Under 19 Élite
02 Gennaio 2026
UNDER 19 ELITE MORAZZONE Christian Grimoldi
Un duello da capogiro per la testa della classifica, un vasto gruppo di squadre che battagliano per guidare il centro del gruppo e un fanalino di coda che vuole riemergere dalle proprie ceneri e scampare alla retrocessione diretta. Questo (e non solo) ha raccontato il Girone A di Under 19 Élite, che ha visto risplendere gli ex campioni regionali, conosciuto una nuova realtà e registrato la caduta dei detentori del titolo. Concluso il girone d'andata è tempo di redigere un bilancio parziale, che si traduce nel consueto pagellone di metà stagione.
MORAZZONE 9
Le voci estive sulla costruzione di una rosa di altissimo livello hanno trovato puntuale conferma sul campo. Il ritorno in panchina di Marco Dallo, artefice dello storico titolo regionale 2023/24, ha immediatamente rimesso ordine e ambizione in casa varesotta, riportando il Morazzone in vetta al girone con numeri da capogiro. Miglior attacco della categoria (52 reti) e una continuità di rendimento che ha pochi eguali nella storia dell’Under 19 Élite: 40 punti in 15 partite sono il manifesto di una squadra dominante. Emblematico l’8-0 rifilato alla Solbiatese, risultato che va oltre il punteggio e certifica lo status dei rossoblù, oggi in pole position nella griglia delle grandi pretendenti al titolo regionale.
RHODENSE 9
Gli orange hanno saputo assorbire in fretta la delusione di un titolo regionale sfiorato per questione di centimetri, trasformandola in nuova benzina per ripartire. La conferma di Davide Basilico in panchina è stata il segnale più chiaro della volontà di proseguire su un percorso ben tracciato e la risposta del campo è stata immediata: squadra in parte rivoluzionata, ma ancora capace di replicare quanto di straordinario fatto nella passata stagione. Rullo compressore tra le mura amiche, dove ha fatto 11 su 11 tra campionato e Coppa, la Rhodense ha compiuto un ulteriore salto di qualità anche lontano da casa, espugnando campi ostici come Saronno e Magenta e tenendo testa al Morazzone nello scontro diretto in terra varesotta. Il dualismo con i rossoblù è certificato anche dai numeri: 38 punti in 15 partite, un solo gol segnato in meno, stesso numero di reti subite. Tutti gli indizi portano nella stessa direzione: sarà testa a testa fino all’ultima giornata.
FBC SARONNO 7.5
Chiude il girone d’andata sul gradino più basso del podio una squadra costruita attorno al talento dei classe 2008, reduci dalla finale regionale del campionato Under 18. Marco Rizzo, alla prima esperienza in categoria, ha saputo valorizzare fin da subito il materiale a disposizione, mettendo in risalto le qualità balistiche di Degano e Tibaldo senza rinunciare alla costante spinta dei terzini Modenesi e Jemghili. I numeri certificano l’efficacia del lavoro: 45 reti segnate in 15 partite, tradotte in 29 punti, sono un biglietto da visita di primissimo livello. A frenare gli amaretti, però, è stato il ritmo infernale imposto dal duo di testa e qualche rete subita di troppo, fattori che non consentono al Saronno di restare pienamente agganciato alle posizioni che garantirebbero l’accesso alla seconda fase finale regionale consecutiva. Un percorso comunque solido, che conferma la bontà del progetto.
ARCONATESE 7.5
La conferma in blocco del gruppo reduce dallo scorso campionato nazionale ha rappresentato il presupposto ideale per partire forte e con ambizioni dichiarate. L’Arconatese ha infatti mostrato fin da subito solidità e conoscenza dei meccanismi, riuscendo a costruire una prima parte di stagione più che positiva. Sul lungo periodo, però, gli oroblù hanno pagato una discontinuità di rendimento, che ha impedito loro di restare stabilmente agganciati alle primissime posizioni, nonostante le 8 vittorie conquistate in 15 partite. Discretamente efficace il reparto offensivo, capace di mandare a segno ben 10 calciatori diversi per un totale di 34 reti, segnale di una squadra non dipendente da un solo interprete. La vera incognita per il proseguo della stagione sarà però quella di assorbire l’addio di Alessandro Amato, uno dei due capocannonieri, passato al Gavirate.
