Dilettanti
21 Gennaio 2026
DILETTANTI 2016 • Roberto Pellegris (Scanzorosciate) e Antonio Gentile (Calvairate)
Aprire i social in questo momento vuol dire solo una cosa: tornare indietro di 10 anni. A quando internet veniva vissuto in maniera più leggera, più amatoriale, senza algoritmo, senza intelligenza artificiale, senza così tanta pubblicità, senza un pensiero economico alle sue spalle, ma solo come uno spazio in cui condividere se stessi, trovando stabilità tra vita offline e online. Un anno, come tutti, fatto di eventi negativi (basti pensare agli attentati di Bruxelles e Nizza) e positivi, che, però, ha da sempre lasciato un ricordo diverso di quel periodo. Sì, perché che il 2016 sia stato un anno simbolico non lo si scopre adesso, ha sempre avuto una sua vibe, solo che per tutti gli adolescenti di quel periodo lo scoccare del decennale suona come una sveglia che quella vita non tornerà mai indietro. Quella della scuola, del liceo, dell'estate passata vivendo il sogno degli anni '90 di girovagare per il mondo a catturare Pokémon grazie all'uscita di Pokémon GO, delle challenge sui social, di Snapchat, dell'introduzione delle Instagram Stories, della rivoluzione musicale dettata dalla trap, di una leggerezza e di una spensieratezza che, probabilmente, non si avvertono più, e che non si vedono in un futuro che pare sempre più incerto. E allora il passato diventa rifugio perfetto per scappare dalla velocità del 2026, oppure trasformarsi nella spinta giusta per prendere la sua energia e affrontare il presente. Intanto, proprio i social diventano il luogo in cui il 2016 si trasforma in trend, con una marea di foto e ricordi di quel periodo. Da qui sorge dunque la domanda: ma il calcio dilettantistico com'era 10 anni fa?
2016 = iconicità. Sarà una coincidenza, ma è proprio così. Già, perché la stagione 2015/2016 è quella del record assoluto di punti in campionato. I 96 raggiunti dal Piacenza, autore di 30 vittorie, 6 pareggi e 2 sconfitte in 38 giornate sotto la guida di Arnaldo Franzini, destino vuole, tornato proprio quest'anno sulla panchina biancorossa. Era la squadra di un bomber del calibro di Marzeglia, di giocatori come Taugourdeau, Galuppini e Hraiech, passati o arrivati in Serie B, e dei pilastri Di Cecco, Silva e Matteassi. Una squadra capace di dominare il Girone B davanti al Lecco pre-Di Nunno, scomparso di recente, al Seregno di Erba, a grandi piazze che 10 anni dopo sono in lotta per tornare in D, ovvero Ciliverghe (Eccellenza), Olginatese (Promozione), Caravaggio (Eccellenza) e Fiorenzuola (Eccellenza), e a molte altre che non esistono più, come Ponte San Pietro e Mapello Bonate (ora insieme nel Ponte Mapello), Ciserano e Virtus Bergamo (unitesi nella Virtus Ciserano Bergamo), Grumellese (diventata dopo vari passaggi l'attuale Real Calepina), Milano City (fallita), Sondrio (rinata come Nuova Sondrio) e Inveruno (ora Accademia Inveruno). Una Serie D in cui competono invece ancora lo stesso Piacenza, Folgore Caratese, Pro Sesto e Varesina, mentre altre, quali Monza, il sopracitato Lecco e Pergolettese, 10 anni dopo sono le uniche a essere attualmente salite di categoria tra Serie B e Serie C.
Se la Serie D da sola già lasciava scheletri di 8 società che 10 anni dopo non esistono più, causa fallimenti o fusioni, entrare nelle tre piramidi dell'Eccellenza è come scovare sarcofagi su sarcofagi. Più che nei gironi B e C, perché nell'A sono tanti i nomi ancora presenti in categoria, come Legnano, Ardor Lazzate, Arconatese, Saronno, Sestese, Mariano, Accademia Pavese e Pro Vigevano (ora solo Vigevano), o in quella appena sottostante, come Accademia Vittuone e Verbano. Chi invece ha vissuto un decennio di numerosi cambi di denominazione prima di ritrovarsi in Serie D è chi ha fatto la storia della categoria proprio nel 2016: il Varese di Giuliano Melosi, capace di vincere il campionato da imbattuto, con 27 vittorie su 30 partite. Un dominio a cui hanno assistito Fenegrò e Villa Cassano, tra le squadre che dieci anni più tardi esistono ancora, ma lontano dall'Eccellenza, ovvero in Prima Categoria, luogo di club rinati quali Tradate (ora Tradate Abbiate in Prima) e Trezzano (adesso Real Trezzano sempre in Prima). Caso a sé il Lomellina, finito ora in Terza Categoria.
