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L'Intervista

Esonero turbolento a marzo, i suoi ragazzi lo tempestano di messaggi: l'ex portiere di Eccellenza cerca il riscatto

Dall’addio fra le polemiche sulla panchina della Juniores provinciale ai corsi per studiare i segreti dell'idolo Klopp

Alessandro Chisari, ex allenatore Beppe Viola

Alessandro Chisari, ex tecnico dell’Under 19 del Beppe Viola

Un palmares di tutto rispetto con le scarpe e i guantoni in giro per il Piemonte fra ValenzanaMado, San Giacomo Chieri e Alpignano fra le tante, per Alessandro Chisari, uno che di mestiere faceva il portiere e si sa che per fare questo ruolo un pizzico di sana pazzia devi averla in corpo. Una serie di continui infortuni al ginocchio l'hanno costretto suo malgrado a dire addio al calcio giocato per proiettarlo al calcio allenato, prima come amatore di una squadra di calcio a 8 con gli amici di una vita, e da quest'anno sulla panchina dell' Under 19 del Beppe Viola. Una prima volta tanto emozionante quanto impattante per mister "Chisa", doveva essere semplicemente una panchina momentanea come da accordi iniziali, se non fosse per una cosa: i risultati cominciano ad arrivare e il tecnico si tiene stretta la cattedra viola.

PARLA CHISARI

Lui, classe '96, costretto prematuramente ad abbandonare il gioco e catapultato in un mondo che «mi piace tantissimo», vuole subito ripartire dopo la separazione con il Beppe Viola di inizio marzo: «Ringrazio la società per aver dato fiducia, quando nessuno ancora gliene aveva data, ad un ragazzo che non ha mai allenato prima e che ha ancora tanto da imparare. Si è chiuso un rapporto che mi ha dato tanto e che mi ha fatto capire cosa voglio fare "da grande". Ringrazio ancora la società per l'opportunità data, sono un uomo di calcio, forse sono ancora troppo calciatore dato che sento molto la partita: vivo i 90' di gioco con tutto me stesso, ci metto sempre passione incredibile in quello che faccio - un allenatore alla Conte possiamo definirlo - e a volte mi sono fatto trasportare dall'agonismo, ho capito che nel ruolo che voglio intraprendere questo lato di me deve essere contenuto», dichiara un Chisari emozionato e grato.

Una separazione quella tra Alessandro e il Beppe Viola che ha colto alla sprovvista anche i giocatori stessi, molto legati al loro allenatore: «Ci sono rimasto male per quello che mi è stato detto alle spalle senza che io potessi in qualche modo difendere. La Juniores è una categoria complicata perché oltre al calcio subentrano altre variabili extra calcistiche che possono portare fuori strada i ragazzi, specialmente dopo la pandemia è stato molto difficile entrare nella testa a degli adolescenti per convincerli a venire ad allenarsi e a giocare, specialmente in un provinciale. Ho dato tutto me stesso per loro ed è normale che mi ci sia affezionato, con alcuni di loro ci gioco anche alla Play Station, comunque, ho sempre 25 anni quindi so bene cosa frulla nella testa di un appena maggiorenne, ad esempio cosa li turba o cosa li fa star bene. Forse, ha pagato la mia poca esperienza, gli ho dato troppa confidenza, ma voglio loro un bene incredibile e sono ne fiero. Questo è il momento più difficile perché ora non devono mollare, non devono vanificare tutti i sacrifici che hanno fatto dopo 2 anni di stop e soprattutto dopo la stagione particolare e travagliata che abbiamo passato», conclude un emozionato Chisari.

La vicinanza dei ragazzi di mister Chisari

E' nonostante tutto un Alessandro amareggiato quello che prova ad esprimersi, soprattutto a causa gli strascichi che la rottura con il Beppe Viola ha portato con sé, ma questa è acqua passata. Chisari conclude così: «Il 2 maggio ho cominciato il corso UEFA C per per prendere il patentino da allenatore. È un grande passo per me perché tutto il lavoro che ho fatto in questi anni in campo e in panchina sta finalmente dando i suoi frutti. Ora tocca a me approcciare bene questo percorso così da sedere in panchina già al termine di questa stagione e preparare al meglio la nuova stagione», afferma energicamente Chisari dalle sedi della FIGC di Pinerolo.

Una carriera in rampa di lancio per un ragazzone di 195 centimetri che non vede l'ora di rimettersi in gioco: «Che sia regionale o provinciale non mi interessa. Quello che mi piacerebbe è a giugno avere una panchina e soprattutto costruire una squadra già pronta nel quale portare anche dei miei ex giocatori di fiducia. Gioco a calcio da quando ho 4 anni e ci dedico davvero molto tempo anche in settimana grazie al lavoro che faccio perché mi permette di vedere molte partite e rimanere sempre aggiornato, tutto quello che ho imparato l'ho imparato sul campo in tutti questi anni di calcio giocato. Ho una passione sconfinata per questo gioco, mi applico molto e mi piacerebbe creare il mio progetto con le mie idee e con l'aiuto della società», continua un Chisari molto carico ed eccitato per il nuovo corso che lo vedrà impegnato ogni due settimane per imparare i segreti del mestiere del suo grande modello Klopp.

«Molti mi dicono che gli assomiglio grazie alla barba e il cappellino, ma secondo me è più per l'atteggiamento, per la "cazzimma" che ci metto quando scendo in campo mi ci rivedo molto. Il suo modo di giocare verticale verticale, con i terzini alti mi affascina e come se non bastasse mi fa impazzire come ha rivalutato determinati giocatori che prima non valevano così tanto - un po' come ha fatto l'ex allenatore con i ragazzi del Beppe Viola arrivati sul lastrico della motivazione e prossimi all'addio al calcio giocato, ma che proprio grazie a Chisari hanno continuato a testa alta a combattere. È la mia ispirazione».

«Per me il calcio è vita - conclude Chisari - Quando entro in campo io mi immagino ancora di giocare, ma non posso più per via del mio ginocchio. Di conseguenza tutto quello che voglio trasmettere ai miei ragazzi è l'amore per questo gioco, l'amore per andare il sabato un'ora prima al campo, l'amore per quei piccoli sacrifici che il calcio sa ripagare mille volte tanto - afferma l'ex portiere. Questo per me è il calcio: una passione che traspiro da tutti i pori ogni minuto del giorno tutti i giorni, forse è per questo che la mia fidanzata non mi sopporta più», chiude con una battuta un Alessandro carico e affamato per quello che gli riserverà il futuro che lui, da buon ex portiere, vuole far suo senza lasciarselo scappare.

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