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Rappresentativa Under 19

Questo Como è troppo forte! La Rapp prende 8 gol e studia per la seconda amichevole

Nella ripresa una piccola reazione, Marieni: «Abbiamo fatto errori abbastanza grossolani»

Mezsargs Como Mucedola Rapp

COMO-RAPP UNDER 19 • Kristians Mezsargs, autore di una tripletta (Como), e Alessio Mucedola, migliore in campo della Rapp

2026, l'anno della Puglia, sportiva e non solo. L'anno in cui «Anche gli Eroi Muoiono», e la Lombardia lo sa bene. Lo ha capito quel 17 aprile 2025, quando la ciurma di Medici finiva la sua Odissea siciliana in semifinale, rapita dalla Calipso Friuli, mentre il resto d'Italia lo scoprirà il 30 gennaio 2026. Il giorno dell'uscita del secondo disco di Kid Yugi - all'anagrafe Francesco Stasi, per tutti la salvezza del rap italiano -, classe 2001 originario di Massafra che dal 2022 ha stravolto la scena con la sua musica. A partire da «The Globe», uno dei migliori album d'esordio di sempre, ispirato al teatro di Shakespeare, costruito a cielo aperto, come la strada. Il teatro in cui esibirsi, per Yugi, è diventato ormai l'Italia intera, ma per qualcuno a fine marzo sarà la sua Puglia il palcoscenico più importante. Sì, perché tra poco meno di tre mesi sarà tempo di Torneo delle Regioni, e la Lombardia Under 19 ha finalmente iniziato le prove, anche se la prima amichevole lascia tanto su cui lavorare. Lo dice l'8-1 con cui un fortissimo Como, capolista in Primavera 2, ruba la scena alla Rapp, pronta a tornare in campo già giovedì 15 gennaio.

DOPPIO AMADIO, PISATI SUGGERISCE CHE IL COMO È UN'ALTRA COSA

La stella Papaccioli, Andrealli, Menke, De Paoli, Bonsignori ed Epifani: il Como che si presenta a Rovello Porro non si priva di 6 dei suoi 11 giocatori più impiegati, a cui si aggiunge il 2009 Albini, sempre più titolare. Una fetta importante di quella squadra che sta facendo meraviglie in Primavera 2, vista dalla cima del Girone A, e che la Rapp sfida affidandosi a un 4-3-1-2 visto più volte nei raduni di selezione: Sisti in porta, Mariani, Grillo, Radice e Renner in difesa, Vian play, Merzario e Longhi a centrocampo, Angiò trequartista e il duo Amoruso-Di Martino in attacco. Scelte che sembrano premiare nei primi 10 minuti, quando Vian al volo di poco sopra la traversa (4') e Angiò con un paio di angoli ben calciati spingono la Rapp, ma che dal quarto d'ora in poi vedono lasciano spazio a un altro tipo di partita. Quella in cui emergono le maggiori qualità, intensità e affinità di un Como che ruba la scena: Amadio sblocca l'amichevole prendendosi e realizzando un rigore (15'), mentre Bonsignori incrocia con il destro un contropiede su angolo a favore della Lombardia (18').

Lei che prova a reagire con un tiro di Amoruso e uno di Di Martino centrali (19'), prima di inchinarsi ai comaschi. Amadio fa doppietta sullo spunto di Papaccioli (23'), poi proprio l'8 si porta a casa il secondo assist di giornata apparecchiando per il golazo di Pisati, che da zona lunetta apre il destro a giro, bacia la traversa e fa 4-0 (25'). Una sentenza per un primo tempo in cui la Rapp fatica a prendere le misure sull'avversario e trovare le giuste misure tra i reparti, con Grillo che fa gli straordinari nelle retrovie e pochi spunti dalla cintola in su, dove solo Mariani riesce a disegnare un bel cross per il colpo di testa centrale di Di Martino (27'). Gli ultimi 20 minuti diventano dunque di scuola per i biancoblù, tra le cui fila ruba sempre l'occhio Papaccioli e fa il suo esordioda titolare Martinez, cugino di Nico Paz.

