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Ridimensionata? Isola felice piuttosto: il curioso caso Di Po

Alessandro Gini

Alessandro Gini, tecnico della Dipo

Sono settimane calde queste. I primi esoneri, i primi malumori, i primi addii. Ad ormai un mese e mezzo di calcio giocato in molti (almeno a giudicare dalle tante panchine saltate), non hanno proprio trovato la quadratura. In tanta confusione spicca invece un’isola felice, in zona Vimercate, dove la Di Po sogna in testa alla classifica, con quella leggerezza, quella serenità, che solo in certe piazze puoi avere. Breve cronistoria biancoverde: due anni di playoff raggiunti con Massimo Mapelli, una maturità e una compattezza che sembrava impossibile riproporre, soprattutto se perdi il deus ex machina (Mapelli stesso) e praticamente tutti i senatori (i vari Circelli, Troiano, Salomoni, Alicino, Sottocorno). E allora è inevitabile che in estate si sussurri, a mezza voce, che insomma, ridimensionamento è una parola che nel calcio non piace usare, però… Quando peschi da Prima e Seconda categoria, puntando su tanti giocatori in cerca di rilancio è difficile non pagare lo scotto, almeno all’inizio. Ed in effetti gli esperimenti di Coppa si dimostrano un mezzo disastro, ma sono esperimenti, l’alchimista Alessandro Gini deve trovare le giuste dosi, i giusti ingredienti. Risultato dopo il famoso mese e mezzo di gare? Vetta nel girone insieme a Pontelambrese e Vibe Ronchese, con una solidità e una sicurezza maturata di giornata in giornata che sembra davvero poter portare in fondo. Potrà non essere Eccellenza quindi, la Pontelambrese è sicuramente più attrezzata, il Barzago sta tornando, e Pro Lissone e Colico sono ormai certezze in categoria, ma non riconoscere il lavoro che si sta facendo a Vimercate sarebbe da pazzi. Reinventarsi e stupire ancora invece, è prerogativa di chi programma, di chi ha basi solide e crede nei propri mezzi.
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