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Eccellenza

A soli 28 anni ci lascia un giramondo del pallone, era atteso in giornata per firmare con il suo nuovo club

Un arrivo annunciato, un progetto pronto a partire, invece, in una camera d’albergo d’oltralpe si è fermato purtroppo tutto

FOLGORE CASTELVETRANO ECCELLENZA - BRICE GOUPY

Brice Goupy, attaccante classe 1995, nella prima parte di stagione aveva militato nello Sterparo in Eccellenza laziale

La valigia chiusa, il telefono che vibra con i messaggi di benvenuto e quella sensazione elettrica che accompagna ogni ripartenza. L’ultima immagine di Brice Goupy per il calcio italiano è tutta qui, in un confine invisibile tra ciò che stava per cominciare e ciò che non inizierà mai. L’attaccante francese classe 1995 è stato trovato privo di vita nella sua camera d’albergo in Francia alla vigilia di un trasferimento già apparecchiato: la firma in Eccellenza con la Folgore Castelvetrano, l’incontro con i nuovi compagni, l’esordio fissato in agenda. È una storia che ferma il tempo nel punto esatto in cui un progetto sportivo diventa racconto interrotto, e lascia una scia di domande senza fretta di risposte, perché qui la priorità è il rispetto.

UN TRASFERIMENTO AD UN PASSO
Secondo quanto comunicato e ripreso da diverse testate locali, Goupy era atteso in Sicilia in giornata per firmare il tesseramento ed essere immediatamente messo a disposizione dell’allenatore rossonero. L’accordo con la Folgore era definito nei suoi passaggi essenziali: visita alla sede, firma sul contratto, prima seduta con il gruppo e, se tutto fosse filato liscio, debutto già nel weekend. L’attaccante era considerato il rinforzo d’impatto per un reparto offensivo in difficoltà e che la sua presentazione era stata pianificata in tempi stretti. Le circostanze del decesso restano al momento non chiarite in via ufficiale: si parla genericamente di un ritrovamento in hotel, con accertamenti in corso da parte delle autorità francesi. 

IL DOLORE DI CHI LO ASPETTAVA AL CAMPO
Nelle parole affidate ai social dal tecnico rossonero Ciro Scalise c’è tutto il peso di un’attesa tradotta in lutto. Il mister aveva descritto Goupy come l’«attaccante devastante» ricercato da settimane, pronto a debuttare domenica con la maglia rossonera. Non è la retorica del giorno dopo: è il linguaggio di chi stava limando dettagli tecnici e immaginando accorgimenti tattici per incastonare un profilo fisico e dinamico dentro una squadra in difficoltà. Oggi restano il vuoto e la volontà di rispettare il silenzio. La società e lo staff della Folgore Castelvetrano hanno espresso cordoglio e vicinanza ai familiari dell’attaccante, congelando ogni altro discorso tecnico.

CHI ERA BRICE GOUPY
Il nome di Goupy non suona nuovo a chi frequenta il calcio «vero», quello che vive di frontiere, passaggi rapidi e palcoscenici periferici. In Italia ne hanno memoria anche gli appassionati dell’Eccellenza laziale, dove lo ricordano da ex giocatore dello Sterparo. Fonti locali hanno riportato in queste ore il saluto del club arnarese e del suo ambiente, una comunità che ha spesso trasformato la passione in riconoscimento per chi viene da lontano e suda la provincia senza luci della ribalta. Sono proprio questi circuiti a restituire un ritratto umano di calciatori come Brice: professionisti della fatica, attaccanti che si portano addosso i chilometri di ogni valigia cambiata. Negli ultimi anni, la traiettoria di Goupy ha incrociato anche la Lituania, con tappe al Neptūnas Klaipėda e al FK Babrungas. Non è un profilo da copertina, ma di quelli che cambiano umore a un reparto: fisico, gamba per strappare in campo aperto, disponibilità al lavoro sporco, letture utili quando c’è da allungare o accorciare la squadra. Ingredienti preziosi per un club che lotta ogni domenica per centimetri e punti.

PERCHÈ PROPRIO LA FOLGORE
La Folgore Castelvetrano, società storica del calcio dilettantistico siciliano, sta attraversando una stagione complicata nel Girone A di Eccellenza. La fotografia più recente restituisce una classifica pesante e una squadra chiamata a inseguire nella parte bassa, con margini sottili per gli errori. In questo quadro, l’arrivo di un attaccante in grado di tenere il pallone, aggredire la profondità e dare sbocco alle transizioni non era un semplice vezzo di mercato: era il tentativo concreto di ricalibrare l’equilibrio offensivo e restituire ossigeno a un gruppo stressato dai risultati. La cronaca locale aveva raccontato negli ultimi mesi l’altalena dei rossoneri, tra brevi segnali di risalita e serie di sconfitte che hanno complicato la strada. L’innesto di Goupy serviva esattamente a questo: ridefinire la geografia dell’attacco e cambiare il tono emotivo della squadra.

L'IMPATTO UMANO PRIMA ANCORA DI QUELLO SPORTIVO
Di fronte a una morte improvvisa, l’urgenza è saper aspettare. La partita della verità sulle cause spetta alle autorità competenti. Nel frattempo, la comunità rossonera ha scelto una postura sobria: cordoglio, rispetto del silenzio, vicinanza alla famiglia. È la risposta più matura in questi frangenti, quando il rumore di fondo rischia di travolgere. Al netto di qualsiasi implicazione sportiva, la Folgore perde prima di tutto un ragazzo che stava bussando alla porta dello spogliatoio con un sogno semplice: giocare, segnare, sentirsi parte di una casa nuova. E con lui, il calcio di base europeo perde uno dei tanti professionisti di un mestiere difficile, dove la resilienza è spesso la dote principale. Non piangi soltanto ciò che perdi, ma anche ciò che non potrai costruire.

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