Cerca

L’Under 19 provinciale alza la voce: «Il calcio è una valvola di sfogo: vogliamo tornare sui campi»

Jacopo Fadda, Valdruento
È proprio la loro, quella dei ragazzi dell’Under 19 provinciale, la categoria più danneggiata da questa seconda interruzione dei campionati. I giocatori, nel pieno della loro crescita e del loro sviluppo, si sentono in parte danneggiati da questo doppio stop, avvenuto negli importantissimi anni in cui stanno maturando a livello caratteriale, fisico e calcistico. « Penso che la stagione sia stata compromessa dopo questo nuovo lockdown, proprio come era successo a marzo - ha commentato Marco Foti dell’ Atletico Torino - I campionati stavano volgendo al termine, mancava poco per raggiungere i traguardi per i quali avevamo lavorato tutto l’anno e poi ci siamo ritrovati chiusi in casa da un momento all’altro. È come se tutto il lavoro svolto durante la stagione venisse gettato in un attimo fuori dalla finestra. Ritengo, però, che questo secondo stop era inevitabile con l'aumento sempre più insistente dei contagi: è una situazione davvero complicata». « Queste due interruzioni sono purtroppo arrivati in un’età in cui mi sarebbe potuto giocare di più, per arrivare a togliermi qualche sassolino dalla scarpa e per raggiungere i miei obiettivi, a livello personale e di squadra - ha dichiarato Giuseppe Petrone de La Chivasso - Eravamo partiti bene e c’era voglia di continuare su questa strada per puntare a vincere il campionato». Sulla stessa linea anche Andrea Rebola del Carmagnola: « Sicuramente interrompere l’attività agonistica non è mai qualcosa di positivo. Penso che quando si è davvero in forma e si sta dando il massimo partita dopo partita, fermarsi di colpo non aiuta anche da un punto di vista psicologico: c’è il concreto rischio che l’entusiasmo maturato nelle prime uscite possa pian piano affievolirsi. Questo stop, purtroppo, non ci ha colto di sorpresa: era nell’aria da qualche settimana, dal momento che avevamo l’esperienza di ciò che era già accaduto in primavera, ma speravo vivamente ci fossero le condizioni per evitare questa nuova interruzione». Pur comprendendo le motivazioni che hanno portato ad una nuova sospensione dei campionati, i ragazzi si sentono pronti al ritorno in campo, ma auspicano una ripresa dell'attività in totale sicurezza per tutti gli addetti ai lavori. I giocatori, infatti, continuano a lavorare duramente anche tra le proprie mura di casa, con esercizi fisici volti a mantenere sempre la forma migliore in vista del rientro in campo: « In questo momento, mi sembra abbastanza improbabile la ripresa degli allenamenti e quindi delle partite nel breve periodo - ha raccontato Maksym Stoliar del Lesna Gold - pertanto, personalmente continuo ad allenarmi anche a casa. Voglio cogliere il lato positivo di questa nuova interruzione, approfittandone per migliorare a livello fisico». I ragazzi si trovano in accordo anche su un altro aspetto molto delicato e che poteva tristemente emergere in una tale situazione: « Se ho preso in considerazione di ritirarmi dall’attività agonistica dopo questi due stop? Assolutamente no! - ha prontamente risposto Alessandro Sibille dell’ Union BB Vallesusa - Io penso che se c’è la passione per questo sport, se c’è sempre la stessa voglia di scendere in campo e di giocare a calcio, nessuno possa prendere in considerazione un’ipotesi simile. Questa nuova sospensione ci può aver tagliato le gambe, ma non vediamo l’ora di ritornare sui campi». E sull’ipotesi dell’inserimento di eventuali turni infrasettimanali per concludere la stagione, i ragazzi concordano sul fatto che pur di giocare si possano fare dei sacrifici: « Credo di parlare a nome di tutti i miei compagni di squadra e forse anche dei nostri avversari. Siamo ancora molto giovani, molti di noi hanno ancora tutto da dimostrare, pertanto è giusto che si giochi eventualmente anche ogni tre o quattro giorni - ha spiegato Jacopo Fadda del Valdruento - A livello personale credo di avere gli stimoli giusti. Non vediamo l’ora di tornare in campo: è un periodo difficile per tutti, e proprio per questo penso che il calcio possa essere utile a distrarsi da questo momento così triste». La speranza è quindi che si possa tornare presto sui campi, così come chiedono a gran voce i ragazzi delle formazioni Under 19, ma ci si augura di poterlo fare in totale sicurezza: ogni singolo componente di questo grande movimento non vede l'ora di riprendere il proprio posto di combattimento.
Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Sprint e Sport

Caratteri rimanenti: 400