SCINTILLA MUCEDOLA, MA MEZSARGS TRIPLICA IL DIVARIO

Scivolata la seconda metà del primo tempo, nella ripresa il classico ricambio totale porta qualcosa in più in casa Lombardia, schierata con Bordiga in porta, Agnelli, Shehaj, Oprandi e Barbieri nelle retrovie, Amato in cabina di regia, Quaggia e Signorello in veste di mezzali e Mucedola alle spalle della coppia Ndiaye-Klaidi. Qualcosa in più che si vede quando la fase di pressing sul portiere porta Ndiaye ad appoggiare al limite per Quaggia, che a giro non trova lo specchio (4'), ma qualcosa in più che si vede principalmente dal punto di vista emotivo e della personalità. Un po' più di coraggio, un Ndiaye là davanti che si fa sentire anche a voce, e una formazione che riesce a trovare qualche geometria in più, soprattutto allargandosi sulla fascia destra. Sensazioni, perché se poi si parla di gol il Como è una macchina letale e smonta tutto quanto: Bosze sfonda a destra e trova sul secondo palo il destro sotto la traversa di Da Silva (5'), mentre Mezsargs di testa su corner fa addirittura 6-0 (12').

Nel mezzo, però, Mucedola e Agnelli dialogano bene a destra, costruendo l'antipasto per la rete della bandiera della Rapp: cambio gioco preciso di Quaggia, appoggio di Agnelli, controllo e mancino dal limite all'angolino di Mucedola (15'). Della bandiera, sì, perché, i ragazzi di Marieni non trova più la via del gol nella mezzora successiva, anche se le occasioni non mancano. Ndiaye prima col destro su appoggio di Quaggia chiama il portiere alla parata in tuffo (22'), poi prepara il mancino a giro di Mucedola parato ancora una volta in tuffo (25'), infine tira forte un calcio di rigore conquistato sempre da Mucedola (il migliore della Rapp nei due tempi), ma Bensi conclude il trittico di parate deviando la sfera sul palo con una grande risposta (30'). Una buona fase da parte della Lombardia, che, però, nel finale cede un'ultima volta. Mezsargs, infatti, è sempre al posto giusto nel momento giusto, come sul tap in sulla punizione di Mazzara (35'), così su quello nato dal destro a giro di Da Silva (40'), che vogliono dire tripletta personale. Gli ultimissimi minuti confermano tutte le qualità palla al piede e nel dribbling di un incontenibile Mazzara e la tecnica esplosiva di Da Silva, che un po' alla Doku danza sul pallone, rientra sul destro e chiama Bordiga a una paratona con le unghie sotto l'incrocio dei pali (44'). L'ultimo sussulto di un'amichevole pesantissima dal punto di vista del risultato (8-1) per la Rapp, trovatasi dinanzi un avversario sicuramente più forte, ma spesso imprecisa nelle giocate e un po' distaccatasi dal match nel primo tempo. Una partita da tenere bene in mente per la Puglia, quando, in caso di difficoltà, ci sarà da tirar fuori quel qualcosa di più intravisto nella ripresa.

IL TABELLINO

COMO-RAPPRESENTATIVA UNDER 19 8-1
RETI (6-0, 6-1, 8-1): 15' rig. Amadio (C), 18' Bonsignori (C), 23' Amadio (C), 25' Pisati (C), 5' st Da Silva (C), 12' st Mezsargs (C), 15' st Mucedola (R), 35' st Mezsargs (C), 40' st Mezsargs (C).
COMO (4-3-3): Menke, Epifani, Albini, De Paoli, Ballone, Andrealli, Martinez, Papaccioli, Amadio, Pisati, Bonsignori. A disp.: Bensi, Bosze, Cardozo, Grilli, Bulgheroni, Ronchetti, Burlacu, Mastriani, Mazzara, Da Silva, Mezsargs, Traballi. All. Buzzegoli.
RAPPRESENTATIVA UNDER 19 (4-3-1-2): Sisti, Mariani, Renner, Vian, Grillo, Radice, Longhi, Merzario, Amoruso, Angiò, Di Martino. A disp.: Bordiga, Agnelli, Barbieri, Amato, Shehaj, Oprandi, Signorello, Quaggia, Ndiaye, Mucedola, Klaidi. All. Marieni.
ARBITRO: Bidorini di Gallarate.
ASSISTENTI: Marchetto di Gallarate e Dumitroae di Gallarate.

