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Milano Cortina 2026

315 giorni fa sembrava finita la sua carriera, ora vince l'oro olimpico: Federica Brignone è immensa

A 35 anni trionfa nel SuperG di Cortina: dopo un infortunio che sembrava chiudere ogni porta, la campionessa valdostana trasforma l’Olympia delle Tofane nel teatro della sua rivincita più luminosa

FEDERICA BRIGNONE MEDIAGLIA D'ORO MILANO CORTINA

MILANO CORTINA 2026 • A 35 anni, dopo un infortunio che sembrava chiudere ogni porta, la campionessa valdostana trasforma l’Olympia delle Tofane nel teatro della sua rivincita più luminosa

La corda vibra, il cronometro lampeggia, la pista ancora nel silenzio teso di Cortina. Dalla palina parte una donna che molti davano per “a mezzo servizio”. In basso, nel punto in cui l’ombra lascia spazio al sole, migliaia di bandiere si piegano in un’onda azzurra. Quando il tabellone si ferma su 1:23.41, la Olympia delle Tofane diventa un coro: l’oro del SuperG dei Giochi di Milano Cortina 2026 è di Federica Brignone. Ha 35 anni, corre “in casa” e lo fa a 315 giorni da un trauma che per molti avrebbe segnato la parola fine. Per lei, invece, è stata una linea di partenza. Questa è la storia che conferma come nello sport, a qualsiasi età, si possono scrivere nuove pagine in ogni momento. 


QUANDO TUTTO SEMBRA FINITO...

Il conto alla rovescia di questa impresa parte da una data che in Italia gli appassionati hanno imparato a ripetere quasi come un mantra: 3 aprile 2025. Quel giorno, agli Assoluti in Val di Fassa, Brignone cade e gli esami parlano chiaro: frattura scomposta pluriframmentaria del piatto tibiale, frattura della testa del perone e rottura del legamento crociato anteriore della gamba sinistra. La FISI comunica il trasferimento alla clinica milanese per l’intervento: le immagini della campionessa in barella sono un pugno nello stomaco per chiunque ami lo sci. E soprattutto, un interrogativo enorme: ci sarà a Milano Cortina 2026?

La risposta arriva con uno dei numeri più forti di questa storia: 292 giorni. Tanto passa dall’infortunio alla prima pettorina indossata di nuovo in gara, 19 gennaio 2026, gigante di Plan de Corones. «Sono qui per testare la mia gamba e la mia mente», dice senza enfasi, come chi ha imparato a proteggere ogni gesto, ogni appoggio, ogni curva. Non cerca il colpo di teatro: cerca fiducia. Mette chilometri addosso e si presenta al SuperG olimpico consapevole di avere già vinto una partita: quella contro il calendario e contro la paura.


IL GIORNO DELLA LEGGENDA

12 febbraio 2026. È arrivato il grande giorno del SuperG di Cortina d'Ampezzo. Federica scende con il pettorale medio e interpreta l’Olympia con la freddezza delle giornate buone: linee pulite nella parte alta, rischio calcolato dove la neve stringe e la pista “respira”. È un SuperG che punisce ogni esitazione, lo dimostrano le uscite di scena di alcune big. Brignone non esita: spinge, chiude, lascia scorrere. Allo stop del cronometro c’è il margine che vale un abbraccio al Paese: +0.41 sulla francese Romane Miradoli e +0.52 sull’austriaca Cornelia Hütter. Attorno al traguardo, la scena che resterà nelle fotografie: il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, applaude in piedi; poco più in là, i vertici dello sport italiano e olimpico seguono una premiazione già storica. Per l’Italia è un oro che pesa anche nel medagliere, in un giorno di gare affollato di attese.

Per quanto sembri incredibile, è il primo oro olimpico in carriera di Federica Brignone. Arriva dopo un palmarès che l’aveva già consegnata alla storia: tre medaglie olimpiche precedenti tra PyeongChang 2018 e Pechino 2022, titoli mondiali, Coppe del Mondo generali e di specialità, e soprattutto una collezione di successi che in Coppa del Mondo l’ha spinta fino a quota 37 vittorie, seconda italiana di sempre per totale assoluto dietro soltanto ad Alberto Tomba. L’oro di Cortina prende quel mosaico e lo rende definitivo.

C’è un altro primato, dal sapore universale: a 35 anni, Brignone diventa la più “grande” a vincere un oro olimpico nello sci alpino femminile, un record di longevità agonistica che parla a tutte le discipline. Un dettaglio che sposta la percezione di ciò che è possibile quando talento, metodo e resilienza si tengono per mano.

Cortina non è solo una località iconica: è una pista che negli anni ha parlato spesso italiano. Vincere qui, in un’Olimpiade “diffusa” come Milano Cortina 2026, amplifica ogni sensazione. Il boato al traguardo, la presenza delle massime cariche istituzionali, l’eco sui media internazionali: tutto concorre a trasformare una medaglia in un simbolo collettivo. Lo si vede nel modo in cui il risultato entra subito nelle cronache del giorno e nei racconti oltreconfine, dove la “comeback story” di Brignone diventa una delle immagini-chiave della giornata olimpica.

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