Discorso diverso è quello da affrontare sul Girone B, cambiato molto in 10 anni. Scanzorosciate e Villa Valle, autori di un testa a testa deciso con un sorpasso all'ultima giornata da parte dei giallorossi, si sono dimostrate tra le realtà più solide ritrovandosi in Serie D nel 2026, così come il Crema e la Casatese, ora Casatese Merate. Ancora in categoria restano invece solo la Cisanese (l'unica a non aver cambiato pelle), Fanfulla, all'epoca rinato con il nome di Cavenago Fanfulla, e Verdello, dal 2018 diventato Zingonia Verdellino. Un asterisco va poi messo per Luciano Manara e Sancolombano, ora in Promozione, ma salite e scese di livello in questo periodo senza stravolgimenti, quelli che hanno invece coinvolto il resto delle società. Detto di Fanfulla e Verdello, presenti sotto nuove spoglie, chi è scomparso dalla mappa sono Nibionno e Oggiono, (separate nel 2016, unitesi poi in un NibionnOggiono che ha chiuso i battenti nel 2021), Caprino (Promozione), Gessate, Accademia Sandonatese, Brugherio, Real Milano (Seconda Categoria) e Brembate Sopra (Prima Categoria).
Più evidente, infine, il ricambio generazionale nel Girone C. Quello vinto per l'ultima volta dal Darfo Boario, poi sceso dalla D e ancora in un'Eccellenza che vede di nuovo all'opera solo Orceana, Castellana e Bedizzolese (ora BSV Garda) . Sì, in 10 anni è cambiato tutto, e il Brusaporto è l'unica ad aver fatto il salto stabile in Serie D. Le altre? Alcune società sono ancora operative in Promozione, come Forza e Costanza, Rezzato, Valcalepio, Vobarno e Aurora Travagliato (ora Virtus Aurora Travagliato), altre sono scomparse dai radar, come Calcio, Villongo Sarnico, Vallecamonica, Ghisalbese, Atletico del Garda e Dak.
E andando ancora più in profondità, in una Promozione da 6 gironi, è inevitabile che la nostalgia prenda ancora più il sopravvento. Una categoria che nasconde ovviamente più storie di tutte le altre, troppe da ridurre in un solo paragrafo, ma qualcuna merita di essere raccontata. A partire da quelle dei campioni del 2016: che fine hanno fatto i club vincitori di 10 anni fa? Il Busto 81 si ritrova in Seconda Categoria, l'ACD Brianza e l'Adrense si sono perse tra le fusioni (Olginatese e Franciacorta), la Governolese si è confermata in Promo, l'Atletico CVS, arrivata a pari punti con la Calvairate, è scesa in Prima con il nome di Sangiuliano CVS, mentre la Trevigliese rappresenta la storia più felice: i biancazzurri sono ora in Serie D. O meglio, il miglior esempio tra i campioni, perché a ben guardare nel Girone F c'è chi ha scritto la pagina più incredibile del dilettantismo lombardo nell'ultimo decennio, ovvero l'Alcione, arrivato a competere per i playoff di Serie C nel 2026 partendo da quelli di Promozione nel 2016. Belle anche le rinascite di club coinvolti in zona retrocessione come Vis Nova, Offanenghese e Codogno, ora in Eccellenza, o la crescita di società tra cui Rhodense (Eccellenza), Arcellasco (Eccellenza), Calvairate (Eccellenza) Castellanzese (Serie D), Lentatese (Eccellenza), Cinisello (Eccellenza) e Leon (Serie D), senza tralasciare storie più strappalacrime, su tutte quella del Desio: dalle stagioni in Eccellenza ai playoff di Promo del 2016, per poi scendere in Prima Categoria e far perdere le proprie tracce.