Serie D
02 Gennaio 2026
SERIE D FOLGORE CARATESE • Giovanni Gambino
Una lotta per la promozione diretta e per i play-off anche quest’anno più intricata che mai, mentre sotto di loro la lotta salvezza sta interessando complessivamente 7-8 squadre: anche quest’anno il campionato di Serie D ha riservato sorprese ed emozioni che cercheremo di ripercorrere attraverso il consueto pagellone natalizio.
FOLGORE CARATESE 9
Congedato Carobbio e diversi punti forti della scorsa stagione, su tutti Maspero e Ferrandino, la Folgore Caratese 2025-26 si è presentata ai nastri di partenza con una formazione quasi completamente rinnovata rispetto all’anno scorso, con un fin qui azzeccato mix tra giovani ed esperti che vede negli ex Serie A Caldirola e Tremolada i propri punti di forza. La formazione di Criscitiello ha imposto il suo ritmo sin dalle prime giornate, con il chiaro obiettivo di recitare un ruolo da protagonista: tanta ambizione, dunque, che permette di sognare in grande anche grazie all’ottimo lavoro sin qui svolto dal tecnico Nicola Belmonte, capace di attecchire subito con idee semplici ma al contempo moderne e innovative. Vetta della classifica, +3 sul Chievo inseguitrice, 24 reti realizzate e solo 15 subite, seconda miglior difesa del girone assieme alla Virtus Ciserano Bergamo: questa Folgore, nonostante l’inaspettato pareggio nell’ultima giornata contro la Nuova Sondrio fanalino di coda, sta facendo paura a tutti ed è pronta a fare altrettanto anche nel girone di ritorno.
BRUSAPORTO 8
Lo abbiamo detto tante volte: il Brusaporto ha saputo negli anni affermarsi come una delle realtà più consolidate della Serie D. Eppure, quest’anno, la formazione allenata per il secondo anno consecutivo da Maurizio Terletti ha saputo superarsi: sì, perché se nelle passate stagioni i bergamaschi hanno principalmente dato fastidio in zona play-off, quest’anno sono sempre stati lì a insediare la piazza di vertice, rincorsa con costanza, agganciata dopo lo 0-3 esterno rifilato al Chievo e poi sfuggita, ma sempre alla portata, dopo una normale flessione di risultati nelle ultime gare, con 5 punti racimolati in altrettante partite. Un calo fisiologico dopo una prima parte di stagione condotta su ritmi altissimi e che, comunque, non ha impedito al Brusaporto di ritrovarsi terzo dopo 17 giornate, a -4 dalla Folgore Caratese. La rosa è forte, con elementi di assoluto livello ed esperienza come Giorgio Piacentini, colonna portante della difesa, l’implacabile Siani davanti, Stefano Selvatico, cervello del centrocampo, e la mezzala Mbaye Seck, corsa e qualità al servizio della squadra: Terletti, però, ha saputo aggiungerci del suo, alternando con successo 4-2-3-1 e 4-3-1-2 e mettendo in campo una squadra corta, capace di creare superiorità numerica in ogni zona del campo, di soffrire ma anche di colpire all’occorrenza con successo. Nel ritorno servirà forse un pizzico di costanza in più, requisito fondamentale per mantenere il ritmo delle piazze davanti: il Brusa ha infatti tutti gli ingredienti per continuare a recitare un ruolo da protagonista e ottenere un posto tra le prime cinque, che, qualunque esso sia, sarebbe qualcosa di storico per premiare gli sforzi e l’opera di rinnovamento che da anni questa società sta portando avanti.
