Cerca

San Michele, il tuttofare De Caro: dal settore giovanile all'Under 19 grazie all'entusiasmo e alla passione

De Caro San Michele

De Caro San Michele

Vice di Alessandro Lorenzi in prima squadra, allenatore dell’Under 19 e degli Esordienti misti, responsabile del settore giovanile: basterebbero tutti questi compiti per comprendere quanto sia coinvolto Gabriele De Caro nel progetto San Michele, ma oltre ad essi si aggiunge anche un attaccamento ed una passione per i colori giallo-neri che lo rendono un vero uomo simbolo della società varesina. È una realtà in crescita quella del San Michele, in cui da qualche anno la direzione presa è quella di puntare molto sul settore giovanile, come ci spiega lo stesso De Caro: «Siamo una società giovane, in cui i primi anni era presente solo la prima squadra. Tre anni fa abbiamo dato il via alla costruzione del settore giovanile, e devo dire che i numeri sono in miglioramento ogni anno. Ovviamente ci mancano ancora delle categorie, ma è normale essendo solo al terzo anno di questo progetto e non avendo mai avuto un centro sportivo tutto nostro». Un problema, quello del centro sportivo, che per anni è stato il vero tallone d’Achille della società, costringendola a girovagare tra molti campi della provincia; quest’estate però, finalmente la soluzione è arrivata, con il bando per il campo di Casciago vinto proprio dal San Michele: «Appena abbiamo avuto la possibilità di partecipare a questo bando abbiamo colto subito l’occasione. Devo ammettere che i primi giorni in cui siamo arrivati ci siamo subito resi conto che i lavori da fare non erano pochi, ma la società ha investito in questo centro con lo scopo di miglioralo in futuro: ci sono già in programma i lavori per gli spogliatoi, il bar, le tribune, ma soprattutto per installare il prato sintetico sul campo principale. Ora che abbiamo finalmente un centro tutto nostro siamo fiduciosi che sia a livello di settore giovanile, ma anche come società in generale, non potremo far altro che crescere». Come detto, i percorsi del San Michele e di De Caro sono andati di pari passo, con l’inizio dell’esperienza calcistica dell’allenatore proprio con i giallo-neri: «Ho iniziato quattro anni fa come vice della prima squadra, con la società che mi aveva scelto un po’ dal nulla e che proprio per questo non smetterò mai di ringraziare per avermi accolto in questa famiglia. Quando abbiamo creato il settore giovanile mi è stato proposto di allenare, ed essendomi sempre trovato bene con i bambini ho accettato, capendo già dal primo allenamento che faceva per me. Da quest’anno, insieme a Davide Bellin, mi è stato affidato anche il compito di responsabile del settore giovanile: insomma io più tempo passo al campo più sono felice». Non manca il lavoro insomma a De Caro, che oltre a tutti questi impegni, da quest’anno è anche alla guida dell’under 19, impegnata nel campionato provinciale: non è stato un inizio semplice per i suoi però, al disastroso esordio con il France Sport perso per 7-0, ha fatto seguito un'altra sconfitta, contro il Tre Valli, seppur con decisi miglioramenti dal punto di vista del gioco, concretizzati poi nella vittoriosa trasferta di Angera alla terza giornata: «E’ stata una vittoria tiratissima, su un campo difficile e con un atmosfera molto calda: inutile dire che a fine partita eravamo al settimo cielo, ma sono convinto che sia stata frutto dell’impegno che stavamo mettendo negli allenamenti; sono ragazzi molto disponibili, non era scontato che mi ascoltassero fin da subito, ma tutti si sono messi a disposizione, non posso che esserne felice». A livello di singoli, una tegola importante è stata sicuramente la perdita nel precampionato di Ena, trascinatore già nella passata stagione che ha rimediato la rottura del malleolo nell’amichevole con l’OraSport. A sopperire alla sua assenza ci ha pensato Lorenzo Gaudina, attaccante che ha dimostrato il suo valore con la doppietta nella vittoria sull’Angerese; oltre a lui però, c’è un altro giocatore di cui De Caro è particolarmente soddisfatto: «Premettendo che sono contento di tutta la rosa, sto apprezzando molto l’impegno di Alessandro Segrini: è un difensore, classe 2004, un bravissimo ragazzo che è arrivato in punta di piedi, ma che ha risposto alla grandissima quando è stato chiamato in causa: è da prendere come esempio, nonostante sia uno dei più piccoli della squadra, perché ci mette davvero la voglia giusta ogni volta». Un gruppo in crescita, così come la società del resto, in un ambiente in cui l’allenatore si sente come a casa: «E’ un esperienza bellissima quella che sto vivendo, sia come allenatore, che come dirigente, ed in tutti i ruoli che sto ricoprendo per questa società; sento molta stima e fiducia ed in un clima del genere non si può che lavorare bene».  
Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Sprint e Sport

Caratteri rimanenti: 400