Prima Categoria
31 Dicembre 2025
PRIMA CATEGORIA PIEMONTE GIRONE D • Il goleador, capocannoniere e leader del Fiano Plus Fabio D'Alessandro e Lorenzo Migliardi, già fondamentale nelle gerarchie del Caselle
Il 2025 sta volgendo al termine e, con esso, anche il girone di andata è ormai in archivio. Siamo giunti al giro di boa e, durante la pausa natalizia, possiamo tracciare le prime valutazioni sul Girone D di Prima Categoria. Da sempre, il gruppo torinese si distingue come uno dei più avvincenti, e anche quest'anno non è da meno. La vetta sembra in possesso di una squadra che (finalmente) sogna il salto di categoria, la lotta ai Playoff vedrà delle squadre rientrare in corsa mentre quella per la salvezza resterà aperta. Ripercorrendo le dinamiche dei primi quattro mesi di stagione, abbiamo scelto di mettere in evidenza chi ha brillato e deve continuare su questa strada per raggiungere i propri obiettivi, e chi, invece, ha deluso le aspettative.
Al terzo anno, può essere quello buono. Meglio non dirlo ad alta voce, in quel di Fiano si è scaramantici. Ma questo, senza alcun dubbio, può essere l'anno giusto. I rossoblù hanno trovato il bomber che mancava (Fabio D'Alessandro, ormai ex super rivale, già a quota 19 gol), un tecnico vincente (Gianmarco Morisi e il suo simbolico berretto) e un primo posto con 41 punti. Valanga di gol quando è possibile, vittorie con una sola lunghezza di scarto con le dirette avversarie e 6 lunghezze dal secondo posto. Attacco stellare con 45 gol, seconda miglior difesa del girone e 7 vittorie su 7 partite giocate in trasferta. I nomi inseriti dal Presidente Vacca si sono integrati al meglio, ora tocca non sbagliare il girone di ritorno per poter festeggiare un risultato tanto cercato.
Sembra un déjà-vu. Anche nella scorsa stagione i torinesi avevano disputato un ottimo girone d’andata, allora da neopromossi. Quest’anno, però, i numeri sono ancora più impressionanti se rapportati alla realtà gialloblù: un solido secondo posto in classifica e appena due sconfitte. Gran parte del merito va al duo Conte-Masinari, capace di tenere compatto un gruppo che sfrutta entusiasmo e strapotere fisico per colmare alcune lacune tecniche. Il reparto offensivo rappresenta il vero punto di forza dei gialloblù, grazie al trio Maftohui-Touray-Paun. L’addio di Matteo Paun sarà difficile da rimpiazzare, considerando il suo impatto in fase offensiva, ma il Rebaudengo ha comunque mostrato una notevole continuità in questa prima metà di stagione. L’equilibrio mentale e di squadra è la base su cui si fonda l’unità del gruppo, un aspetto che aveva invece compromesso il finale della scorsa annata. Per ora tutto sembra girare nel verso giusto, con il sogno Playoff che diventa sempre più concreto.
Novità e voglia di fare bene, dopo due stagioni vissute a ridosso della zona rossa. Nessuno lo diceva apertamente, ma l’obiettivo Playoff era ormai necessario. Il San Maurizio ha rafforzato il proprio organico societario e inserito elementi di esperienza e di categoria superiore accanto alle pedine già presenti. La Mathi Lanzese, invece, ha rinnovato la rosa, cambiato allenatore e costruito un reparto offensivo di grande spessore. Il San Maurizio è riuscito a trovare la propria identità, trascinato dai 12 centri di Alessandro Nicoletti, alternando però prestazioni di alto livello ad altre meno convincenti. Le prime gare sono state caratterizzate da 45 minuti di qualità alternati a cali di ritmo, con maggiori difficoltà emerse negli scontri diretti contro le dirette concorrenti. La stagione della Mathi trova il suo punto di svolta il 5 ottobre, con l’8-1 subito a Susa: un cappotto clamoroso che Marco Pizzorno, spesso assente per motivi lavorativi, e i suoi ragazzi hanno trasformato in una striscia di sette vittorie consecutive e in un piazzamento stabile tra le prime quattro. Il terzo posto rappresenta ora un punto di partenza importante per una seconda parte di stagione in cui continuare a sognare.
Anche il Caselle rientra a pieno titolo nella categoria delle squadre rinnovate con successo, al pari di San Maurizio e Mathi Lanzese. In più, i rossoneri possono vantare una delle difese più solide dell’intera categoria. Il Caselle è pienamente in corsa per i Playoff anche grazie alla propria fase difensiva: appena 12 le reti subite in 15 partite. Sono ben nove i match chiusi a porta inviolata, sette dei quali con Leonardo Ferroglia tra i pali e i restanti con Federico Sechi. Una solidità costruita su una retroguardia collaudata da almeno una stagione, ulteriormente perfezionata dal tecnico Andrea Aimone e valorizzata dalla qualità del nuovo acquisto Lorenzo Migliardi in mezzo al campo. Se dalla linea mediana in giù il rendimento è di alto livello, lo stesso non si può dire per la fase offensiva. L’attacco rossonero non è ancora all’altezza delle principali contendenti: solo 19 le reti segnate, cinque delle quali firmate da Lorenzo Coccolo. Resta dunque da sistemare il reparto avanzato per continuare a inseguire il sogno Playoff e ritrovare quella Promozione che manca ormai da tre stagioni.
