Under 19 Élite
16 Gennaio 2026
UNDER 19 ÉLITE VERBANO • Nicolò Sivoccia
Chi sente un derby, spesso lo decide. Perché sfidare e sconfiggere il proprio recente passato non può essere considerato come una semplice rivincita sportiva, ma significa entrare in quella dimensione emotiva dove il calcio smette di essere solo un gioco e diventa un racconto. Come quello di Nicolò Sivoccia, difensore classe 2007, autore del colpo di testa che ha fruttato la prima vittoria stagionale del Verbano di Pasquale Martusciello. Un gesto tecnico che ha permesso di ridare vitalità a una squadra depressa ma mai morta. Un colpo da ko che sta consentendo ai blaugrana di tornare in corsa per una salvezza fino a quel momento impensabile, ma che con lavoro e sacrificio è tornata a essere un obiettivo possibile.
Nato il 21 giugno 2007 a Varese, Nicolò Sivoccia ha mosso i primi passi nel mondo del calcio nella sua Laveno: «È una passione che risiede in me fin da piccolo grazie a papà, che mi portava a giocare nel campetto del paese. Ormai è diventata una totale ossessione: non posso farne a meno». Concluso il periodo della scuola calcio, Sivoccia sceglie il Verbano, società per la quale veste la maglia nella categoria Giovanissimi. Un'esperienza che si interrompe bruscamente con il Covid, un evento che ha acceso in lui «una mezza idea di appendere gli scarpini al chiodo». Tuttavia, a inizio 2022, il difensore torna in campo con l'Under 15 provinciale del Laveno, prima tappa di un processo di rigenerazione personale che sei mesi più tardi gli avrebbe garantito un posto nell'Under 16 provinciale del Gavirate.
Il classe 2007 si fa apprezzare per le qualità fisiche e la capacità di imporsi nel gioco aereo, due pregi che gli consentono di farsi spazio anche nell'Under 17 regionale, da sottoetà. Tre apparizioni a partita in corso che fanno da prologo alle 22 del campionato seguente, concluso con una salvezza tramite i playout, giocati da titolare contro l'Ispra e vinti con il punteggio aggregato di 4-2. Nella stagione 2024/2025, invece, Sivoccia colleziona 18 presenze nella sua prima stagione in Élite, con l'Under 19 di Simone Barban, e una rete, nella partita di Coppa Lombardia contro il Villa Cassano: «Nasce un calcio di punizione dal lato destro del campo, al 90', dopo aver giocato metà ripresa in 10. Arriva questa palla sul secondo palo, stacco di testa e la direziono sotto la traversa. È stato un momento emozionante a livello personale, ma l'abbraccio ricevuto da tutta la squadra testimonia l'unione di quel gruppo tecnicamente molto valido».
L'incornata del pareggio 2-2 contro il Villa Cassano, però, rimarrà l'unica rete segnata con quella maglia. In estate, Sivoccia riceve la chiamata di una squadra pronta a riabbracciarlo, il Verbano, alle prese con un'operazione di ricostruzione totale in seguito all'addio del presidente Barbarito dopo 3a anni: «Il direttore sportivo Di Nunzio mi propone di tornare a Besozzo. In quel periodo avevo ricevuto diverse offerte, anche da squadre di Prima Categoria, ma avevo intenzione di completare il mio percorso di crescita in juniores». L'inizio di stagione è da cancellare: 10 sconfitte su 11 in campionato, un solo punto raccolto con la Besnatese - unica formazione sconfitta, peraltro, nel girone di coppa - e peggior difesa del girone. Tre aspetti che hanno portato la dirigenza a puntare su un profilo con maggior esperienza, quello di Pasquale Martusciello, allenatore che ha dato una svolta sia sul piano fisico sia su quello tattico: «Il mister ha lavorato fin da subito a migliorare la fase difensiva. Prima soffrivamo le squadre che giocavano palla lunga oltre la difesa; adesso, invece, cerchiamo di non tenere una linea unica quando siamo in fase di non possesso. Inoltre ci ha fatto fare progressi a livello fisico e mentale, permettendoci di non uscire troppo presto dalla partita e trasformandoci in calciatori pronti per la categoria».
