Kings World Cup Nations
07 Gennaio 2026
KINGS WORLD CUP NATIONS ITALIA • Gianmarco Chironi (Foto Kings League)
Chiromante, colui che predice il futuro dall'esame della mano. Niente di scientifico, tanto di mistico, e tanto di fede, ovvero credere con assoluta convinzione in qualcosa di non razionalmente dimostrabile. Ecco, a volte di quest'ultima ce ne vuole tanta, soprattutto quando bosogna credere in se stessi, zittire migliaia di voci e riscrivere la storia facendo qualcosa di irrazionale. Sì, perché della presenza di Chironi in Nazionale si è chiacchierato abbastanza all'uscita delle convocazioni, ma forse lui e i suoi guantoni sapevano già quello che sarebbe successo: una prestazione fenomenale per far sognare l'Italia intera sul palcoscenico più importante. E, perché no, vincendo un trofeo a quasi 10mila chilometri di distanza senza giocarlo. Roba mistica, sì.
Si potrebbe fare il gioco di parole: Chiro-ni. Col trattino, e quel ni che sa di mezzo sì e mezzo no. Distorto, un po' come la faccia e il naso di molti quando l'Italia ha annunciato i primi 8 convocati per la Coppa del Mondo in Brasile targato Kings League. Sì, perché dopo una Kings Cup che ha visto i Gear 7 del classe 1997 deludere le aspettative, uscendo subito ai gironi dopo i quarti di finale del Mondiale per Club raggiunti nella scorsa stagione, sui social non sono mancate le reazioni negative alla chiamata del portiere dei Pirati. Non tanto per il suo valore, dimostrato già nel primo split del campionato italiano, ma per la preferenza verso profili come quello di Casapieri, trascinatore della new entry BIGBRO fino ai quarti di finale tra parate e ben 9 gol segnati, o Vagge, estremo difensore dei TRM Campioni d'Italia, arrivati in semifinale di Coppa e anche lui autore di 8 reti, nonché entrambi portieri tra i migliori anche nella scorsa stagione.
Tante voci che si affollano nella testa, ma che non fanno vacillare Gianmarco. Lui che prima assiste dalla panchina al devastante 8-0 sulla Francia, tifando il collega Gilli, miglior scoperta (sia per affidabilità tra i pali che per i 9 gol fatti) e vincitore della Kings Cup con i Caesar, e poi dimostrando di meritarsi quella maglia lì, quella della Nazionale. Un'Italia che nella seconda partita della fase a gironi si ritrova a fare i conti con la Polonia, avversario preparato, fisico e ostico, a tal punto che gli Azzurri a fine primo tempo si trovano ancora sull'1-1, con il rischio di andare in svantaggio. I biancorossi attivano infatti il rigore presidenziale già al 17', ma proprio Chironi ci mette i guantoni e blinda il pari. Che sia partita tosta, però, si capisce a inizio ripresa, quando la squadra di Blur va sotto per due volte, restandoci fino al 33esimo minuto su 36. Fino alla magia di Colombo, quando inizia qualcosa di razionalmente inspiegabile.
Sì, perché nel giro di un minuto l'Italia rovescia la partita, e lo fa proprio grazie al suo portiere. Imbucato il 3-3, la Polonia cerca di rispondere attivando subito la carta speciale dello shootout (il rigore all'americana), dove Chironi legge nella mente di Jaszczak, lo porta sul mancino, non casca nel dribbling e in tuffo basso para il colpo d'esterno destro. È la spinta emotiva da sfruttare, e gli Azzurri la sfruttano attivando il rigore presidenziale, trasformato in maniera perfetta da Blur. Ripreso il gioco, poi, ci pensa il duo Colombo-Perrotti a propiziare l'autogol del 5-3, ma non finisce qui. La Nazionale ha infatti un ultimo asso nella manica, ovvero il reverse penalty: scegliere un giocatore della Polonia e fargli tirare un rigore che, se segnato, non cambia il risultato, mentre, se sbagliato, si trasforma in un gol a favore. È di nuovo il momento di Chironi, lui che resta fermo, alza la traiettoria del tiro sopra la traversa e realizza di fatto il 6-3 azzurro. A decretare il successo dell'Italia ci pensa poi Perrotti con una giocata delle sue, ma il «Chiromante» chiude la partita con il record di due rigori e uno shootout parati, a dimostrazione che sì, quella maglia è meritata.
E nel frattempo, mentre Gianmarco si mette in mostra in Brasile, a 9561 chilometri di distanza un'altra storia viene scritta. Quella della Solbiatese, squadra di calcio a 11 in cui milita il portiere scuola Lecce. Un club all'avanguardia, capace di cogliere il valore del mondo Kings e aperto a lasciar vivere questo sogno al suo estremo difensore in un periodo chiave per la società. Martedì 6 gennaio, il giorno dopo il match dell'Italia, a Seregno va infatti in scena la finale di Coppa Eccellenza Lombardia, la terza consecutiva per i nerazzurri, che ci arrivano dunque senza il loro portiere più impiegato in campionato (9 gare contro le 8 del secondo) e titolare sia ai quarti sia in semifinale. Un'assenza importante, anche se la gestione del ruolo da parte del tecnico Grieco è stata fin qui ineceppebile, con il classe 2005 Cavalleri perfettamente alternato in campionato e preferito nella fase a gironi.
Una gestione che per la Solbiatese si traduce in un secondo posto nel Girone A e nel ritorno in finale di Coppa Lombardia dopo la sconfitta a sorpresa nell'ultima edizione, cancellata come solo i campioni sanno fare: sotto 1-0 con la Lemine Almenno, i nerazzurri ribaltano il risultato in 12 minuti nella ripresa e vincono il secondo trofeo in tre anni. Una coppa su cui di fatto ci sono anche le impronte di Chironi, che festeggia a distanza nel migliore dei modi il suo super esordio al Mondiale, sognando di potersi presentare a Solbiate con un altro trofeo tra le mani.