LEGNANO 7
Archiviata un’annata particolarmente turbolenta, il Legnano ha scelto di ripartire da Massimiliano Garzonio per rimettere ordine e dare una direzione chiara al percorso dei giovani lilla. Il bilancio del girone d’andata è complessivamente positivo: quando la squadra è stata al completo, il Legnano ha dimostrato di poter viaggiare nel vagone di prima classe, tenendo testa alle migliori del girone con organizzazione e personalità. A frenare l’ascesa, però, sono stati alcuni passaggi a vuoto significativi: il tonfo casalingo contro il Morazzone e, soprattutto, l'ultimo mese e mezzo senza successi hanno riportato i lilla nella terra di mezzo, con lo sguardo più rivolto a mantenere le distanze dalla zona calda che a inseguire i quartieri alti. La nota più confortante arriva dalla fase difensiva: la retroguardia a protezione di Gabriele Pagani si è dimostrata solida e affidabile, chiudendo con 5 gare senza subire gol, miglior dato del girone a pari merito con il Canegrate.
CANEGRATE 7
Dopo aver dominato senza particolari affanni il girone di Under 19 Regionale, il Canegrate è tornato in Élite con idee chiare e principi ben definiti, costruendo il proprio cammino su fisicità, organizzazione e solidità difensiva. I numeri parlano da soli: una sola rete subita in più rispetto ai colossi Rhodense e Morazzone, dato che certifica l’impenetrabilità del sistema arretrato e, in particolare, della porta difesa da Christian Mariani, anch’egli capace di chiudere con 5 clean sheet, al pari di Pagani. Il 4-2-3-1 disegnato da Davide Colombo ha garantito equilibrio e compattezza, rendendo il Canegrate un avversario scomodo per chiunque. Qualche limite è emerso, però, nella metà campo offensiva, dove il peso delle assenze si è fatto sentire: la promozione in prima squadra di Lamperti e il grave infortunio di Patella (rottura del crociato e stagione anzitempo conclusa) hanno tolto soluzioni e incisività là davanti.
REAL VANZAGHESEMANTEGAZZA 7
Da autentica cenerentola della vigilia, neopromossa e al debutto assoluto nel campionato Élite, la Real VanzagheseMantegazza ha impiegato pochissimo a scrollarsi di dosso l’etichetta di semplice comparsa. Fin dalle prime giornate si è rivelata un’avversaria scomoda, propositiva e coraggiosa, costruendo il proprio percorso sulla costante spinta sulle corsie laterali e su un reparto offensivo pimpante e tecnicamente attrezzato. I numeri certificano la bontà del lavoro svolto: 38 gol realizzati, che valgono il quarto miglior attacco del girone, all’interno di un cammino impreziosito da vittorie di prestigio contro Legnano, Magenta e persino Morazzone, oltre ai due pareggi per 2-2 contro Saronno e Sedriano. Il bilancio dell’andata è dunque leggermente superiore alle aspettative, considerando il contesto e l’inesperienza iniziale nella categoria. I 19 punti raccolti rappresentano però soltanto una base da cui ripartire e scrollarsi di dosso l’etichetta di sorpresa.
UNION GORLA 6.5
Archiviata la storica cavalcata della passata stagione, l’Union Gorla si presenta al giro di boa con la ferma intenzione di smettere i panni della "matricola" per indossare quelli di realtà consolidata dell'Elite. La scelta della società è stata chiara: continuità. La conferma di Davide Compiani in panchina è il pilastro su cui poggia un progetto tecnico ormai riconoscibile, basato su un collaudato 4-3-3 collaudato che garantisce equilibrio e identità. Tra le mura amiche i gialloblù si trasformano: le prestigiose vittorie ottenute contro Solbiatese e Magenta non sono state casuali, ma frutto di un’organizzazione tattica superiore e di una ferocia agonistica che, in casa, sembra raddoppiare. Il rendimento esterno resta il vero tallone d’Achille. Per sognare una salvezza tranquilla e festeggiare con largo anticipo (reiterando il successo della scorsa annata), è necessario un cambio di passo nelle gare in trasferta.
