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Prima Categoria

La fine di un’era: l’ultimo atto del tecnico leggendario che ha scritto la storia del club

Si chiude un ciclo irripetibile: dalla Terza Categoria alla Prima, tra ricordi indelebili e Ultras memorabili

PRIMA CATEGORIA PIEMONTE DAVIDE BONINO AVIGLIANESE

PRIMA CATEGORIA PIEMONTE • La fine di un'era e di una vera storia d'amore, Davide Bonino non sarà più l'allenatore dell'Aviglianese

Un’epoca finisce, un ciclo che difficilmente avrà eguali per amore, intensità e risultati ottenuti. Da zero a tutto, tra sogni, gioie e sofferenze. Una delle storie più emozionanti e sincere del calcio dilettantistico piemontese giunge al termine: dopo anni di successi e di profonda unione, si dividono le strade tra Davide Bonino e la sua Aviglianese. Un rapporto decennale quello tra il tecnico e la società arancionera, capace di trasformarsi in una vera e propria scalata: dalla Terza Categoria fino alle lotte in Prima Categoria. Due salvezze conquistate, record infranti, un seguito di tifosi da fare invidia e un epilogo consensuale, nel segno del rispetto reciproco. La scelta arriva proprio da Bonino, una decisione coraggiosa e probabilmente necessaria per un giovane allenatore che ha scritto la storia di un piccolo club di provincia, lasciando un’eredità che difficilmente verrà dimenticata.

DALLA TERZA ALLA PRIMA

Un rapporto dunque decennale, iniziato tra il tecnico Bonino e l’Avigliana Calcio dell’ex presidente Luca Viglietti, rifondata nel 2020 con il nome di ASD Aviglianese. Bonino è stato una delle colonne su cui ricostruire e tornare a sognare. Già all’epoca dichiarava: «Avigliana manca da troppi anni dalla Prima Categoria», un obiettivo che sarebbe stato centrato in pochi anni. Nel 2021/22 arriva il primo posto nel girone A di Terza Categoria, che vale il primo trofeo in bacheca e la promozione in Seconda Categoria. L’anno successivo un ulteriore salto di qualità, con l’accesso alla Prima Categoria grazie al terzo posto e al successivo ripescaggio.

Nel 2023/24 arriva l’approdo nell’olimpo della Prima Categoria, in un girone durissimo come il D. Da neopromossa, la squadra di Bonino conquista 37 punti, centrando una salvezza anticipata grazie a un’ottima solidità difensiva e chiudendo all’ottavo posto. Nel 2024/25 l’ambizione dell’Aviglianese si traduce in un settimo posto, nel record di 45 punti e in una stagione che, a tratti, ha fatto anche sognare i Playoff. Le premesse lasciavano ben sperare per una terza annata di continuità, ma i numeri raccontano una storia diversa: 11 punti in 17 partite, appena due vittorie ottenute in trasferta e una pesante sconfitta per 4-0 nel derby contro il Caprie, una delle motivazioni che ha portato la scelta del tecnico.

L'EREDITA'

Del percorso resterà tutto. Dai giocatori che lo hanno seguito in tutti questi anni al gruppo Avigliana Ultras, sempre vicino alla squadra, capace di colorare ed emozionare ogni stadio del Piemonte. Ricordi indelebili per una piccola società che è riuscita a competere con club più attrezzati dal punto di vista economico e strutturale. Dalla vittoria contro la Torinese dei miracoli di Zullo a quelle contro Susa e Venaus nei derby più recenti: emozioni e avventure che vanno oltre i risultati.  Una scelta dolorosissima, come conferma lo stesso tecnico, ma necessaria e non dettata soltanto dai risultati.

«Tengo troppo a questa maglia e a questi colori, ci voleva una scossa. La decisione è stata presa nel momento giusto, dopo un derby perso malamente. Mi prendo tutte le mie responsabilità, non ho mai cercato alibi. Questa è una scelta fatta anche per responsabilizzare i ragazzi e, soprattutto, la società».

La scelta del tecnico, maturata dopo la pesante sconfitta contro il Caprie diretta concorrente nella lotta salvezza segna la fine di un’era. Ora per le Vespe si apre un nuovo capitolo, con l’obiettivo di mantenere la categoria, ma senza il proprio condottiero.

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