Cerca

Serie D

Cosa dicono i numeri: tra corsa al sogno, la sfida per evitare l'inferno e le curiosità di un campionato unico in Italia

Vado in fuga, Chisola all’inseguimento: tra partite 'pazze', squadre inviolabili in casa e chi è abbonato ai pareggi

Sprint Analyst • Serie D - Girone A: Cosa dicono i numeri: tra corsa al sogno, la sfida per evitare l'inferno e le curiosità di un campionato unico in Italia

Sprint Analyst • Serie D - Girone A: Cosa dicono i numeri: tra corsa al sogno, la sfida per evitare l'inferno e le curiosità di un campionato unico in Italia

Dopo le prime dodici giornate il Girone A di Serie D ha già preso una fisionomia piuttosto chiara, pur con qualche recupero ancora da disputare (Celle Varazze–Asti, Imperia–Cairese e Vado–Gozzano su tutte). In testa c’è un Vado autoritario, inseguito da Chisola e Ligorna, mentre alle loro spalle si stringe un blocco compatto che tiene viva la corsa playoff e rende cortissima la zona playout.


Vado, Chisola e Ligorna: il podio che detta il passo

In vetta regna il Vado, 28 punti in 11 partite: 9 vittorie, 1 pareggio, 1 sola sconfitta. Diciannove gol fatti e appena cinque subiti fotografano una squadra cinica, organizzata e tremendamente continua. Non vince solo con le piccole: sa colpire anche nei big match e spesso decide gare bloccate grazie all’episodio, come il colpo esterno in casa del Sestri Levante con il rigore di Raffini allo scadere.

Alle sue spalle il Chisola, 27 punti in 12 giornate (8 vittorie, 3 pareggi, 1 sconfitta, 17-5 il bilancio reti), è l’unica vera antagonista al momento. Difesa quasi impenetrabile, crescita costante e la sensazione di una squadra che, settimana dopo settimana, acquista consapevolezza. Emblematica la tripletta di Rastrelli N. a Saluzzo nel 3-2 esterno: un successo pesante che racconta tanto del carattere di questo gruppo.

Terza forza il Ligorna, 25 punti in 12 gare (7 vittorie, 4 pareggi, 1 sconfitta). È forse la squadra più “europea” del girone: linee corte, gestione del pallone, pochi blackout. In casa è una vera macchina: vittorie nette come il 4-0 al Varese o il 2-0 alla Valenzana hanno consolidato un posto stabile sul podio e la percezione di una formazione solida e matura.


Saluzzo e Sestri Levante, outsider con anime diverse

Subito dietro al terzetto di testa troviamo Saluzzo (20 punti) e Sestri Levante (19), le due outsider con caratteri quasi opposti.

Il Saluzzo è squadra concreta, che segna parecchio – già 22 reti all’attivo – ma che non sempre riesce a mantenere la porta inviolata. Alterna vittorie di peso a sconfitte pesanti, come lo 0-3 interno contro il Gozzano, segno di una certa discontinuità ma anche di un potenziale offensivo importante.

Il Sestri Levante è invece la formazione più “emotiva” delle big: vive di picchi e di cadute. Capace di vittorie esterne pesanti, come il 3-1 sul campo del Derthona, ma anche di rovesci inattesi e scivoloni casalinghi, vedi la sconfitta interna contro il Vado o il pareggio con il Chisola. Non manca neppure qualche tonfo rumoroso, come il 5-0 incassato a Imperia, bilanciato però da prestazioni all’altezza delle prime della classe.


Varese e Biellese: tra equilibrio e follia

Appena fuori dalla zona nobilissima si collocano Varese e Biellese, rispettivamente a 19 e 18 punti. Le due squadre arrivano allo stesso livello di classifica ma con identità molto diverse.

Il Varese è una vera e propria incognita: 6 vittorie, 6 sconfitte e un solo pareggio, accompagnati da una differenza reti negativa (14 fatti, 18 subiti). Ama le partite “sporche”, spesso vive sul filo dell’equilibrio e lascia aperto qualsiasi risultato sino al 90’. Può battere squadre di vertice, ma anche cadere contro avversari alla portata.

La Biellese, al contrario, dà la sensazione di una maggiore solidità rispetto al piazzamento attuale. I 10 gol fatti e 10 subiti raccontano equilibrio, e il colpo esterno sul campo del Varese, con lo 0-1 al “Franco Ossola”, è il biglietto da visita di una squadra che non teme le trasferte più complicate.


La terra di mezzo: tutto può cambiare in due settimane

Alle spalle delle prime otto, il gruppo di metà classifica è fitto: Derthona a 17 punti, Valenzana 16, Asti e Lavagnese a 15. Qui basta una mini-serie positiva o negativa per cambiare d’un tratto obiettivi e prospettive.

