Under 18
30 Gennaio 2026
Sprigiona curiosità il caso verificatosi nella partita tra Milanese Corvetto e Fatimatraccia, iscritte al girone G di Under 18. L'incontro è stato sospeso per 12 minuti a seguito di un parapiglia scaturito tra un sostenitore della formazione di casa e il fotografo della squadra in trasferta. Soltanto il pronto intervento delle due panchine guidate da Marcello Meggiorin e Marco Celotto - rispettivamente, allenatore della Milanese Corvetto e del Fatimatraccia - ha evitato che la situazione potesse degenerare, consentendo di riprendere e terminare la sfida.
Sabato 24 gennaio è andata in scena la partita Milanese Corvetto-Fatimatraccia, valida per la terza giornata di ritorno del girone G di Under 18. Dagli atti ufficiali di gara, risulta che l'incontro è stato sospeso per 12 minuti in quanto «un sostenitore (dei padroni di casa, nda) metteva le mani addosso ad un fotografo regolarmente ammesso sul terreno di gioco, dando origine ad una rissa tra le squadre». A confermare la dinamica e a fornire ulteriori dettagli è la testimonianza del tecnico del Fatimatraccia, Marco Celotto: «Sul punteggio di 3-2 in favore degli avversari, a circa dieci minuti dalla fine della partita, si è verificato uno screzio tra un signore in tribuna e il nostro fotografo, un ragazzo classe 2008. Lui è molto legato a questo gruppo: fino all'anno scorso giocava con noi, poi ha deciso di concentrarsi sull'altra sua grande passione, la fotografia e la realizzazione di video. Tutte le settimane viene al campo per realizzare degli scatti per gli ex compagni. A un certo punto, questo signore ha chiesto al ragazzo di spostarsi più lato, probabilmente perché aveva la visuale impallata. Ne è scaturito un battibecco, il signore si è avvicinato alla recinzione, ha messo dentro le mani e ha spinto il ragazzo verso di lui. Quando i suoi amici hanno visto ciò che succedeva sono accorsi per togliere le mani dal corpo del ragazzo».
In seguito, anche i giocatori della squadra avversaria si sono avvicinati ed è sorto un parapiglia generale, provocando la sospensione momentanea della partita: «I ragazzi si sono accesi soltanto per difendere il proprio amico, anche se in realtà lui è un ragazzo dolcissimo; non aveva mai avuto problemi di nessun tipo. Tuttavia, per evitare di alimentare gli animi infuocati, io e miei dirigenti abbiamo ordinato a tutti i membri della squadra di rientrare immediatamente negli spogliatoi».
Decisione presa all'unisono con l'allenatore della Milanese Corvetto, Marcello Meggiorin: «Era la cosa migliore da fare in quel momento. Non ho prestato molta attenzione a ciò che è successo fuori dal campo, in quanto ero intento a fornire indicazioni ai miei ragazzi. È stato un episodio strano e inspiegabile: non c'era tensione all'interno del campo e i calciatori di entrambe le squadre si sono affrontate lealmente. Non si è mai contenti di vivere questi episodi, ma ho prontamente invitato i miei ragazzi a uscire dal terreno di gioco per alcuni minuti, finché la situazione non si fosse calmata». Comprovato il ripristino dell'ordine, l'arbitro ha richiamato le squadre in campo per riprendere la contesa, terminata 3-2 per la Milanese Corvetto.
Visto il Codice di Giustizia Sportiva della FIGC, il giudice sportivo ha deliberato quanto segue: