Tennis
30 Gennaio 2026
AUSTRALIAN OPEN • Novak Djokovic vince una partita eterna contro Jannik Sinner: a 38 anni cercherà il 25° Slam
Eterno. Non ci sono altre parole per descrivere uno sportivo come Novak Djokovic, che nella sua Australia conquista la sua trentottesima finale Slam della sua immensa carriera. Questa volta però la vittoria fa "male" all'Italia, visto che a cadere è stato un po' a sorpresa Jannik Sinner, che ha ceduto il passo al serbo al quinto set dopo una vera e propria battaglia poco più di 4 ore, fallendo la difesa al titolo australiano dopo averlo vinto nel 2024 e nel 2025. Questa volta Djokovic ha dato un segnale chiarissimo al dualismo Sinner-Alcaraz: la sua era non è ancora finita, a lasciare il segno nei titoli che contano c'è ancora qualcuno disposto a inserirsi tra l'italiano e lo spagnolo, con una prova di forza che lo rende, sempre di più, uno dei tennisti più forti e iconici della storia.
Questa volta c'è stato poco da fare per Sinner. Nonostante i 14 anni di età in meno, nonostante un pronostico nettamente a favore dell'italiano, Djokovic ha tirato fuori dal cilindro una prestazione pazzesca, a un livello così alto come non si vedeva da almeno 1 anno e mezzo, verosimilmente dal trionfo alle Olimpiadi di Parigi nell'estate 2024. Il filo rosso che collega le due partite probabilmente è la forza di volontà: a Djokovic mancava l'oro olimpico per completare una bacheca stellare, a Melbourne si è aperto lo spiraglio per portare a casa, probabilmente, l'ultimo Slam della sua immensa carriera, proprio nella terra che l'ha reso indistruttibile con 10 vittorie tra il 2008 e il 2023.
La Vecchia Volpe però ha ancora tanto da dire, perché per battere uno Jannik così serviva la migliore versione di Nole degli anni d'oro. Nonostante 26 ace, 75% di prime, 153 punti conquistati contro i 139 del serbo, a vincere è stato Djokovic, che ha saputo resistere al meglio dimostrando maggiore brillantezza rispetto alla sua goccia d'acqua 2.0. Chiaro, i 43 errori non forzati da parte dell'italiano sono una rarità che rischi di pagare a carissimo prezzo contro un Djokovic praticamente inattaccabile, capace di resistere agli assalti del numero 2 del Ranking ATP. Chiaro, il fatto di non aver giocato contro Mensik agli ottavi e aver sfruttato il ritiro di Musetti ai quarti ha probabilmente giovato alle energie del serbo, che ha colto la palla al balzo contro un Sinner più scarico del solito, tolto il primo set dove ha dominato la partita.
Chi ha guardato la partita ha colto sicuramente la fatica immane da parte sia di Sinner che di Djokovic: nel corso del terzo set soprattutto il serbo è sembrato in condizioni critiche, mettendosi spesso la mano al petto durante gli scambi prolungati della partita. Lo stesso Sinner è parso visibilmente provato, aprendo un ventaglio di considerazioni sul giocare certe partite in certe condizioni ambientali, visto e considerato che a gennaio in Australia è estate e l'umidità è altissima. Nonostante tutto, due esempi di atletismo puro come Sinner e Djokovic hanno tenuto botta, regalando a tutti una partita che resterà nelle menti degli appassionati di tennis a lungo.