buon centrale di difesa. Con Lukani è coppia d'oro.
Lukani 7.5 Ce l'hanno chiesto anche qui: Lukani partita pazzesca, vero? No, non ci stiamo facendo influenzare, ha fatto veramente una partita pazzesca. Merlo completamente annullato, così come sono stati sventati tantissimi altri pericoli nell'area di rigore. Il rigore fallito nella batteria finalenon deve essere un malus che pregiudica la prestazione: gara da elogiare.
Ambrosino 6.5 Largo a destra è tagliente è costante, anche se non riesce a rendersi attivamente concreto con assist o palle gol. Lavora di fatto sotto traccia, ma anche nelle favole più belle serve chi butta il carbone nella stiva nella nave e soprattutto bisogna farlo bene.
35' st Guido 6.5 Tecnicamente ottimo ingresso, quel pizzico di pepe in più che ci voleva soprattutto nell'extra time. Bonus di giornata portato dal rigore calciato e segnato tra quelli della Saviglianese.
Boaglio 7 L'inserimento perfetto: l'arte del centrocampista centrale. Non è un libro che trovate in biblioteca, è un rapido riassunto del gol che ha portato al vantaggio della Saviglianese. Gran diagonale e Curreli battuto, prova a bissare il gol in altre occasioni ma non gli riesce la magia. Comunque gran partita.
42' st Giletta G. 6.5 Metronomo in mezzo al campo, positivamente entrato in gara in entrambe le fasi di gioco. Rigore calciato, rigore segnato: meglio di così.
Allasia 6.5 Il buon Greg non segna, ma quanto lavoro sporco che fa: si porta via i centrali, lascia spazi liberi, chiama palla per poi servire i compagni. Il perfetto amico che ti consiglia il cocktail giusto il venerdì sera. Nella ripresa riesce anche a mettersi in proprio, ma si deve "accontentare" del rigore siglato alla fine.
Capasso 7.5 Pazzesco. Più che un mago pare un demonio pronto a mandare all'inferno qualsiasi cosa gli passa davanti. Inventa l'assist dell'1-0, crea azioni su azioni e sprona i compagni da buon capitano. Si guadagna anche il rigore in partita del possibile 2-0, ma nonostante lo sbagli anche nella ripresa continua a creare pericoli. Trattore.
Testa C. 6.5 Come Allasia si presta con umiltà al gioco sporco per favorire soprattutto centrocampisti ed esterni. Qualche palla gol in più nel primo tempo, non sempre sfruttate al meglio delle possibilità.
35' st Pirra 6.5 Quel quid in più che mai fa male alla manovra offensiva. Corsa e versatilità dimostratasi utile anche e soprattutto nei tempi supplementari.
All. Rocca 8 Quello che sta facendo è incredibile: portare una squadra ripescata tra le prime 4 formazioni del Piemonte è pazzesco. Altro tassello al sogno di una città e di tantissimi tifosi, che possono davvero pensare di raggiungere il cielo. Con un condottiero come Rocca forse il colpo grosso, davvero grosso, non è poi così impossibile.
Dirigenti: Fabrizio Allasia e Paolo Lingua.

