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Dieci anni di Taino: la vicepresidente Giovanna Cecchetti racconta un sogno diventato ormai solida realtà

taino calcio - il presidente Montesano

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2011: in un paese in cui il calcio era ormai assente da anni, assorbito ormai dalle realtà limitrofe, Giancarlo Montesano decide, supportato da sua moglie Giovanna Cecchetti, di gettarsi in un’avventura, quella di costruire una società a Taino, armato semplicemente di tanto entusiasmo, forza di volontà e passione. Prende così la convenzione del campo sportivo di Taino, e da quello che era semplicemente un bellissimo ed ambizioso sogno si è arrivati ad oggi, esattamente dieci anni dopo, ad una solida e splendida realtà: due squadre Allievi (2004 e 2005), una squadra Giovanissimi (2007), una squadra Esordienti (2008), due squadre Pulcini (2010-2011 mista e 2011), i Primi Calci (2012, 2013 e 2014) e da quest’anno anche una prima squadra femminile iscritta al campionato CSI. Limitarsi però solamente all’elenco delle squadre che in questi dieci anni il Taino è riuscito a costruire non rende a pieno quella che è la realtà che è stata creata: un’ambiente sano e genuino, in cui al primo posto c’è il divertimento dei bambini e ragazzi nel giocare a calcio. A ribadire questo concetto è Giovanna Cecchetti, moglie di Giancarlo Montesano, che fin dall’inizio è stata una colonna portante di quel sogno che è diventato poi realtà, mantenendo vivi gli stessi ideali di dieci anni fa: «Far crescere una società dal nulla non è stato facile, ma tutto sommato è stata una scelta che ci ha portato diverse soddisfazioni. Siamo stati fortunati, perché la maggior parte dei genitori ha subito capito la nostra realtà, in cui non ci sono pressioni o stress di risultati per i ragazzi. La nostra filosofia infatti è molto semplice: fino ai Giovanissimi, noi diamo la possibilità a tutti i ragazzi di giocare e divertirsi, senza alcuna distinzione e senza alcuna pressione». Ideali che da ormai un paio di anni si sono sposati anche con il Novara Calcio, con la quale il Taino ha intrapreso un’affiliazione che ha aiutato la società a crescere a migliorarsi, ma che ha anche premiato quello che è il lavoro del settore giovanile, con il passaggio del classe 2004 Loris Picinelli proprio al Novara, segno che anche il divertimento e la spensieratezza possono aiutare a far crescere un talento. Divertimento e spensieratezza che però, da ormai praticamente un anno, è difficile riuscire a far trovare su un campo da calcio, complici i continui stop che hanno caratterizzato questo periodo, e con la quale si è naturalmente dovuto confrontare anche il Taino, come spiega la Cecchetti: «E’ stato certamente un anno anomalo e molto difficile. Ora come ora abbiamo ripreso con gli allenamenti soltanto nel weekend e naturalmente distanziati. Sappiamo che ancora i rischi ci sono, ma cerchiamo di aiutare i bambini ed i giovani a svagarsi, sperando che le cose si sistemino il prima possibile e che pochi di loro perdano la voglia di giocare. Fino ad adesso abbiamo visto che sono pochi quelli che non hanno più il desiderio di scendere in campo, e questo certamente è una cosa che ci fa ben sperare per il futuro». Ed è proprio verso il futuro che è orientato lo sguardo della società, con nuovi progetti e squadre in cantiere, da costruire con lo stesso spirito con cui si è contraddistinta in questi primi dieci anni e con il quale continuerà orgogliosamente a mostrarsi: «L’ambizione che abbiamo è sempre quella di avere delle squadre, che per una realtà come la nostra non è mai scontato. Per il prossimo anno abbiamo in progetto di aprire anche al femminile, iniziando fin dalle più piccoline, sia considerando il successo che stiamo avendo con la prima squadra CSI e sia perché abbiamo ricevuto molto interesse da parte di alcune bambine nel provare. Tutto questo sempre con un unico obiettivo: rendere felici i bambini, è questo il nostro risultato più grande. Sappiamo che purtroppo il mondo del calcio in gran parte non è così, però ci piace essere una voce fuori dal coro ed intendiamo continuare ad esserlo».
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