CASATESE MERATE 7.5
In piena linea con le aspettative di inizio anno di tifosi e dirigenza, come confermato da un recente intervento del DS Rho, la Casatese Merate chiude un girone d’andata di livello al quarto posto, in piena zona play-off e con un occhio verso quella vetta occupata dalla Folgore Caratese, distante 5 punti. Per i ragazzi di Commisso l’avvio di stagione non è stato semplice: una prematura eliminazione dalla Coppa Italia di categoria contro la Nuova Sondrio e un bottino di soli 3 punti in 4 partite nelle prime giornate, causati da alcuni evitabili svarioni difensivi, per qualcuno potevano sembrare il preludio a una stagione difficile. Invece, dopo la vittoria contro l’Oltrepò, arrivata alla quinta giornata, i lecchesi, oltre al successo, sono riusciti a ritrovare continuità di gioco e risultati che li hanno portati nuovamente a ridosso delle zone alte della classifica, anche grazie al solito ottimo lavoro tecnico-tattico di Commisso, capace, oltre che di dare una chiara identità alla squadra, anche di inserire con successo nel suo undici giovani di alto livello e già noti al pubblico come il 2008 Ndao, comunque all’esordio assoluto in Serie D, o il promettente Andrea Braida, anch’egli 17enne e proveniente dal vivaio. Formazione meno battuta del girone, con il solo k.o. arrivato al secondo turno di campionato contro il Chievo, la Casatese Merate annovera inoltre il miglior attacco del girone, con Gnigue capocannoniere assieme a Bonseri, Chessa e Siani a quota 8 reti e, anche quest’anno, trascinatore offensivo dei rossoblù assieme alle 5 reti di Avinci, a cui è invece mancata un po’ di continuità. Consolidare la zona spareggi e arrivarci per il secondo anno consecutivo significherebbe ottenere nuovamente l’obiettivo dichiarato: la Casatese ha tutte le carte in regola, quest’anno forse più dell’anno scorso, per provarci e riuscirci con successo. Eppure, non sono in pochi a credere che, visto il valore della rosa, il lavoro di Commisso e una classifica che anche quest’anno si è fatta piuttosto corta davanti, i rossoblù non possano provare a sognare anche il primo posto. Un’impresa difficile, certo, ma ad oggi tutt’altro che impossibile.
VILLA VALLE 7
Un posto in zona play-off anche per il Villa Valle di Sgrò, che dopo un mese di novembre complicato ha saputo nell’ultimo periodo ritrovare lo smalto dei giorni migliori. Trascinata dal genio di Matteo Perrotti, dall’affidabilità e dalla straordinaria costanza di Riccardo Ravasi in avanti e da autentici baluardi come il difensore Nava e il centrocampista Lancini, la formazione bergamasca ha saputo ritrovare in queste ultime giornate il suo vero valore e confermare le positive impressioni avute nei primi due mesi di stagione: 29 punti, una classifica, come già analizzato, cortissima e, grazie a un’intuizione di Sgrò, anche una crescita costante sul piano tecnico-tattico. Il tecnico del Villa Valle, infatti, si è spesso affidato di recente a un 3-5-2 fluido e imprevedibile, basato su una manovra corale sia in fase difensiva sia, soprattutto, offensiva. I risultati non hanno tardato a tornare, così come la fiducia e la serenità che erano andate inevitabilmente un po’ perdute dopo le tre sconfitte consecutive: per il Villa Valle il 2026 è ancora tutto da scrivere e riottenere quei play-off già conquistati l’anno scorso sarebbe un traguardo importante, specie se si considera il livello più alto e una concorrenza più agguerrita rispetto al Girone C 2024-25.
CASTELLANZESE 7
Dopo le dimissioni nel dicembre 2024 che hanno chiuso anzitempo la sua quadriennale esperienza con la Virtus Ciserano Bergamo, Ivan Del Prato si è rimesso in gioco a Castellanza con grinta, determinazione e voglia di rivalsa. E così, nonostante i numerosissimi infortuni, tra cui quello di Mario Chessa, autore sin qui di 8 reti e 8 assist, che hanno falcidiato il gruppo in questi mesi, il tecnico neroverde ha saputo profondersi in un lavoro tattico di alto livello, con soluzioni rivelatesi poi azzeccatissime come la trasformazione del centrale Rusconi in terzino o il passaggio dal 3-5-2 al 4-3-1-2, capace di esaltare al meglio le caratteristiche atletiche e tecniche di due perni del centrocampo come Castelletto e Boccadamo, pericolosissimi anche in fase offensiva con i loro inserimenti. 24 punti, settimo posto in classifica in coabitazione con Leon e Virtus Ciserano Bergamo, un gioco propositivo e di livello che è valso l’apprezzamento di tifosi e addetti ai lavori: viene dunque lecito chiedersi dove potrebbero arrivare i neroverdi con la rosa al completo e se si possa ambire a qualcosa in più di una semplice salvezza. Il campo, finora, ha risposto in maniera affermativa: la zona play-off dista del resto solo quattro punti.
VIRTUS CISERANO BERGAMO 7
Salvatasi lo scorso anno dopo aver prevalso nel confronto play-out contro il Caravaggio, quest’anno la Virtus Ciserano Bergamo sembra aver cambiato marcia, dimostrando sin da subito di essere una delle formazioni più ostiche da affrontare. Salutati diversi membri del gruppo dello scorso anno e ringiovanita ulteriormente la rosa, la Ciserano ha optato per un oculato mercato in entrata, capace di affiancare a un gruppo complessivamente giovane giocatori d’esperienza come il centrale Lucenti o il tuttocampista Quaggiotto: la strategia del club guidato da Ezio Morosini non ha tardato a dare i suoi frutti e così, al giro di boa, i bergamaschi si trovano al settimo posto, in coabitazione con Leon e Castellanzese. Mai realmente in pericolo e sempre in una posizione di classifica tranquilla, i bergamaschi hanno fatto della solidità difensiva il loro punto di forza, con sole 15 reti incassate, dato che vale la seconda miglior difesa del campionato assieme alla Folgore Caratese. Valenti, tra i principali artefici di un girone d’andata importante, ha saputo alternare con successo 3-5-2, modulo maggiormente impiegato, e 4-3-3, valorizzando anche alcuni giovani della rosa, su tutti il centrale Legramandi. Stabilmente a +7 sulla zona play-out, malgrado l’ultima sconfitta esterna contro la Castellanzese che ha interrotto una striscia di quattro vittorie consecutive e un pareggio, la Ciserano è perfettamente in linea, forse anche leggermente sopra, con gli obiettivi di inizio stagione: la salvezza resta il traguardo primario, poi, se si aprirà qualche spiraglio, si potrà gradualmente alzare l’asticella.
MILAN FUTURO 6.5
Considerati da molti in estate tra i favoriti per la vittoria finale, era in realtà difficile prevedere che la seconda squadra del Milan potesse davvero lottare per il ritorno diretto in Serie C, considerando la giovane età e l’inesperienza della rosa in un campionato impegnativo come questo, unite all’impossibilità per Oddo di disporre con continuità dell’organico al completo, con diversi giocatori spesso impegnati tra Primavera e Prima Squadra. Di giovani valorizzati o capaci di lasciare buone impressioni ce ne sono comunque diversi: Dommitei, Cappelletti e Ibrahimovic sono soltanto alcuni dei profili del vivaio che si sono messi in luce. La stagione è fin qui discreta, in linea con il valore della squadra, con i play-off distanti un solo punto: con una maggiore identità collettiva, una migliore lettura di alcuni momenti della gara e un pizzico di cattiveria in più, i giovani rossoneri potranno crescere ulteriormente sia in termini progettuali sia di classifica.
OLTREPÒ 6.5
Un budget inferiore rispetto ad altre concorrenti, un punto di penalizzazione in classifica e alcuni infortuni importanti: la barca Oltrepò, però, non si è mai fatta abbattere e continua a marciare con discreto ritmo verso la salvezza, attestandosi a +5 sui play-out. Un organico giovanissimo, con il tecnico Paolo Granoche che nel suo 3-5-2 non ha esitato a puntare con decisione su giovani promettenti e su giocatori in cerca del definitivo salto di qualità, al di là del discorso quote: una scelta che sembra aver pagato, perché i pavesi, trascinati da un fin qui super Gabriele Franceschinis, hanno raccolto 23 punti, di cui 17 in trasferta. È infatti tra le mura amiche che i biancorossi hanno incontrato maggiori difficoltà di rendimento, aspetto senza dubbio da migliorare in vista del ritorno per continuare la corsa verso il mantenimento della categoria, così come c’è da crescere sotto il profilo realizzativo: appena 18 reti segnate, quarto peggior attacco del girone, 7 delle quali firmate da Franceschinis. Le impressioni, però, restano complessivamente positive: la squadra è in crescita sia sul piano del gioco sia su quello atletico e dà l’idea di poter lottare fino alla fine per la salvezza.
LEON 6
Qualcuno potrà argomentare che gli arancioneri siano una neopromossa, che l’obiettivo dichiarato fosse la salvezza – traguardo sin qui centrato – e che questo sia un anno di transizione. Tutte affermazioni corrette, che però nella pratica si scontrano con il quantitativo di risorse investite per l’allestimento di una rosa che la dirigenza pensava e sperava potesse lottare con maggiore continuità per la zona play-off. Settima a pari merito a 24 punti con Castellanzese e Virtus Ciserano Bergamo, la Leon dispone infatti di un organico che, almeno nei singoli, appare superiore rispetto a entrambe le compagini con cui è appaiata. Quello disputato sin qui è stato un campionato di metà classifica, caratterizzato dall’avvicendamento in panchina tra Memushaj e Vullo e da un continuo via vai di giocatori, elementi che hanno inevitabilmente inciso sulla continuità e sulla progettualità complessiva. Da qui la sufficienza assegnata ai vimercatesi. A brillare resta il solito Mattia Bonseri, trascinatore con 8 reti, oltre ai giovani Mascheroni e Generali: il primo, estroso esterno sinistro spesso immarcabile palla al piede, il secondo autentica muraglia a difesa della porta della Leon, che con 6 clean sheet vanta la miglior difesa del girone.
BRENO 6
Salvo per ora, sì, ma con dietro di sé una scia di interrogativi: chi è davvero il Breno? La formazione capace di fermare il ChievoVerona e di impegnare fino all’ultimo il Brusaporto, oppure quella che si è sciolta contro il Villa Valle e che, contro la Leon, nonostante il pareggio, ha lasciato sensazioni poco convincenti? La squadra di Davide Bersi non ha mai avuto particolari problemi in fase realizzativa e anche quest’anno ha mostrato un buon feeling con la porta, come testimoniano le 24 reti segnate, di cui 7 firmate dall’eterno Marco Castelli. Il vero nodo resta però la fase difensiva: 25 gol subiti, spesso frutto di disattenzioni evitabili, come già accaduto nel girone di ritorno della scorsa stagione. La qualità non manca, perché oltre a Castelli ci sono il giovane Canonici, perno del centrocampo, il frizzante Valsecchi e il duo esperto Bigolin–Tagliani a guidare la difesa. È dunque naturale pensare che si potesse ottenere qualcosa in più. Più che tattico, il limite sembra soprattutto caratteriale: una squadra ben costruita, in linea per una salvezza diretta, ma che troppo spesso alterna buone prestazioni a passaggi a vuoto. Per il Breno la chiave sarà ritrovare continuità, fame e convinzione, elementi fondamentali per mantenere la categoria.
SCANZOROSCIATE 6
Ottenuta la Serie D dopo la vittoria dei play-off di Eccellenza lo scorso anno, la formazione di Alessio Delpiano ha a tratti pagato la naturale inesperienza in un campionato durissimo, che ha portato a lasciare per strada alcuni punti potenzialmente pesanti. L’avvio di stagione, com’era prevedibile, è stato complicato, con l’eliminazione dalla Coppa Italia per mano della Virtus Ciserano Bergamo e un inizio di campionato a rilento; con il passare delle giornate, però, la squadra ha iniziato a recepire con maggiore continuità i dettami di Delpiano, mostrando una crescita costante sotto ogni punto di vista. Tredicesimi a pari punti con la Real Calepina, i giallorossi guardano ora alla dodicesima posizione occupata dal Breno, distante 4 punti e sinonimo di salvezza diretta. Abbandonare la zona play-out è un obiettivo ampiamente alla portata: la squadra è giovane, entusiasta e in evidente miglioramento. Servirà solo maggiore attenzione in alcune situazioni per compiere definitivamente il salto di qualità.
CHIEVOVERONA 6-
Secondo in classifica a -3 dalla Folgore Caratese, ma partito con il chiaro obiettivo di vincere il campionato, il ChievoVerona è stata una delle principali incognite di questo girone d’andata, divisa tra un ottimo avvio e una marcata flessione nelle ultime settimane. La rosa del club guidato da Sergio Pellissier testimonia ambizioni elevate: giocatori come Tosi, Steffè, Costantino, Paloschi e De Cerchio garantiscono qualità ed esperienza, ma nel corso del girone d’andata non sono mancate difficoltà inattese, con prestazioni altalenanti e un gioco spesso affidato ai lampi dei singoli. Le problematiche di natura tecnico-tattica non sono state risolte da Cacciatore, che ha pagato una serie negativa culminata in 4 sconfitte in 5 gare tra novembre e dicembre e nel conseguente esonero, sostituito da Marco Didu, subito vincente con lo 0-2 di Pavia. Bocciare nettamente una squadra ancora pienamente in corsa per il titolo sarebbe eccessivo, ma è innegabile che da questo Chievo ci si aspettasse qualcosa in più. L’esordio di Didu è stato incoraggiante e a Verona si spera possa rappresentare l’inizio di una rinascita.
