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Serie D

Dopo il lungo calvario l'attaccante torna in campo, è il rinforzo migliore per il girone di ritorno

Tanta fame, esperienza e una ghiotta opportunità da cogliere: il classe 2003 è pronto a rimettersi in gioco

CHISOLA SERIE A - ALEHANDRO MAZZOTTA

CHISOLA SERIE A - Alehandro Mazzotta, attaccante classe 2003, nelle scorse 2 stagioni conta 14 presenze e un gol con il team di Vinovo

La porta del centro medico si chiude alle spalle, il rumore della cyclette sfuma, restano il pallone, l’erba umida e una maglia biancoblù che aveva pazientemente atteso sullo schienale. È qui, in quel passaggio quasi invisibile tra una stanza di fisioterapia e il rettangolo verde, che il «ritorno» di Alehandro Mazzotta prende forma. Il Chisola ha deciso: l’attaccante rientra in gruppo per la seconda parte della stagione 2025-202026, trasformando 2 anni di soste forzate in una scommessa tecnica ed emotiva. L’ufficialità è arrivata il 2 gennaio 2026, con un comunicato che suona come un abbraccio: il club lo considera un rinforzo vero, non un semplice rientro numerico.

MAZZOTTA, UN CUORE OPERAIO
Centravanti di riferimento, classe 2003, Mazzotta ha vissuto un percorso giovanile a tappe selettive: Aosta 511, Charvensod, quindi i vivai di Torino, Pro Vercelli e Virtus Entella, prima del passaggio al FC Genova e dell’approdo al Chisola nel 2023. Un curriculum che racconta ambienti competitivi, metodologie strutturate, confronto costante con pari età di livello nazionale. Il ritorno in biancoblù non è un giro di valzer: è il tentativo di convertire il capitale formativo in impatto immediato nella Serie D

LE CICATRICI COME COMPETENZA: DUE INFORTUNI, UN SOLO OBIETTIVO
Negli ultimi due anni Mazzotta ha giocato poco: 14 presenze complessive e 1 gol, numeri che dicono meno della sua storia. La ragione è semplice e crudele: due gravi infortuni al ginocchio hanno frantumato la continuità, costringendolo a ricalibrare tutto, tempi di gesto, fiducia, percezione del contatto. Oggi la prospettiva cambia: il club comunica che i problemi fisici appartengono al passato prossimo e lo rimette al centro della scena. È una scommessa condivisa: società, staff tecnico e giocatore si prendono il rischio calcolato di accelerare il processo di normalità.

PERCH IL CHISOLA PUNTA SU DI LUI
Per il profilo: attaccante d’area, ma capace di muoversi anche sul corto-largo per liberare la rifinitura. In un contesto come il Girone A di Serie D, dove le partite spesso si spaccano su dettagli fisici e letture del secondo tempo, avere un riferimento che occupi la linea può ribaltare le inerzie. Per la conoscenza dell’ambiente: Mazzotta non arriva da esterno. Conosce spogliatoio, metodi, tempi, richieste del tecnico Nicola Ascoli. In uno spogliatoio giovane e dinamico, la familiarità riduce i costi di adattamento e accelera l’impatto. Le schede gara e i database di settore confermano la guida tecnica e la traiettoria del club in questa stagione. Per la dimensione emotiva: il rientro di un compagno «ritrovato» dopo l’inferno degli infortuni accende il gruppo. È un detonatore di energia competitiva.

UNA STORIA DI FIDUCIA, IL RUOLO DEL CLUB
Non è banale che una società dilettantistica, in un campionato dispendioso come la Serie D, decida di puntare sul recupero di un atleta dopo due stop pesanti. Qui si legge la cifra del Chisola: una organizzazione che lavora su progetto e continuità, capace di proteggere i propri profili anche quando l’onda è contraria. Non è un caso se, da mesi, il club pianifica con anticipo i propri periodi di lavoro, amichevoli comprese, coltivando una cultura metodologica che sostiene scelte come questa. E quando una società come il Chisola decide di investire su questo tipo di giocatore, invia un messaggio al movimento: anche nei Dilettanti si può lavorare con programmazione, dati e pazienza.

CONCLUSIONE: UN RINFORZO VERO, OLTRE LA RETORICA
Non è un ritorno cosmetico. È un rinforzo tecnico ed emotivo, costruito su fiducia, memoria tattica e fame. Il Chisola mette una fiche importante su Alehandro Mazzotta e, in controluce, rivendica la propria identità: valorizzare competenze e persone, anche quando le statistiche non fanno sconti. La stagione 2025-2026 entra nella sua seconda metà: per i biancoblù è il momento di capitalizzare quanto seminato. Per Mazzotta, è l’ora di rimettere il proprio nome dove conta davvero: sul tabellino, sì, ma soprattutto dentro il gioco.

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