In Prima Categoria, si sa, il reparto offensivo fa spesso la differenza, colmando eventuali lacune difensive e trascinando le squadre. Servono attaccanti di esperienza, magari con qualche anno in più sulle spalle, ma capaci di imporsi come veri leader. È proprio questo il peso specifico che Luca Postiglione ha avuto per il Ciriè. Voluto fortemente dalla società e dal tecnico Antonio Cagliostro, Postiglione non ha deluso le aspettative. Il suo curriculum parla da solo: è reduce dalla vittoria degli ultimi due campionati di categoria con Torinese e Spazio Talent. La sua stagione, però, si divide nettamente in due parti. Fino al 2 novembre colleziona 7 presenze e 3 gol, uno dei quali decisivo contro il Chianocco. Poi, a Collegno, arrivano una rete e un’espulsione per una gomitata giudicata volontaria: tre giornate di squalifica e una multa per la società. Senza di lui il Ciriè va in difficoltà, tre sconfitte consecutive, tra cui il derby di Mathi, perso rovinosamente. Al suo ritorno cambia tutto: bastano tre minuti per sbloccarsi contro il Caprie, poi arrivano la doppietta in casa del Beppe Viola e il gol anche contro l’Aviglianese. Tre pareggi che passano soprattutto dai suoi gol, a testimonianza di quanto il bomber sia determinante per l’equilibrio del Ciriè nerazzurro.
Ce lo si poteva aspettare? Sì, ma non in queste proporzioni. Era noto che sulla sponda Olympic le novità sarebbero state numerose, addirittura rivoluzionarie: cambio di allenatore, rifondazione quasi totale della rosa e addio a diverse pedine portanti ed esperte. La stagione degli Orange è stata segnata anche da ben tre cambi in panchina: da Savino Carlone a Enzo Mangone, esonerato dopo poco più di un mese, fino ad arrivare a Walter Melfa. I sorrisi sono stati pochissimi: appena 9 gol realizzati, 49 subiti e ultimo posto in classifica. Il campionato dell’Olympic non è mai realmente decollato e le poche soddisfazioni si sono limitate al pareggio nel derby contro il Paradiso e alla vittoria nello scontro diretto con il Caprie. In questa occasione in panchina sedeva il Direttore Sportivo Ezio Stoppa, a testimonianza di una squadra ancora alla ricerca di una vera identità. La pausa potrebbe aver aiutato a lavorare anche sotto il profilo mentale, in vista di un girone di ritorno in cui servirà un netto cambio di rotta per centrare almeno l’obiettivo Playout.
A inizio stagione, per molti, il Beppe Viola era indicato come una delle squadre da battere. Tra i torinesi e il Fiano ci si aspettava una corsa a due, tanto che anche noi li avevamo pronosticati campioni. I fatti, però, hanno raccontato una storia diversa, con una prima metà di stagione decisamente al di sotto delle aspettative. Dopo 15 giornate, la classifica parla di un sesto posto a quota 23 punti, con tre lunghezze di distanza dalla zona Playoff e ben 18 dal primo posto, ormai (quasi) irraggiungibile. C’è chi sostiene che il problema sia la presenza di troppe “stelle” ancora da far combaciare e adattare alla categoria, il tecnico Stefano Guidoni, invece, parla soltanto di lavoro e di un percorso di crescita continuo. L’arrivo del trio offensivo Lorusso-La Malva-Favale aveva inizialmente spaventato le rivali, ma finora a brillare è stato soprattutto Moreno, autore di 16 gol in 15 partite, con una media di una rete ogni 73 minuti. Il progetto di crescita della società passa anche dall’inserimento di giovani di qualità: su tutti Mattia Vola, classe 2009, già schierato titolare in tre occasioni. Le difficoltà, però, restano evidenti, in particolare negli scontri diretti: i torinesi hanno infatti conquistato una sola vittoria contro le prime cinque della classifica.
La stagione delle Vespe non sta rispettando le aspettative: dall’obiettivo di una posizione tranquilla e cercare la parte sinistra della classifica, la squadra si ritrova ora a lottare per la salvezza. In molti casi il fattore campo rappresenta un vantaggio, soprattutto ad Avigliana, dove la lunga trasferta mette spesso in difficoltà le squadre ospiti. Paradossalmente, però, a soffrire di più sembrano essere proprio i ragazzi di Davide Bonino che, in otto partite casalinghe, hanno raccolto appena tre punti. Zero vittorie, il peggior dato del campionato, e due pareggi, entrambi nei derby della Valle. L’addio degli “Avigliana Ultras”, gruppo di tifosi che per anni ha sostenuto la squadra in ogni partita, può aver influito, direttamente o indirettamente, sul morale del gruppo, che fatica a trovare continuità nei risultati positivi. Nonostante tutto, Bonino guarda con fiducia all’obiettivo salvezza, forte anche di una delle note più liete della stagione: la crescita costante di Nicolò Leopatra, attaccante classe 2008, già autore di tre reti con la prima squadra.