Dilettanti
30 Gennaio 2026
RAPPRESENTATIVA UNDER 19 LOMBARDIA • Andrea Agnelli
Nessuna, una, due o tre: decidere quale opzione sia quella giusta, o se una sia migliore dell'altra, è difficile, ma la certezza è che il tema dei fuoriquota sia uno dei più delicati quando si parla di calcio dilettantistico. È giusto obbligare le società a far giocare i propri giovani? E, se sì, da quale età bisogna partire e quante quote bisogna considerare? La risposta a tutte queste domande differisce da regione a regione.
Scritto attaccato o staccato poco cambia, il fuoriquota è un calciatore di una determinata età che la società ha l'obbligo di far giocare. Secondo quali regole? Quelle stabilite a inizio stagione dal comitato di appartenenza. Nel caso della Lombardia, il regolamento stabilisce che in Eccellenza e Promozione le squadre siano costrette a schierare titolare almeno un giocatore nato dopo l'1 gennaio 2005 e almeno uno nato dopo l'1 gennaio 2006. Dalla Prima Categoria in giù, invece, l'obbligo non sussiste. Un tema delicatissimo, che ha sempre visto gli addetti ai lavori divisi in due posizioni:
Posizioni espresse tramite un sondaggio cartaceo fatto dal CRL durante le riunioni con le società verso fine stagione 2024/2025 per capire il parere sull'eventuale presenza (e quantità) di quote. Risultato? «Entrambe le categorie, in larga maggioranza, hanno espresso l’orientamento di mantenere due o tre quote under», come riportato dal presidente Battistini, che durante gli incontri con i club ha introdotto l'argomento presentando l'impatto della riforma dello sport: «In un compenso medio di 10-15 mila euro, l'INPS è di 700 a giocatore, 200 a carico del lavoratore e il restante a carico della società. Tra due stagioni questo dato raddoppierà, quindi non avere le quote vuol dire avere un maggior impatto sul monte ingaggi».
La linea adottata dal Comitato Regionale Lombardia non è comune a tutte le altre regioni, anzi, non essendoci un regolamento unico (la LND ha deciso di rimuovere l'obbligo a livello nazionale, rendendolo facoltativo per ogni regione), le differenze in tutto il paese sono molte. Prendendo in esame i campionati di Eccellenza e Promozione, c'è chi ha deciso di non avere quote e chi ne impiega una, due o tre, differenziandosi però per l'anno di nascita dei giocatori. Al primo gruppo (zero quote) appartengono Trento, Bolzano e l'Emilia-Romagna, mentre particolare è il caso del Friuli-Venezia Giulia: nessun obbligo in Eccellenza, 2 quote in Promozione (un classe 2006 e un 2007). Altro caso unico in tutto il paese è quello della Toscana, che per entrambe le categorie ha deciso di applicare un solo fuoriquota: 2007 in Eccellenza, 2006 in Promozione.
La scelta più comune, invece, è quella che vede l'obbligo di utilizzare due quote. La decisione della Lombardia, l'unica però in questa casistica a preferire i 2005 ai 2007. Regioni come Liguria, Veneto, Marche, Molise, Basilicata, Calabria e Sardegna schierano infatti un classe 2006 e un 2007 in tutti e due i campionati. Sono tre invece le regioni che hanno optato per 2 quote di età differente a seconda della categoria: Sicilia e Puglia schierano un 2006 e un 2007 in Eccellenza, un 2005 e un 2006 in Promozione, il Lazio invece un 2007 e un 2008 in Eccellenza, un 2006 e un 2007 in Promozione.
Esiste infine un gruppo di regioni in cui le quote sono tre. A partire dal Piemonte, l'unica ad adottare le stesse classi per le due categorie: in Eccellenza e in Promozione giocano un 2005, un 2006 e un 2007. Abruzzo e Umbria, invece, hanno deciso di applicare i tre fuoriquota solo in Eccellenza, schierando un 2005, un 2006 e un 2007, mantenendone due in Promo (in Abruzzo un 2004 e un 2005, in Umbria un 2005 e un 2006). Opposto è l'ultimo caso, ovvero quello della Campania, dove i tre giovani sono obbligatori solo in Promozione (un 2006, un 2007 e un 2008), mentre in Eccellenza gli slot sono due, uno per un 2006 e l'altro per un 2007.
Uno scenario in cui, a prescindere dalla categoria ed escludendo Trento, Bolzano ed Emilia-Romagna, dove l'obbligo non esiste, l'albero delle età racconta quindi che la Lombardia è l'unica regione a non considerare i 2007:
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