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Calcio e infortuni

Allenarsi meglio per allenarsi di più: la vera prevenzione nel calcio giovanile

I consigli del 'Doc': la prevenzione viene spesso vista come una perdita di tempo: qualcosa che rallenta il lavoro vero sul campo

I consigli del 'Doc' di Isokinetic Torino: Allenarsi meglio per allenarsi di più: la vera prevenzione nel calcio giovanile

I consigli del 'Doc' di Isokinetic Torino: Allenarsi meglio per allenarsi di più: la vera prevenzione nel calcio giovanile

Nel calcio, soprattutto a livello giovanile, la prevenzione viene spesso vista come una perdita di tempo: qualcosa che rallenta il lavoro vero sul campo. I dati scientifici dicono l’opposto: la prevenzione è ciò che rende possibile allenarsi di più e meglio. Le evidenze scientifiche raccontano una storia diversa: la prevenzione è ciò che permette di allenarsi di più, non di meno.

Allenarsi meglio non significa rallentare. Significa costruire percorsi che rispettino i tempi di adattamento del corpo, distribuiscano correttamente i carichi e mantengano i ragazzi disponibili all’allenamento nel tempo. La continuità, più della singola seduta, è uno dei fattori che incidono di più sulla crescita sportiva.

Gli studi su gestione del carico e prevenzione degli infortuni sono chiari: la maggior parte degli infortuni non nasce da un episodio isolato, ma dall’accumulo di fattori prevedibili. Aumenti troppo rapidi dei carichi, recuperi insufficienti, tecnica che peggiora con la fatica e segnali corporei ignorati perché considerati “normali” sono dinamiche note e documentate.

Nel calcio giovanile questo pesa ancora di più. Il corpo è in crescita, le strutture muscolo-tendinee e ossee si stanno adattando e la capacità di recupero non è quella dell’adulto. In questo contesto, la prevenzione non è un optional: è una condizione necessaria per allenarsi con continuità.

Allenare in modo intelligente significa programmare carichi progressivi, curare la qualità del movimento, rispettare i tempi di recupero e integrare lavoro di forza, coordinazione e controllo motorio. Significa anche saper leggere il dolore: non sempre un nemico, ma spesso un segnale che va interpretato prima che diventi un problema.

Il ruolo dell’allenatore è centraleOgni scelta metodologica incide non solo sulla prestazione della settimana, ma sulla disponibilità dell’atleta nei mesi e negli anni successivi. Nel settore giovanile, l’allenatore contribuisce direttamente a costruire (o compromettere) la salute sportiva dei ragazzi. Anche l’atleta deve essere educato, passo dopo passo, a conoscere il proprio corpo.

Distinguere tra fatica utile e segnale di sovraccarico non serve per fermarsi, ma per continuare ad allenarsi meglio e più a lungo.


Il concetto espresso dal preparatore atletico di livello internazionale Tim Gabbett riassume bene questo approccio: train smarter and harder. Allenarsi in modo più intelligente permette, nel tempo, di allenarsi anche più intensamente. Un corpo più stabile e meglio adattato tollera carichi maggiori e risponde meglio agli stimoli.

Nel calcio dilettantistico e giovanile, dove le risorse sono spesso limitate ma il potenziale umano è enorme, costruire una cultura della prevenzione significa investire sulla continuità e sulla crescita reale degli atleti.

Allenarsi meglio per allenarsi di più. Allenarsi in modo intelligente per costruire disponibilità, non solo prestazione.


Dr. Marco Gastaldo

Medico Chirurgo specialista in Fisiatria

Isokinetic Torino

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