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Aurora Induno Under 19: la squadra biancoblù nelle mani di Riccitelli, lo specialista dei derby

Giovanni Riccitelli Aurora Induno U19

Giovanni Riccitelli Aurora Induno U19

Milan-Inter, Roma-Lazio, Manchester City-Manchester United, Boca Juniors-River Plate… Ad ogni latitudine del mondo, in ogni stagione calcistica, c’è sempre una partita che conta più delle altre, una partita in cui la posizione in classifica diventa relativa, una partita in cui si possono intrecciare mille storie ed in cui la rivalità tra le due squadre in campo non permette di fare altri calcoli se non quello della vittoria: questo è il derby. La cosa bella di questa sfida, è che non importa la categoria in cui ci si affronta, perché le emozioni che si provano rimangono intatte indipendentemente dalla competizione. Ecco perché, anche nel panorama varesino, quando si affrontano Aurora Induno e Cuassese, le sensazioni presenti all’interno di questa partita non sono come per le altre. Sarà forse un segno del destino, o forse proprio della magia di questi match, ma anche in una stagione travagliata come quella di quest’anno, il derby nel campionato dell’under 19 si è riuscito a giocare, proprio nell’ultima giornata prima che il campionato venisse interrotto. La data è quella del 10 ottobre 2020, ma se la Cuassese ci arriva da capolista e con due vittorie su due, l’Aurora Induno ci arriva invece con 0 punti e due sconfitte. Sembra una sfida già scritta, a maggior ragione quando al termine dei primi 45’ i biancorossi si trovano avanti per 2-0. Come detto in precedenza però, il derby è una partita a sé, forse per questo nella ripresa l’Aurora Induno ha un altro spirito: si spinge in avanti, e con la grinta di chi sa che in ballo ci sono molto di più dei 3 punti, cerca disperatamente di riaprire la partita. La Cuassese si difende bene, ma a 5 minuti dalla fine l’Aurora trova il gol che riapre la partita. Il tempo stringe ed i biancoblu provano il tutto per tutto per cercare il 2-2, che si concretizza all’ultimo giro di orologio. Un punto conquistato al cardiopalma nel finale, il primo del campionato e per di più in un derby. È un’estasi generale, un risultato che tuttavia non è arrivato per caso per la squadra di Induno, avendo in panchina uno che di queste sfide ne ha viste e vinte tante: Giovanni Riccitelli. Inizia nel 2014 ad allenare nella Casmo, nella categoria Allievi con la quale vincerà una coppa disciplina, e con cui inizierà a familiarizzare con la sensazione della vittoria al termine di un altro derby molto sentito della provincia, quello tra Casmo e Rasa. Riccitelli passerà poi nel 2017 nell’ Aurora Induno, prima allenando i portieri, poi da vice con gli Allievi 2001 e poi con i 2002. Da quest’anno invece, guida in prima persona l’intero gruppo Juniores, continuando a mantenere il suo vizio per quanto riguarda i derby, diventati quasi una specialità, come ci racconta lui stesso: «Diciamo che sì, ormai posso considerarmi quasi un uomo-derby. Ho sempre trionfato con la Casmo, ed anche qui ad Induno fino ad ora non abbiamo mai perso. Sono quelle sfide che ti ripagano del lavoro e della passione che si mette durante l’anno e riuscire a vincere quelle partite in cui c’è una rivalità così sentita ti dà decisamente una gran soddisfazione. Qui ad Induno poi, la partita con la Cuassese vale mezzo campionato: quando escono i calendari ad inizio anno, la data della sfida viene subito cerchiata». Un’avventura la sua, che tuttavia non si ferma solo al derby, ma punta sulla costruzione di una Juniores omogena e di prospettiva: «Questa estate ci siamo rinforzati molto, arrivando a comporre una rosa di 25 giocatori. I giocatori fuori quota sono solo 5, ed il progetto pensato da me e della società era quello di cercare di far crescere i 2002 nella prospettiva di arrivare in prima squadra, ed i 2003 e 2004 in modo tale da essere il telaio per la prossima stagione. La cosa bella di questo gruppo è che si riesce spesso ad uscire dalla rigidità, in cui ci si diverte molto tra di noi, ed in cui non manca anche un po’ di sana ambizione». Un progetto di crescita che è andato a scontrarsi con la sospensione dei campionati, ma che tuttavia non ha intaccato il rapporto della squadra, che anche a distanza è rimasta comunque unita, come conferma l’allenatore: « Il contatto con la squadra non si è mai fermato, ci sentiamo molto spesso, segno che comunque si è creato un rapporto di amicizia importante. Anche con la società ci confrontiamo molto per capire come si evolverà la situazione e se sarà possibile riprendere o no. La cosa che dispiace è che, essendo già il secondo anno, annate come quella dei 2002 che l’anno prossimo saranno dei fuoriquota avranno perso praticamente quasi tutti i due anni di Juniores. In più naturalmente, c’è sicuramente il rammarico per non aver passato una stagione insieme». Un’ansia e una voglia di ritornare sui campi palpabile, sia dei giocatori che dell’allenatore, che attendono speranzosi la nuova ripartenza, vogliosi di riprendere la loro crescita, tenendo anche un occhio però sulla prossima data da cerchiare sul calendario.
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