CHISOLA

IL CHISOLA DI MARCO MASERA

Curreli 7.5 Protagonista indiscusso della partita, nonostante la sconfitta. La sua parata dagli 11 metri su capitan Capasso permette al Chisola di rimettersi mentalmente in carreggiata, fino al pareggio di Geraci. Riprova lo stesso effetto magico parando alla grande il rigore di Lukani, ma alla fine l'esito è avverso. Comunque si merita i complimenti.
Perotto 6 Rimane un po' piantato dietro a rincorrere le discese di Ambrosino e compagni. Un paio di sovrapposizioni quando riesce a districarsi, poco di più.
16' st Mecca 6.5 Meglio del compagno e soprattutto più libero di correre in avanti: si percepisce a pelle che la benzina c'è e si fa sentire quasi da ala aggiunta in un paio di circostanze.
Bolla 6 Probabilmente i suoi primi 60' sono l'emblema di tutte le difficoltà del Chisola: un po' spaesato, rintontito dalle giocate avversarie e spesso anche in ritardo negli interventi. Incredibilmente vive una seconda partita subito dopo, diventando a tratti straripante: sufficienza recuperata.
Alberetto 6.5 Le geometrie ci sono, anche perché i tentativi di riprendere in mano la partita passano tutti dai suoi piedi. Una buona partita nonostante il risultato: fa della costanza il tratto distintivo del suo match.
46' st Guarnieri 6.5 Deve essere doverosamente sottolineato l'attaccamento alla maglia che ha dimostrato in questo pomeriggio. Entra per i supplementari e dà tutto e di più, segna uno dei rigori finali e scoppia in lacrime nel finale di partita. Ciccio uomo Chisola.
Bagnulo 6 Giornata difficile per i difensori in maglia biancoblú: la posta in gioco è alta e gli avversari vanno fortissimo. Tiene botta come può, soprattutto nel supplementare dove aumenta il tasso di precisione degli interventi.
D'Attoli 6 Discorso simile al compagno di reparto: alterna alti e bassi, chiusure e qualche piccola sbavatura dove i calciatori della Saviglianese riescono a farsi valere maggiormente. Coraggioso nel calciare uno dei rigori alla fine, sfortunato nell'esito.
Merlo 5.5 Completamente messo in ombra dai due centrali della Saviglianese. Difficile fare a sportellate con loro, difficile farsi valere e nel passare dei minuti perde anche fiducia. Giustamente sostituito.
20' st Di Salvo 6.5 Impatto con la partita giusto nell'atteggiamento e nel rendimento. Più mobile rispetto a Merlo, probabilmente la chiave di un rendimento migliore risiede in questo.
Berutti 6 Abituato a vederlo in praterie decisamente più ampie, si ritrova costretto a correre in recinti decisamente più piccoli e con controlli decisamente più serrati. Qualche inserimento qui e lì, anche lui fallisce uno dei rigori alla fine.
Geraci 7 Il cap è sempre il cap. Nonostante soffra anche lui come tutti nel primo tempo è una spanna sopra nella volontà di rimettere in carreggiata la partita. Segna nel primo tempo (ma in offside) e pareggia nella ripresa: partita dall'enorme maturità.
Viano 6 Più spento rispetto al solito e inevitabilmente la qualità di tutto il Chisola patisce la sua presenza a flussi alterni. Giusto tenerlo in campo tutta la gara, ma i lampi, anche se ci sono, non illuminano abbastanza.
Rotondo 7 Lui e Geraci sono i più attivi sotto tutti i fronti: qualitativo, mentale, grintoso. Corre tanto e si sbatte, fino a firmare l'assist del pari poco prima di uscire dal campo. Ottima partita.
34' st Fasone 6.5 Ben integrato nella manovra nella stessa posizione di Rotondo, ottimo contributo con tanta corsa sulla corsia esterna. Esce però anzitempo per un lieve malessere portato dal caldo.
3' sts Coscia 6.5 Poco tempo per farsi valere, ci riesce comunque con discreta efficacia. Ottimo il rigore segnato nella batteria finale.
All. Masera 6.5 Appena finiti gli applausi per la vittoria del girone parte subito un'altra corsa. Oggi, rispetto a molte altre volte, è mancato qualcosa nella manovra e nella grinta: la Saviglianese andava semplicemente più forte. Meriti però per averla riagguantata nonostante tutto: poi ai rigori subentrano mille fattori e si può anche perdere. Chapeau a Marco, che alla sua prima stagione con i più grandi ha già fatto un grande risultato.
Dirigenti: Achille Di Salvo e Andrea Bagnulo.

LA TERNA: Bray di Alessandria; Petracca e Bellini di Cuneo 7.5

LA FOTO DELLA TERNA

Arbitrare in un clima così complicato è tutto tranne che semplice. Nonostante la giovane età di tutti e tre dimostrano grande personalità nel prendere spesso e volentieri le decisioni giuste, sia nelle punizioni assegnate che nei fuorigiochi fischiati. Per grandi partite servono grandi direttori e nel pomeriggio di Savigliano ce n'erano 3.

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