Il Derthona è protagonista di partite emotivamente fortissime, come lo spettacolare 2-3 in rimonta ad Asti, con i padroni di casa avanti 2-0 e ribaltati nel finale anche grazie alla doppietta di Buongiorno. È una squadra che non molla mai, ma proprio questa intensità può esporla a momenti di sbandamento.

La Valenzana è la classica formazione da 1-0 o 2-1: soffre spesso, ma resta quasi sempre dentro la partita fino all’ultimo. Non spettacolare, ma concreta e scomoda da affrontare.

L’Asti dispone di buona qualità offensiva: giocatori come Chillemi e Podestà hanno già lasciato il segno, come dimostra il 2-0 rifilato al Varese al “Franco Ossola”. L’altra faccia della medaglia è però la gestione dei vantaggi: la rimonta subita in casa dal Derthona è un campanello d’allarme per una squadra che, se trova continuità, può alzare l’asticella.

La Lavagnese, infine, è la “regina del pari”: 3 vittorie, 6 pareggi, 3 sconfitte. È una squadra che raramente crolla, ma che fatica a chiudere le partite. Dalla prima giornata, con il 2-1 alla Biellese, fino alla lunga sequenza di X, chiunque se la ritrovi di fronte sa che dovrà sudare per portare a casa i tre punti.


La zona calda: tra difese ballerine e penalizzazioni

In coda troviamo Celle Varazze, Gozzano, Sanremese, Club Milano, Cairese, NovaRomentin (con anche la penalizzazione di -1) e Imperia: un gruppone dove regna l’instabilità.

La Sanremese, per storia e blasone, è la grande delusa di questo inizio: appena due vittorie in dodici giornate, tanti punti lasciati per strada e un rendimento lontano dalle aspettative.

Il Club Milano alterna prestazioni molto convincenti – come il 2-0 sulla Lavagnese alla 12ª giornata – a blackout difensivi che ne frenano la risalita. È una squadra ancora alla ricerca di equilibrio.

Il Celle Varazze ha colpi importanti, come i 3-1 rifilati a Biellese e Cairese, ma paga giornate nere sul piano difensivo. È il classico undici capace di tutto: di sorprendere una big e, la settimana dopo, di complicarsi la vita da solo.

Il Gozzano, dopo un avvio complicato, ha dato segnali di risveglio proprio con il 3-0 inflitto al Saluzzo, mentre la Cairese fatica a trovare continuità di risultati e prestazioni.

La NovaRomentin, appesantita anche da un punto di penalità, deve fare i conti con una classifica già preoccupante: nella lotta salvezza ogni pareggio pesa, ma servono soprattutto vittorie per risalire. L’Imperia, infine, si muove a piccoli passi, frenata da qualche fragilità dietro ma in grado, nelle giornate giuste, di colpi eclatanti come il 5-0 al Sestri Levante.


Le curiosità: difese di ferro, pazzie e bomber decisivi

Guardando ai numeri e agli episodi, non mancano le curiosità dopo 12 giornate.

La miglior difesa è un titolo condiviso: Vado e Chisola hanno incassato appena 5 reti a testa. Numeri da categoria superiore, che spiegano tanto della loro presenza ai vertici.

La partita più “pazza” finora è probabilmente Asti–Derthona 2-3: Asti avanti 2-0, poi rimontata nel finale con la doppietta di Buongiorno a ribaltare completamente il risultato.

Tra i bomber, spiccano i cosiddetti “uomini di rottura”: Rastrelli al Chisola, devastante con la tripletta a Saluzzo, e Chillemi all’Asti, decisivo nel 2-0 esterno sul Varese e in altre gare chiave.

Il Sestri Levante merita una menzione speciale alla voce “montagne russe”: prende cinque gol a Imperia, va a vincere 3-1 a Tortona contro il Derthona e gioca alla pari con le big. Una squadra che, nel bene e nel male, non lascia mai indifferenti.

Il Varese, invece, incarna alla perfezione il concetto di “schizo”: sei vittorie, sei sconfitte, un solo pareggio e saldo reti negativo. Un rollercoaster continuo, in cui ogni domenica può essere l’inizio di una rimonta oppure l’ennesima frenata.

La Lavagnese chiude il quadro come avversario “universale”: dalla prima vittoria contro la Biellese fino alla lunga teoria di pareggi, è la squadra che, indipendentemente dal nome che ha di fronte, costringe sempre tutti a guadagnarsi ogni singolo punto.

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Sprint e Sport

Caratteri rimanenti: 400

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter