Serie D
04 Febbraio 2026
SERIE D SCANZOROSCIATE • Filippo Belloli, protagonista di questo anno (Foto Scanzorosciate)
Una carriera all'insegna dello stupire, della genialità, di guizzi che scorrono nelle sue vene sin da quando da piccolo rincorreva il pallone sui campi dell'Atletico Cividate. Il racconto di un numero 10, cresciuto con il mito di Del Piero, di un calcio fatto di giocate che spesso nei tatticismi esasperati del mondo di oggi tendono a scomparire. Quella tra Filippo Belloli e il calcio è una storia che dura da una vita e come tale è destinata a restare per anni, fatta di tante soddisfazioni, qualche delusione da cui è cresciuto e un'ambizione che lo ha portato sempre a rimettersi in gioco. Arrivato in punta di piedi a Scanzorosciate, dopo un'annata in ombra tra quella Ciserano che è rimasta parte di lui e una Pro Sesto dove il feeling non è mai totalmente sbocciato, Filippo non ha esitato a diventarne il trascinatore, con 8 reti e giocate a costante profusione. La storia di un ragazzo che vuole continuare a stupire, a rendere grande un gruppo che per lui è praticamente come una famiglia.
Filippo ha sempre avuto capacità sopra la media. Lo sapevano a Cividate, se ne accorge l'Atalanta, che nel 2010 sceglie di portarlo nel proprio vivaio. «Anni di cui ho ricordi stupendi, in cui oltre alla tecnica ti insegnavano prima di tutto l'educazione e il rispetto». Sono 4 anni in cui Filippo dimostra il suo talento, ma nell'estate 2014 per il fantasista bergamasco arriva la prima delusione calcistica, poiché la società orobica preferisce puntare su altri profili, e fare a meno dell'oggi punta di diamante dello Scanzorosciate, scartato perché «troppo piccolo fisicamente. Quando i miei genitori si presentarono al colloquio con la società gli dissero che sarebbe terminata la nostra avventura per questo motivo. Ci rimasi malissimo per mesi». Belloli però ha sempre compensato i centimetri con il genio, il talento, quella visione sopraffina che solo chi ha quel qualcosa in più come lui può pensare di usare in maniera decisiva: Filippo si accasa alla Grumellese, tornando a divertire e divertirsi, per poi passare un anno al Sarnico e ritornare alla base l'anno seguente. «Interruppi quell'avventura per ragioni di carattere logistico. Furono anni importantissimi per la mia crescita: di Grumello ricordo i compagni, persone squisite, ancora oggi ci vediamo a volte». I numeri parlano per lui: dal suo ritorno a Grumello, Filippo è riuscito a realizzare 46 reti in 3 anni, cifre importanti che gli valsero la chiamata della Ciserano Bergamo, che già allora si poneva come uno dei settori giovanili più all'avanguardia del territorio, capace, come sottolinea Filippo, di formare i giovani e renderli poi pronti al salto in prima squadra. La Virtus ha sempre puntato molto sul suo vivaio e ci ha sempre dato tutti i mezzi perché potessimo fare il salto nei grandi". Ad imbastire il suo trasferimento a Ciserano sarà Ilario di Nicola, che ne allenava allora gli Under 16 e che rimase folgorato dal talento di Belloli dopo essersi affrontati in un match in campionato.
Filippo è sempre stato un ragazzo ambizioso, consapevole delle proprie qualità, desideroso di poter fare qualcosa di importante in quel mondo che costituisce una parte inscindibile della sua vita. E tra i motivi che lo hanno spinto ad accettare la corte della Ciserano c'è proprio il voler tornare a quei livelli assaporati ai tempi atalantini, visto che l'Under 17 della sua Grumellese, dove lui nel frattempo sarebbe dovuto salire dopo la grande annata con i 2003, aveva nel frattempo perso il titolo di regionale retrocedendo nei gironi provinciali. Gli inizi in rossoblù, però, non sono semplici: malgrado una rete all'esordio con la Pavoniana e la fiducia riposta in lui sin dall'inizio da mister Guizzetti, Filippo fatica inizialmente ad esprimersi sui livelli della Grumellese. Verso la fine di ottobre, tuttavia, con il gol realizzato contro la Vis Nova, l'ex Sarnico comincia a prendersi di prepotenza la scena, tra invenzioni, strappi e colpi che solo chi ha il suo bagaglio sa mostrare, diventando una figura sempre più fondamentale della formazione titolare. Saranno 8 le reti, assieme a diversi assist, che Filippo mette a referto e che contribuiscono a proiettare la Ciserano in testa alla classifica, prima che la pandemia Covid provochi l'interruzione forzata dei campionati a febbraio: «Eravamo una squadra fortissima, mi sono trovato benissimo. Anche l'anno dopo abbiamo iniziato alla grande, ho segnato subito 5 reti nelle prime 3 partite, prima del secondo blocco dei campionati».