LE DICHIARAZIONI DI MARIENI

«Il livello che ho visto oggi nel Como è molto alto. - ammette Luca Marieni, tecnico della Rapp - L’ho detto anche prima: quando giochi contro giocatori di categoria superiore, chiamiamola così, devi concedere il meno possibile. Nel primo tempo abbiamo fatto errori abbastanza grossolani sui gol presi e, quando abbiamo capito che l’avversario era superiore, ci siamo un po’ abbassati dal punto di vista dell’intensità e della voglia, che invece devono esserci sempre, contro chiunque. Anche sapendo che corri spesso a vuoto, perché loro hanno più fisicità, più possesso e qualità. Nel secondo tempo, invece, ho visto i ragazzi più propositivi, con meno paura nel fare le giocate e nell’andare in fase offensiva. Nel primo tempo abbiamo commesso diversi errori, anche tecnici, e questo l’ho sottolineato perché quando affronteremo un torneo in cui non puoi permetterti di concedere nulla, dobbiamo fare il nostro e ridurre al minimo gli errori. Va anche detto che questa era la prima partita ufficiale, con ragazzi che non alleni abitualmente. È normale avere queste differenze. Detto questo, sono contento dei ragazzi».

Loro che vanno contro la storia recente della Rapp: è la prima sconfitta in amichevole dal 2022. Ma la storia stessa insegna che in questi tre anni la Lombardia non sia mai arrivata in fondo al TDR, e quindi anche una lezione di questo tipo potrebbe avere dei risvolti positivi in termini di esperienza: «Io lavorerò molto su questo aspetto, perché è un torneo in cui non puoi concedere. A volte serve fare anche una partita sporca, curare bene la fase difensiva, perché se vai a giocare concedendo occasioni e facendo errori, poi tutte le partite diventano difficili da recuperare. Dobbiamo lavorare su questo e soprattutto sulla mentalità vincente. Questo è il mio punto di vista. Stiamo anche cercando di creare il gruppo: ci sono ancora altri giocatori che andremo a osservare, perché dobbiamo trovare più soluzioni possibili. Però, nel complesso, sono contento».

E a proposito del gruppo, una differenza evidenziata dal match con il Como è quella fisica: «Dal punto di vista atletico oggi l’abbiamo un po’ subita. Va detto però che i ragazzi arrivano da carichi importanti: hanno fatto tanti allenamenti, qualcuno addirittura ieri ha giocato un’amichevole, altri hanno fatto doppie sedute per tutta la settimana. In fase di proposizione andavano, mentre nella fase di non possesso facevano più fatica a recuperare. Questo si è visto. Dietro, secondo me, siamo messi abbastanza bene dal punto di vista fisico. A centrocampo ci manca un po’ di struttura, potremmo valutare l’inserimento di qualcuno, così come davanti, perché il torneo è massacrante: fare sei partite in pochi giorni è davvero durissimo». Intanto i lavori continuano, anche dal punto di vista organizzativo, con un appuntamento in vista il 15 gennaio, quando la Rapp potrebbe sfidare il Lecco. In attesa dell'ufficialità, Marieni conclude: «Cercheremo di inserire anche qualche allenamento in più. È importante trovarsi tra di noi e far capire bene cosa vogliamo vedere in campo, perché preparare una partita venti minuti prima dell’esordio, con ragazzi che non hai sotto mano tutti i giorni, non è semplice. Bisogna costruire anche la mentalità, oltre alle amichevoli, che sono fondamentali per capire il nostro valore».

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