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Cec Club Under 19: un nuovo progetto, una nuova strada, una nuova realtà

Cec Club
Il coraggio non è un sentimento per molti, anzi forse non lo è per nessuno. Ma a volte l'essere umano stupisce e può dare vita a dei progetti straordinari. "L'unione fa la forza" ci hanno sempre ripetuto da bambini, ma soltanto in pochi lo sanno per davvero. A volte è troppo facile rimanere nella propria monotonia, nella propria quotidianità fregandosi di tutto ciò che ci circonda e che potrebbe coinvolgerci anche solo per poco. Ma di fronte a delle altre persone come possiamo comportarci? Semplice - si fa per dire - attraverso il confronto. Lo stesso confronto con il quale il tecnico Michael Maccioni ha dato vita al Cec Club. Ovviamente non ha fatto tutto da solo, in questa nuova avventura è stato supportato - per confermare come l'unione possa fare davvero la differenza - dalla sua "colonna" Maurizio Russo in funzione di dirigente, dal presidente Davide Ingoglia che vede un futuro interessante per questi ragazzi e da tutta la famiglia del Real Orione, sempre pronta ad accogliere nuovi progetti inclusivi per i giovani. Proviamo adesso a raccontare meglio come questo Cec Club è nato e come ha fatto i suoi primi passi. Ad aiutarci in questa nostra scrittura non poteva mancare il vero protagonista della questione, il tecnico Michael Maccioni. Salve Michael benvenuto qui su Sprint e Sport. Parto con il chiederti come è nato e come si è evoluto il Cec Club? L'idea di questo progetto è nata dagli Allievi dello scorso anno. La società aveva un gruppo con diversi ragazzi che secondo noi erano - e sono tutt'ora - validi e che potevamo perdere da un momento all'altro. Abbiamo voluto fortemente proseguire per questa direzione poiché c'erano delle solide basi che potevano garantircelo. Grazie poi a qualche innesto da fuori - ci sono ragazzi che vengono da Barcanova, da Rivoli, dalla Pro Collegno, dal Pianezza e altri - abbiamo fatto diventare realtà una rosa alla quale credevo fortemente. Capito. Devo dire è sempre molto coraggioso dare vita a questi progetti, soprattutto se includono così tante persone, come sei riuscito a realizzare tutto ciò? Mettere insieme 22 teste non è mai facile, soprattutto poi con i ragazzi. Ovviamente ci sono stati momenti di difficoltà poiché indirizzare tutti verso un'unica direzione non è mai facile. Siamo un gruppo variegato con tanti ragazzi che arrivano da esperienze calcistiche differenti, ma grazie alla forza di volontà e al lavoro duro questo progetto sta facendo i suoi primi passi e speriamo di arrivare lontano. Poi per le realizzazione di ciò devo anche ringraziare lo stesso Real Orione - in primis il presidente Ingoglia - che non mi hai mai abbandonato. Sai quando hai a che fare con persone umili che ti permettono di lavorare e di cui ti fidi e più facile portare avanti le proprie idee.   [caption id="attachment_240654" align="aligncenter" width="393"] Il logo del Cec Club che sta per Crescita, Educazione e Competizione[/caption]   Va bene. Passiamo adesso all'aspetto più quantitativo, come reputi questo inizio di campionato?? Partendo dal presupposto che non siamo legati come società ai risultati, ma preferiamo concentrarci più sul complesso squadra, non posso che essere soddisfatto per questo inizio. Tre vittorie ed un pareggio, sette punti decisivi di cui ne vado fiero. Poi io sono uno meticoloso che non vuole solo vincere, ma deve convincere sul campo, considerando poi che la Juniores è sempre un campionato a se dove ogni partita ha la sua storia. Poi ti rivelo che questo progetto ha dietro un senso logico ben preciso dove l'idea è di proseguire nel futuro, magari in un'ottica più regionale. Perfetto. Che rapporto c'è con i ragazzi? Come hanno reagito di fronte a questa neonata esperienza? Guarda il rapporto che ho con i ragazzi è sempre molto libero e disponibile. Lascio sempre una porta aperta con loro dato che sono dell'idea che tra persone adulte bisogna risolvere i problemi attraverso il confronto. Cerco poi di stimolarli sul campo magari con qualche scommessa in caso di risultati positivi o altro in modo da essere per loro non solo un istruttore ma anche un punto di riferimento. Infine, ringrazio la mia colonna Maurizio Russo che ha creduto fortemente in questa nuova società e fin da subito mi è stato accanto per la sua realizzazione. E' lui il vero collante di tutto ciò, il nostro "albero maestro" che ci sostiene sempre. Dopo questo stop non vediamo l'ora di ripartire e di provare a dare continuità a questa neonata creatura.     Crescita, educazione e competizione. Sono queste le fondamenta su cui il Cec Club si poggia - oltre ad essere l'anagramma del suo nome. Tre semplici parole che messe insieme, ma soprattutto se messe in pratica, confermano quanto le piccole società sono un esempio di umanità e, allo stesso tempo uno spazio ricreativo, per i ragazzi. Non lasciamo cadere queste realtà - soprattutto in questo periodo di estrema difficoltà -  perché con la loro scomparsa non verrebero meno un paio di campi e qualche spogliatoio, ma crollerebbe quel luogo che per coloro che ci vivono viene definito casa, quel luogo che lega tutti come un'immensa famiglia. In conclusione, non ci resta che augurare "Lunga vita al Cec Club".  

Ringrazio fortemente Michael Maccioni per il suo tempo speso a rispondere a queste domande.

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