BESNATESE 6.5
Riconfermarsi ai vertici dopo lo straordinario terzo posto della passata stagione rappresentava una sfida ai limiti dell’impossibile per la Besnatese, chiamata a ricostruire un’identità precisa attorno a un gruppo rinnovato. Sotto la guida del riconfermato Marco Viola, il "Biscione" ha vissuto un girone d’andata caratterizzato da un rendimento non sempre lineare, faticando a trovare quel centro di gravità tattico che era stato il segreto del successo di dodici mesi fa. Se tra le mura amiche la squadra ha saputo mantenere una discreta solidità, collezionando tre vittorie e quattro pareggi, è il percorso esterno ad aver frenato le ambizioni d'alta classifica. Nonostante le difficoltà collettive nel trovare continuità, non sono mancati i segnali incoraggianti sul piano individuale: la crescita della coppia offensiva composta da Lucaj e Mangiapane garantisce pericolosità al reparto avanzato, così come la maturazione dei difensori Fall e Olgiati. Quest’ultimo, è già riuscito a ritagliarsi uno spazio nelle rotazioni della prima squadra di Marco Varaldi.
MAGENTA 6+
«Il tempo sarà un fattore determinante per dare una fisionomia concreta a questa squadra». Il percorso del Magenta rispecchia fedelmente le premesse estive di Gianluca Raspatelli, chiamato ad allenare un gruppo nato da una vera e propria "tabula rasa" societaria. Dopo una fase di assestamento inevitabile, i milanesi hanno trovato la quadra, chiudendo il 2025 con una striscia di sette risultati utili consecutivi. In questo filotto positivo spiccano certamente l'impresa esterna sul campo della Solbiatese e il prezioso pareggio nel derby contro l'Arconatese, segnali inequivocabili di una squadra che ha imparato a soffrire e a colpire nei momenti giusti. Il segreto di questa metamorfosi risiede nella ritrovata solidità difensiva: le sole tre reti incassate nelle ultime quattro giornate testimoniano il perfetto affiatamento del pacchetto centrale composto da Di Motoli e Abbas.
GAVIRATE 6+
Segnato dallo scossone di inizio campionato, con le dimissioni del tecnico Mario Fusillo dopo appena cinque giornate, il Gavirate ha saputo reagire con grande maturità. Il merito della stabilità ritrovata va attribuito ad Amedeo Perna, capace di subentrare e toccare immediatamente le corde giuste di un gruppo che ha fatto della solidità difensiva la propria identità primaria. Con 24 gol subiti, la retroguardia rossoblù si è dimostrata difficilmente penetrabile e ha permesso di centrare sei vittorie, arrivate tutte negli scontri diretti o contro formazioni di pari fascia. Tuttavia, il vero limite da superare nel girone di ritorno risiede in un attacco che fatica a pungere: le sole 17 reti messe a segno rappresentano infatti il dato realizzativo più basso dell'intero girone. Per alzare l'asticella e capitalizzare quanto costruito finora, sarà fondamentale trovare maggiore efficacia negli ultimi sedici metri, trasformando la compattezza difensiva in una base di lancio per una manovra offensiva più coraggiosa.
CASTANESE 6-
Una sufficienza risicata per la compagine neroverde, la cui stagione ha finora vissuto due fasi diametralmente opposte: dopo un avvio promettente e uno scatto iniziale incoraggiante, la squadra ha subito una brusca frenata, faticando a trovare continuità nelle ultime otto giornate. In questo lasso di tempo, l'unico sussulto è arrivato contro il Verbano fanalino di coda. Ancora da valutare gli effetti dell’allontanamento dell’allenatore Stefano Piluso e la successiva nomina di Stefano Cavallini, ma nel frattempo la dirigenza si sta muovendo attivamente sul mercato alla ricerca di rinforzi necessari per puntellare la rosa. Il dato che preoccupa maggiormente è quello relativo alla tenuta difensiva, con 33 reti incassate che pesano sulla classifica, unito a un rendimento esterno deficitario caratterizzato da un solo pareggio in sei trasferte. Considerato che la corsa salvezza passerà inevitabilmente attraverso numerosi scontri diretti lontano dalle mura amiche, per la Castanese diventa vitale invertire il trend fuori casa e ritrovare quella solidità necessaria per affrontare un girone di ritorno dove non saranno più ammessi cali di tensione.
SEDRIANO 6-
Una posizione in classifica e un bottino di punti speculari a quelli della Castanese delineano il profilo di un Sedriano che, nonostante prestazioni spesso incoraggianti, ha faticato a trovare la continuità necessaria per tirarsi fuori dalla zona playout. La sensazione è che la squadra sia riuscita a graffiare quasi esclusivamente contro formazioni di pari livello, faticando a compiere quel salto di qualità necessario per impensierire le big, eccezion fatta per la vittoria contro il Legnano. L’avvicendamento in panchina proprio al tramonto della prima parte di stagione ha segnato l’inizio del capitolo di Federico Frazzetto, il quale ha potuto beneficiare dei recenti innesti di Annale, Gritti e La Placa, pedine fondamentali per garantire la necessaria profondità numerica a una rosa chiamata a una rincorsa logorante. I segnali di ripresa sono però evidenti nelle ultime tre uscite, su tutte la sfida contro la corazzata Rhodense, dove il Sedriano ha dimostrato di poter tenere testa a una delle migliori compagini del girone. Da questo spirito di sacrificio dovrà ripartire il lavoro di Frazzetto, conscio che la strada verso la salvezza diretta sarà impervia ma certamente percorribile.
VERBANO 5
La complessa estate vissuta a livello societario ha proiettato un’ombra inevitabile, condizionando pesantemente la costruzione di una rosa che è apparsa per lunghi tratti come un cantiere aperto. La perdita totale dei protagonisti della salvezza ottenuta ai playout nella scorsa stagione ha costretto il club a ripartire da zero, affidando la guida tecnica al giovane Benjamin Musci. Nonostante il coraggio nel proporre un’idea di gioco propositiva, il suo spartito si è rivelato poco adatto alle caratteristiche di un gruppo ancora in cerca di identità, lasciando la squadra sul fondo della classifica con soli 5 punti conquistati. Una crisi profonda dalla quale il Verbano sta provando a uscire grazie all'avvento in panchina di Pasquale Martusciello. Il nuovo corso ha imposto un cambio di marcia immediato sotto il profilo dell'intensità e un assetto tattico decisamente più accorto ed equilibrato, che ha già mostrato i primi segnali di ripresa. Ora i blaugrana sono attesi da un girone di ritorno di puro sacrificio, chiamati a compiere un'impresa sportiva.
SOLBIATESE 5-
Grande delusione di questo girone d’andata, la Solbiatese è apparsa come la lontanissima parente della corazzata capace di conquistare tre campionati consecutivi e di sfiorare una finale regionale giocando più di un’ora in inferiorità numerica. Il gruppo ereditato da Simone Barban ha palesato lacune profonde che vanno oltre il semplice dato tecnico, investendo in maniera preoccupante anche la sfera della personalità e della gestione dei momenti critici. In un cammino povero di soddisfazioni, si ricordano solo isolati sprazzi di gloria come il successo sul campo dell’Arconatese e il pareggio strappato in extremis contro la Rhodense, ma sono i numeri a condannare il momento nerazzurro: i 41 gol incassati - seconda peggior difesa del girone - rappresenta un’anomalia storica per una piazza abituata a ben altri standard. La sonora sconfitta interna incassata per mano del Morazzone ha definitivamente scucito il titolo dal petto di una Solbiatese che ora deve guardare in faccia la realtà. Se Barban riuscirà a porre rimedio alla fase difensiva, l'obiettivo potrà essere esclusivamente una salvezza tranquilla, traguardo minimo e indispensabile.