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Tre Valli Under 19: Renato Pivato, il "Mister Tato" ed il suo calcio di socialità e divertimento

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Lo chiamano “Mister Tato” i suoi giocatori, e già questo fa capire molte cose della figura di Renato Pivato. No, non tanto in merito al contenuto del soprannome, un nomignolo datogli da amici molti anni fa, ma quanto al tipo di rapporto che lui come allenatore ha instaurato con la sua Under 19 del Tre Valli: non infatti il classico ruolo autoritario che una figura come la sua imporrebbe, ma un coinvolgimento completo all’interno del gruppo con i suoi giocatori tale da modificare l’universale nome di “mister” nel più amichevole e vicino “Mister Tato”. È questo spirito di socialità e di divertimento nello stare insieme ai ragazzi che ha sempre contraddistinto la carriera da allenatore di Privato, iniziata nel CSI per poi spostarsi in federazione con l’esperienza al Valcuvia. Con lo scioglimento della società passerà poi al Laveno ed alla Lavena Tresiana, instaurando degli ottimi rapporti non solo con i suoi calciatori, ma anche con i suoi collaboratori, come Luca Valmori (preparatore dei portieri) e Gabriele Zucchelli (dirigente). Ma ecco che infine, nell’estate del 2018 il suo percorso lo porta ad incrociare la strada del Tre Valli, ed in particolare dell’ annata 2003, che ha guidato per due stagioni negli Allievi e da quest’anno nell’Under 19, rimanendo sempre fedele alla sua filosofia, che oltre a creare degli ottimi rapporti umani, ha portato anche ad un buon percorso calcistico: «Come ragazzi, ad eccezione di un paio, quando sono arrivato non conoscevo nessuno, tuttavia l’alchimia si è formata abbastanza presto. In questi anni a livello di risultati penso che siamo sempre riusciti a fare la nostra figura, magari non arrivando ai livelli di società più grandi ed attrezzate, ma sicuramente avendo sempre fatto il massimo per quello che è il nostro livello. Quest’anno abbiamo una rosa di 20 giocatori, in cui c’è una buona armonia ed in cui ci sono bravi ragazzi anche dal punto di vista calcistico che sono già entrati nel giro della prima squadra». Un percorso che come detto, in questi anni ha portato sicuramente ad una crescita calcistica non indifferente di tutto il gruppo; tuttavia, tra i momenti più importanti dal punto di vista sportivo di questa sua avventura, l’allenatore non sottolinea delle vittorie, bensì due sconfitte: «Tra gli episodi più significativi che ho vissuto qui al Tre Valli ci sono due sconfitte: la prima è stata contro la Valceresio, in cui vincevamo 2-1 a cinque minuti dalla fine, ma abbiamo poi subito la loro rimonta; la seconda invece, è stata una altra sconfitta in rimonta negli ultimi minuti contro la Varesina. Ho scelto queste perché nonostante siano stati due momenti in cui si è usciti sconfitti dal campo, ci hanno lasciato una consapevolezza ed una soddisfazione del lavoro che stavamo portando avanti, e a me personalmente, ricevendo anche dei complimenti a fine partita, il sapere che ero riuscito a portare qualcosa di buono anch’io». Momenti che quest’anno purtroppo non si stanno riuscendo a vivere, con la sospensione dei campionati che non sta togliendo solo le gare del fine settimana, ma soprattutto la socialità che sempre aveva contraddistinto il gruppo del Tre Valli. Nonostante il periodo negativo però, l’allenatore si dimostra ugualmente ottimista nella speranza di tornare al più presto sui campi: « E’ vero, il periodo è molto duro, tuttavia bisogna sempre essere fiduciosi, se si parte da pessimisti poi è difficile poter ricominciare; io spero sempre che si possa tornare a giocare, perché il calcio ai nostri livelli vuol dire tanto, è un evento sociale, in cui anche dopo magari una giornata storta avevi la tua valvola di sfogo, e dunque mi auguro davvero che si possa tornare quanto prima a rivivere queste emozioni».
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