Eccellenza
25 Dicembre 2025
ECCELLENZA PIEMONTE • Il Vanchiglia di Ramin Binandeh sogna in grande, l'Alessandria vola sulle ali di Diop
Una prima parte di stagione decisamente intensa, con tanti colpi di scena e una sola squadra al comando di un girone mai così di alta qualità. Il girone d'andata del Girone B di Eccellenza Piemonte si è concluso e ci divertiamo così a dare regali e carbone alle squadre, giocatori ed eventi di questo fine 2025. Quindi, gustatevi i Buoni e Cattivi della prima parte di stagione!
L'ALESSANDRIA TARGATA DIOP
Sulla posizione in classifica, onestamente, avevamo pochi dubbi, ma settimane dopo settimane la forza della corazzata Grigia di è manifestata sempre di più. L'Alessandria si è laureata campionessa d'inverno come da pronostico, risultando il miglior attacco del girone con 32 gol fatti e vincendo 11 partite su 15. Pochissimi passi falsi dei Grigi, che hanno battuto tutte le dirette concorrenti ad eccezione del Fossano e scivolando inaspettatamente contro club con ambizioni differenti. Il classico cammino della big che, contro le avversarie di cartello, trova meno problemi per strada rispetto ad avversari che sanno di disputare la gara della vita contro un ex formazione di Serie A. Inevitabilmente i risultati della squadra di Alberto Merlo, oltre ai meriti del tecnico e di una rosa decisamente forte in tutti i reparti, vanno dati a Modou Diop, bomber classe 1992 che sta letteralmente dominando la categoria, visti i 16 centri in 15 presenze, di cui 15 su azione. La volontà del club del nuovo presidente Antonio Barani è di togliersi dall'Eccellenza il prima possibile e la strada intrapresa sembra quella giusta.
IL VANCHIGLIA FA PAURA
Nessuno si poteva immaginare un rendimento del genere, eppure il Vanchiglia sta disputando la miglior stagione della propria storia. Nemmeno nell'anno dei playoff nella stagione 2022/23 (quarto posto finale) i granata erano riusciti a conquistare 30 punti nel girone d'andata, regalando prestazioni eccellenti anche contro club di caratura superiore e soprattutto sbagliando pochissime partite contro quelle che, sulla carta, erano dirette contendenti per la salvezza agevole. Ramin Binandeh ha costruito una squadra solida, che si basa sulla forza di nessuna stella e sulla qualità di tutti: dalle parate di Godio alla leadership di capitan Bussi, passando per i forti fuoriquota e l'esplosione del talento di Marginean, non un grande goleador ma spesso e volentieri l'elemento capace di spaccare in due le partite.
Anche la Torino calcistica sogna: la città non porta una squadra in Serie D da 30 anni, a parte Juve e Toro nel capoluogo sabaudo mai nessuno è riuscito ad imporsi con forza, se non società della provincia come Chieri e Chisola. Il campionato è lungo, ma chiudere a solo 5 punti dall'Alessandria è un risultato già storico.
LE PARATE DI RUSSO LANCIANO L'ALBESE
15 presenze su 15, media voto del 6.5, 10 porte inviolate in 15 gare. Numeri da campione per uno degli acquisti più influenti in termini di risultati: Giovanni Russo è l'oro della nuova Albese 1917, club che alla prima stagione dopo la fusione tra Alba e vecchia Albese è già tra le protagoniste dell'Eccellenza piemontese. Maxim Pioggia ha creato tanto entusiasmo dentro al club, così come Giancarlo Rosso ha guidato sapientemente la squadra al secondo posto con 31 punti conquistati. L'attacco ha funzionato il giusto senza eccellere, con 24 gol fatti di cui 7 da Ennasry, ma il vero campione è proprio Russo, che ha subito solo 9 gol in tutta la stagione, risultando la squadra meno battuta di tutta la categoria insieme al Borgosesia primo nel girone A. Tolta la gara contro l'Alessandria in casa, i langaroli hanno sbagliato pochissimo in questo girone d'andata.
IL CASO LUESE CRISTO
Prima venne Telesca, poi venne Daniel Bresciani e una mezza rivoluzione in rosa, poi arrivò una squadra ultima in Seconda Categoria a rimpiazzarne una di Eccellenza. Il vero flop è sicuramente la Luese Cristo, non la squadra in sé ma la terrificante gestione di questa società. L'addio del tecnico ex Alba e Saluzzo era già una chiara avvisaglia che quest'anno ci sarebbero stati disguidi con il club "senza casa" e così di fatto è stato: Bresciani colleziona 10 punti sugli 11 totali, la squadra dimostra di potersi salvare in tranquillità, ma dopo la gara contro il Chieri del 30 novembre arriva il libera tutti. Tutta la squadra si svincola, la Luese non si presenta contro l'Acqui e sembrerebbe l'inizio del ritiro definitivo del club, ma con un colpo di coda arriva lo spostamento in massa del Bacigalupo alla Luese, un gruppo ultimo in Seconda Categoria. La prima gara è terminata 10-1 e la conseguenza di questa scelta del patron dei due club (che è lo stesso) sarà un campionato falsato.
PRO DRONERO RIDIMENSIONATA
Per chi guarda e segue queste categorie fa effetto vedere i Draghi al quattordicesimo posto. Mai come quest'anno la Pro Dronero si è ritrovata ridimensionata: 11 punti fatti, solo 3 vittorie in 15 partite e tanta, troppa fatica ne fare gol. 11 reti fatte per un gruppo squadra che vanta Jack Dalmasso, De Peralta e tanti giovani di prospettiva è davvero troppo poco, a maggior ragione se si pensa che i punti fatti dalla squadra di Caridi sono stati fatti con i club dal 12° al 16° posto, ad eccezione del pareggio contro il Fossano. Davvero troppo poco: serve allontanare lo spettro retrocessione, per uno dei club più longevi in Eccellenza: dal 2011/12 i Draghi hanno disputato 13 stagioni in Eccellenza e 2 in D. Retrocedere in Promozione sarebbe un peccato.
DOV'È FINITO IL CHIERI?
Le aspettative su una squadra abituata a fare la Serie D da anni erano alte, se non altissime. Il Chieri non sta andando bene, bisogna ammetterlo: mercato importante e squadra affidata a Michele Ricco in estate, ma gli Azzurri di fatto non hanno mai convinto del tutto, con un cambio in panchina praticamente immediato e l'arrivo di Matteo Vagli promosso dalla Juniores. Risultati però troppo altalenanti, con i tanti acquisti che hanno convinto poco in questa prima parte di stagione: ormai centrare i playoff sembra un obiettivo fuori portata, ma almeno chiudere a metà classifica deve essere l'obiettivo minimo di un club che, con Roberto Berta, può invertire la rotta soprattutto sul piano nervoso. 4 vittorie in 15 partite sono uno score decisamente troppo basso.