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Under 19 Élite

Pestone, spinta all'arbitro e accuse di mancato intervento: «Noi non siamo antisportivi»

Il giudice sportivo penalizza la squadra, il tecnico: «Non è vero che abbiamo abbandonato il campo e non abbiamo aiutato»

Cimino Leone XIII

UNDER 19 ÉLITE LEONE XIII • Antonio Cimino

Sconfitta a tavolino, un punto di penalità, quattro mesi di squalifica a un giocatore e quattro giornate a un altro: per il Leone XIII finisce così la partita con la Fucina. Sono queste infatti le decisioni del giudice sportivo, parzialmente condivise dalla società, che interviene però su alcuni punti del comunicato.

L'ACCADUTO

Fucina-Leone XIII, match valido per il campionato Under 19 Élite, si interrompe a due minuti dalla fine, quando un giocatore ospite «rivolgeva al Direttore di gara un'espressione gravemente offensiva. Successivamente all'espulsione, il suddetto calciatore assumeva un atteggiamento minaccioso e violento nei confronti del Direttore di gara, avvicinandosi allo stesso e pestandogli volontariamente il piede sinistro, provocandogli dolore, e spingendolo con il petto, costringendolo ad arretrare di circa due metri». Da qui la decisione si sospendere il match, seguita, secondo quando riportato dal comunicato ufficiale, dal tentativo di un altro giocatore del Leone XIII di «raggiungere il direttore correndo verso di lui con atteggiamento chiaramente aggressivo, venendo tuttavia trattenuto dai propri compagni di squadra, che ne impedivano il contatto. Contestualmente, altri calciatori del Leone XIII, mentre abbandonavano il terreno di gioco e si dirigevano verso gli spogliatoi, rivolgevano al Direttore reiterate frasi gravemente ingiuriose e minacciose, creando un clima di forte tensione e pericolo. A fronte di tale situazione, i Dirigenti della società Fucina intervenivano prontamente, ponendo in sicurezza il Direttore di gara, allontanandolo dal contatto con i calciatori della Società Leone XIII e accompagnandolo dapprima presso il locale bar dell'impianto sportivo e poi presso il proprio spogliatoio e rimanevano con lui sino al definitivo allontanamento dall'impianto sportivo, garantendone l'incolumità. È stato altresì constatato il mancato intervento dei Dirigenti della Società Leone XIII, che avrebbero potuto contenere i comportamenti aggressivi e minacciosi dei propri tesserati».

LA POSIZIONE DEL LEONE XIII

Da qui le decisioni sopra citate, rispetto alle quali Antonio Cimino, tecnico del Leone XIII, dichiara: «Non abbiamo abbandonato il campo, noi siamo usciti solo dopo che l’arbitro ha fischiato la fine: la penalizzazione mi sembra eccessiva. Non è vero che non abbiamo aiutato, io e il mio vice eravamo in mezzo a dividere quel poco che ci è stato tra i giocatori. Sul lato squalifiche non possiamo dire niente, anzi, sono stati benevoli: è un episodio che non deve capitare, che non è piaciuto a me e alla società. Su questo siamo allineati con la federazione e in settimana valuteremo quali provvedimenti prendere con i nostri ragazzi. Non faremo ricorso, però per correttezza di immagine non è vero che siamo antisportivi, che non abbiamo aiutato e che siamo andati via».

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