Lutto
30 Gennaio 2026
MAMMA HO PERSO L'AEREO • Catherine O'Hara in una scena del film
Il cinema degli anni Novanta perde una delle sue presenze più riconoscibili, una figura capace di attraversare generi, decenni e linguaggi senza mai perdere centralità. Un volto che il grande pubblico ha imparato a conoscere tra commedie diventate cult, film fantastici e, più recentemente, serie televisive di grande impatto globale. La notizia è arrivata dagli Stati Uniti e ha rapidamente fatto il giro dell’industria cinematografica e televisiva, segnando la fine di un percorso artistico che ha accompagnato più generazioni di spettatori. Non si tratta soltanto di un’attrice legata a un’epoca precisa, ma di un’interprete che ha saputo reinventarsi nel tempo, mantenendo un ruolo attivo e riconosciuto anche negli anni più recenti. La sua assenza lascia un vuoto evidente nel panorama culturale internazionale, soprattutto per chi è cresciuto con alcuni titoli simbolo degli anni ’90, oggi ancora presenti nell’immaginario collettivo.
L’attrice in questione è Catherine O’Hara, protagonista di una carriera lunga oltre quarant’anni tra cinema, televisione e teatro. La notizia della sua scomparsa è stata confermata dalla Creative Artists Agency (CAA), che ha comunicato come l’attrice si sia spenta venerdì nella sua casa di Los Angeles, dopo una breve malattia. O’Hara aveva 71 anni. Nata in Canada, ha costruito un percorso artistico solido e riconoscibile, diventando una delle interpreti più apprezzate della commedia nordamericana, senza limitarsi a un solo registro. La popolarità internazionale arriva alla fine degli anni Ottanta con Beetlejuice (1988), dove interpreta Delia Deetz, personaggio eccentrico e centrale nell’equilibrio del film di Tim Burton. Il successo definitivo presso il grande pubblico si consolida all’inizio degli anni Novanta con Mamma, ho perso l’aereo (1990) e il sequel del 1992, in cui veste i panni della madre del giovane Kevin McCallister, ruolo che la rende un’icona della commedia familiare. Nel corso degli anni Duemila e Dieci, O’Hara ha continuato a lavorare con continuità, ampliando il proprio repertorio e trovando nuova consacrazione televisiva con la serie Schitt’s Creek, dove interpreta Moira Rose, personaggio che le vale premi e riconoscimenti internazionali. Più recentemente, ha preso parte anche alla seconda stagione di The Last of Us, confermando una presenza costante sulle produzioni di primo piano fino agli ultimi anni.
Oltre ai ruoli più noti, Catherine O’Hara è stata una figura centrale nei mockumentary diretti da Christopher Guest, come Waiting for Guffman (1996) e Best in Show (2000), lavori caratterizzati da un forte uso dell’improvvisazione e da una comicità corale raffinata. In questi progetti ha spesso lavorato al fianco di Eugene Levy, con cui ha costruito un sodalizio artistico culminato proprio in Schitt’s Creek. Negli ultimi anni aveva ottenuto nuove candidature ai principali premi televisivi grazie al ruolo interpretato nella serie The Studio, segno di una carriera ancora pienamente riconosciuta dall’industria. Alla notizia della sua scomparsa sono seguiti numerosi messaggi pubblici da parte di colleghi e attori che avevano lavorato con lei, tra cui Pedro Pascal e Macaulay Culkin. O’Hara lascia il marito Bo Welch e i figli Matthew e Luke. Il suo percorso professionale resta legato a una filmografia ampia e trasversale, capace di unire pubblico generalista e critica, e a personaggi che continuano a essere parte integrante della cultura pop contemporanea.