Le prime due uscite con il fratello dello storico vice di Sarri hanno mostrato chiari segnali di risveglio. Nella sfida casalinga contro la Solbiatese, il Verbano è riuscito a rimontare tre reti ai nerazzurri (prima di cedere per 5-3); nella trasferta di Arconate, i blaugrana hanno avuto la forza di passare tre volte in vantaggio, nonostante il 4-3 finale in favore degli oroblù. I tempi per agguantare la prima vittoria in campionato, però, sono ormai maturi. La settimana seguente la formazione di Martusciello accoglie il Gavirate per un delicato derby salvezza. L'occasione ideale per rilanciarsi in classifica e vendicare la sconfitta che, nello scorso campionato, obbligò il Verbano a giocarsi la permanenza in categoria attraverso i playout: «Prima della partita c’era molta voglia di fare bene e di dimostrare il nostro valore. In più, per me, c'era una grande voglia di rivalsa nei confronti della mia ex squadra».
Ed è proprio lui a decidere l'1-0 al minuto 67 con un'incornata che vale tre punti: «Mi sono fatto trovare al posto giusto nel momento giusto. Una deviazione sul tiro di Riccardo (Carpanese, nda) genera una mischia in area di rigore. D'istinto, mi lancio sul pallone colpendolo con la parte alta della testa. Quando mi sono rialzato ho capito che la palla aveva superato la linea di porta. Mi sono lanciato in una corsa sfrenata per esultare davanti ai nostri tifosi, arrampicandomi sulla rete e facendomi sommergere dal caloroso abbraccio dei compagni. Cosa ho provato in quell'istante? Mi sono sentito un eroe».
Diventato presto uno dei leader dello spogliatoio, anche grazie a prestazioni sempre più convincenti, Sivoccia ha ricevuto la chiamata dell'allenatore della prima squadra, Luca Contaldo, per integrarlo con i più grandi: «Il mio prossimo obiettivo personale è esordire in prima squadra. - dichiara Nicolò - Sto lavorando intensamente per poter trovare spazio anche la domenica e rendermi utile anche lì. Sento la fiducia totale di tutto l'ambiente, nonostante la situazione altrettanto complicata della prima squadra». Ultimo nella graduatoria del girone C di Promozione con la miseria di 5 punti in 16 partite, il Verbano si è finalmente sbloccato espugnando di misura il campo di un Vighignolo in lotta per la promozione in Eccellenza dopo aver giocato in inferiorità numerica per 82 minuti, recupero escluso.
Una prestazione eroica che può rappresentare il punto di svolta di un'annata di sofferenza: «Siamo noi stessi i primi ad aspettarci di più da noi stessi. Subire così tanti gol ti può ammazzare mentalmente, ma abbiamo la fortuna di avere uno spogliatoio unito e compatto, che non si è tirato indietro alle prime difficoltà. Ho un ottimo rapporto con tutti loro, anche se con Carpanese e Rando ho un legame speciale. Con Riccardo ci conosciamo fin da piccoli, siamo cresciuti insieme e condividiamo tanti momenti anche fuori dal campo. È come un fratello e sono orgoglioso per lui che ha esordito in prima squadra con una rete, il giorno seguente al mio gol vittoria. Con Gabriele, invece, ho giocato sei mesi a Gavirate l'anno scorso ed è nata subito una complicità, in quanto compagni di reparto. Quando la squadra subisce tanti gol ci sentiamo i primi responsabili».
Ciò che è rimasto intatto in Nicolò da agosto a oggi sono la scaramanzia e la fede: «Prima di una partita sono fissato a ripetere le stesse operazioni. Per esempio, ripongo i vestiti nel borsone sempre nello stesso ordine e durante il riscaldamento eseguo i soliti riti, come sistemarmi i capelli o il segno della croce, perché sono credente. A chi mi ispiro? A Paolo Maldini, perché sono milanista». Scaramanzia e fede, due caratteri della personalità comuni a quelli di papà Alfonso, «la prima persona ad aver creduto non solo in me, dall'età di 5 anni, ma anche in questa squadra, attivandosi e svolgendo una collaborazione importante per il Verbano».