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Sale Under 19, l’allenatore Clementini: «Motivati a chiudere al meglio un ciclo, non ripartire sarebbe un peccato»

Sale Under 19
L’unione fa la forza. È questo il messaggio che ha voluto mandare Stefano Clementini alla sua squadra. L’allenatore dell’ Under 19 del Sale ha speso parole d’oro nei confronti dei suoi giocatori, rimarcando i vantaggi di avere un gruppo forte e compatto: « Penso che il nostro sia un gruppo altamente competitivo, che ha tutte le carte in regola per poter fare bene - ha prontamente dichiarato il tecnico - Dopo tanti anni di attività agonistica tutti insieme, questa squadra avrebbe dovuto terminare il proprio cammino quest’anno. I ragazzi erano molto stimolati a partire dall’inizio della stagione a chiudere nel migliore dei modi, magari vincendo anche il campionato». Parole, quelle di Clementini, che hanno un'accezione negativa circa una possibile ripresa del campionato. Il pensiero dell’allenatore dell’Under 19 del Sale a riguardo sembra essere molto chiaro: « Io penso che non ci sono e non ci saranno i margini per una ripresa. È un peccato perché questo era un gruppo estremamente competitivo, buono dal punto di vista caratteriale e tecnico: una squadra vera, in cui ogni singolo elemento era integrato con il resto dei compagni, questo grazie anche al fatto che si conoscono ormai da parecchio tempo». L’obiettivo pertanto era di fatto dichiarato sin da subito: l’Under 19 del Sale puntava a chiudere un ciclo vincendo il campionato di categoria. Una conferma arrivata direttamente dall’allenatore Clementini: « I ragazzi erano partiti con il giusto piglio: se l’anno scorso non è stata una grande stagione, quest’anno i 7 punti raccolti nelle prime 3 partite sono stati un chiaro segnale di un netto miglioramento da parte nostra, di una maggiore cattiveria e attenzione nell’affrontare le partite». Ma non finisce qui: le 16 reti realizzate, che fanno del Sale la squadra che ha segnato più di tutte le altre, dimostrano la facilità di trovare la via della rete per una squadra che, ormai amalgamata in tutti i suoi meccanismi, non sembra far fatica a produrre gioco e a concretizzare le infinite occasioni create: « Eravamo una vera e propria macchina da gol - ha prontamente dichiarato Clementini - Questo credo sia dovuto anche al modulo con cui scendevamo in campo: il nostro 4-2-3-1, che ho scelto per le caratteristiche dei miei giocatori, permetteva a tutti di giocare al massimo delle potenzialità. In fase offensiva avevamo cinque giocatori dalle spiccate qualità, e il fatto che abbiamo segnato molto nelle primissime uscite stagionali è dovuto in parte anche al loro rendimento. Anche per questo sono amareggiato per non poter, come io penso, tornare in campo. Sarebbe stata la chiusura del cerchio, il coronamento di un percorso bellissimo: ci saremmo potuti togliere qualche soddisfazione, i ragazzi in primis ma anche noi che li abbiamo seguiti e visti crescere. Negli ultimi mesi si era creato attorno alla squadra un seguito molto importante: l’ambiente era compatto e desideroso di provare a fare qualcosa di importante. Tutti ingredienti che ci obbligavano a mantenere il gruppo così com’era, una squadra che non necessitava di particolari rimaneggiamenti». Un gruppo, quello agli ordini di mister Clementini, maturo e pronto al raggiungimento di un grande risultato: « Questa squadra è unita: tutti seguono i miei ordini, danno ascolto ai miei consigli e lavorano dando sempre il massimo in tutte le sedute di allenamento, rispondendo spesso in grande numero. Anche in un periodo come questo siamo in contatto: so che alcuni di loro fanno regolarmente attività individuale e anche sul campo, messo gentilmente a disposizione dalla nostra società. I ragazzi non si sono mai fermati, fatta eccezione per il periodo di lockdown totale in cui era vietato fare attività». E infine, per quanto riguarda il rapporto con la prima squadra, Clementini ha illustrato la situazione in casa Sale: « Ci sono due gestioni separate: una che si occupa del settore giovanile, l’altra che cura gli interessi della prima squadra. Nonostante questa divisione societaria, c’è un buon rapporto tra le parti e questo ci permette di comunicare molto bene. A mio avviso ci sono un paio di ragazzi che già oggi meritano di giocare in prima squadra». E per chiudere un commento sulla situazione che il mondo del calcio dilettantistico si sta ritrovando ad affrontare: « La gestione è tutt’altro che facile per ovvi motivi, ma ad inizio stagione il problema esisteva già e si stava iniziando a convivere con esso. A mio avviso il calcio non è il vero problema: con protocolli adeguati si poteva forse provare ad andare avanti. Magari non sarebbe stato comunque possibile, ma nel rispetto delle regole si poteva provare a fare qualcosa in più di quello che è stato realmente fatto. So che tutte le società una volta venute a conoscenza delle regole si sono applicate per rispettarle. Potrebbero sorgere inevitabilmente alcuni controsensi: se si decide di far ripartire il campionato di Eccellenza non vedo come non debbano ricominciare anche le altre categorie. Ci sono tante società che non si sentono di ritornare in campo: noi avremmo voglia di ricominciare, ma alle giuste condizioni, anche se temo che questo non si potrà fare».  
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