CALDIERO 5.5
Il Caldiero del nuovo corso si è presentato ai nastri di partenza con una rosa in gran parte rifondata rispetto a quella che, lo scorso anno, non riuscì a evitare la retrocessione dalla Serie C dopo una sola stagione tra i professionisti. Quando si cambia così tanto è inevitabile dover lavorare su amalgama e identità, un processo complesso; tuttavia, considerando il valore dei nomi presenti in rosa – da Mauri a Zerbato, fino a giocatori con buone esperienze tra i pro – era lecito attendersi qualcosa in più dalla squadra di Soave. Mai realmente invischiato nella lotta salvezza, ma allo stesso tempo mai in grado di inserirsi nella parte alta della classifica, il Caldiero si è mostrato solido sul piano difensivo, ma poco incisivo in attacco. Un anno di transizione che, finora, è apparso piuttosto anonimo e che non ha ancora chiarito quale sia la reale direzione del progetto.
REAL CALEPINA 5
Un avvio promettente, con 10 punti nelle prime 5 giornate, seguito però da un rendimento da zona retrocessione, con appena 7 punti raccolti nelle successive 12 gare. Tornata alla vittoria nell’ultimo turno contro lo Scanzorosciate, la squadra di Joelson poteva e può fare di più. Le idee offensive del tecnico brasiliano hanno prodotto 26 reti, ma le 27 subite confermano un equilibrio mai realmente trovato. Terzo miglior attacco e terza peggior difesa del girone: una contraddizione che spiega la posizione in zona play-out. Per uscire da questo paradosso serviranno maggiore compattezza e continuità, così da recuperare quanto prima terreno sul Breno e rendere meno tormentato il girone di ritorno.
VARESINA 5
Sostituire giocatori del calibro di Bertoli, Gasparri, Guidetti e Chironi non era semplice, ma vedere la Varesina stabilmente in zona play-out rappresenta comunque una sorpresa negativa. La squadra di Spilli ha spesso pagato disattenzioni evitabili, confusione tattica e una fragilità emotiva evidente nei momenti di difficoltà. La sensazione è che il problema delle Fenici sia diventato anche psicologico. Eppure l’organico non manca di qualità: Pirola, Miconi e Baud Banaga sono profili di valore. La classifica, però, parla chiaro: sedicesimo posto, 13 punti, piena zona retrocessione. Spilli sta provando a invertire il trend, nella speranza che il nuovo anno possa portare fiducia e risposte anche dal campo.
VOGHERESE 5
Peggior attacco del girone, sedicesimo posto e una classifica che resta cortissima: la stagione della Vogherese è fin qui complessa, anche a causa di una rosa giovane e inesperta in alcuni ruoli chiave. È mancata soprattutto un’identità chiara e, in fase offensiva, idee e interpreti capaci di incidere con continuità. Ritrovare serenità e fiducia sarà fondamentale per evitare che le difficoltà si trascinino anche nel girone di ritorno.
PAVIA 5
La conferma di alcuni protagonisti della vittoria dell’Eccellenza e gli innesti di giocatori come Quaggio e Saccà lasciavano presagire un percorso più agevole verso la salvezza. Invece, risultati e continuità sono mancati, e nemmeno l’avvicendamento in panchina tra Bellinzaghi e Filippini ha prodotto, finora, l’effetto sperato. Con sole due vittorie in tutto il girone, il Pavia si trova in penultima posizione, a un solo punto da Varesina e Vogherese. Servirà una svolta nel 2026 per evitare un epilogo complicato.
NUOVA SONDRIO 5
Dopo l’ottimo girone di ritorno della scorsa stagione, la Nuova Sondrio sembrava pronta a consolidarsi in Serie D, ma una serie di partenze inattese, innesti poco incisivi e un complicato finale d’estate a livello societario hanno portato a un avvio da incubo, con sette sconfitte consecutive in campionato. L’avvicendamento tra Amelia e Brognoli ha portato segnali di miglioramento, con 7 punti nelle ultime 7 gare, anche grazie al ritorno di elementi esperti come Teixeira ed Escudero. La classifica resta però impietosa: ultimo posto, secondo peggior attacco e difesa più battuta. La salvezza diretta appare complicata, mentre i play-out rappresentano l’obiettivo realistico. Considerando le premesse estive, un epilogo amaro, ma non ancora definitivo.