Delle qualità di Filippo però cominciano ad accorgersi in molti in quel di Bergamo: tra questi non può che figurare l'allora allenatore della prima squadra Ivan Delprato, che Belloli tiene a ringraziare a distanza di anni. «Allenatore molto bravo, grazie a lui ho potuto esordire con loro. Mi ha messo nelle condizioni di poter esprimere liberamente il mio modo di giocare, senza grande pressione. Persona a cui devo molto». Ci sono anche parole al miele però nei confronti di tutto il club: «Voglio ringraziare tutta la Ciserano, dal presidente ai vari componenti dello staff per tutto quello che mi hanno dato. È una società ben organizzata, che ti permette di crescere, tra le migliori nella zona. Lì lavorano persone molto preparate, che sanno valorizzare i giovani». E oltre all'attuale tecnico della Castellanzese, a prendere Filippo sotto la propria ala ci sarà anche Riccardo Cazzola, che i più esperti ricorderanno nella sua parentesi in A con l'Atalanta e con un ruolo importante anche in varie squadre tra B e C: «Una persona eccezionale, aveva subito intravisto in me del talento e ha sempre avuto grande stima nei miei confronti. Mi ha fatto capire che avevo potenziale, che dovevo sfruttare le mie qualità». Un attestato di stima importante, che arriva da una figura esperta e abituata a grandi palcoscenici: uno dei tanti volti di prim'ordine che la Virtus annoverava in quelle annate, partendo da Riccardo Nessi, ora all'Ospitaletto, sino ad arrivare a Tonoli, protagonista in Serie B col Modena, senza dimenticare bomber del calibro di Emanuele Bardelloni, per anni alfiere della C, e Marco Bertoli, che dopo essere stato capocannoniere con la Varesina ha ora toccato quota 7 reti con l'Ospitaletto, tanto per fare qualche nome. «Tutti bravissimi ragazzi, ci sentiamo anche adesso. Ho avuto la fortuna di vivere lo spogliatoio con calciatori forti e ragazzi eccezionali e quando uno di loro cambiava squadra si sentiva la mancanza».
Dalla gioia del debutto in D negli istanti finali del match contro il Legnano all'emozione della prima rete siglata contro la Brianza Olginatese: alcune delle tappe per comprendere il percorso di Filippo alla Virtus Ciserano. Tre anni intensi, ricchi di grande soddisfazione, di una centralità nel progetto che lo porta a trovare altri 9 gol nelle due annate successive, così come un ruolo da titolare inamovibile, da elemento insostituibile di quella Virtus capace di ottenere più di semplici permanenze in categoria. Eppure, nell'estate 2024, qualcosa in quel matrimonio che appariva perfetto si rompe e porta Filippo a meditare per la prima volta su un addio.
Se è nel mese di gennaio che Filippo approda alla Pro Sesto, è però giusto ricordare che i primi tentativi per portare Filippo a Milano da parte della formazione di Angellotti risalgono all'estate del 2024. Desideroso di poter compiere una nuova esperienza, Filippo comunica alla società l'intenzione di voler intraprendere quest'avventura, ma la dirigenza del club bergamasco blocca di fatto la trattativa e rimanda tutti i discorsi alla sessione successiva. Belloli rimane dunque a Bergamo e si allena con la solita intensità, voglioso di offrire come sempre il suo contributo: le presenze, però, cominciano a scarseggiare e, già in difficoltà visto la poca continuità, dopo le dimissioni di Delprato arrivate a ridosso della fine del girone di andata, Filippo sceglie definitivamente di andarsene. «Mi sono spesso chiesto perché avessi cominciato a giocare poco. Potevano essere sia ragioni tecnico-tattiche, oppure il fatto che non fossi più una quota che bisognava schierare. Secondo me, però, il motivo principale resta la mancata cessione in estate». Salutato Delpiano, a Bergamo si insedia Giovanni Mussa, che a fine anno riesce poi nell'impresa di salvare i suoi nel vittorioso scontro play-out vinto contro il Caravaggio. Tra i due, però, ci sarà solo un breve colloquio quando il passaggio di Filippo alla Pro Sesto era ormai cosa fatta: «Il mister è arrivato in una situazione difficile, ha scelto di ripartire da quei 14-15 giocatori che avevano trovato maggiore spazio, gli altri si sono trovati un po' ai margini. Qualche giorno prima che partissi ci siamo visti ma ormai la trattativa era definita».
Quella alla Pro Sesto è però un'esperienza che Filippo stesso definisce «certamente non la mia miglior annata. Sono arrivato in un club storico, per me era un onore poter vestire una maglia di questo prestigio, e anche col mister mi son trovato bene. Il problema è che arrivavo in una Pro Sesto completamente in ricostruzione dopo che era stata retrocessa l'anno prima e che quell'anno si trovava in una situazione difficile a livello dirigenziale, mentre in campo non avevamo continuità di risultati, malgrado esprimessimo un gioco di livello». Tra le ragioni che opacizzano ulteriormente una mesta stagione fatta di 14 gettoni senza reti ce n'è una di natura caratteriale: «Sono una persona piuttosto timida, per me non è facile insediarsi in una squadra a stagione in corso. Ho bisogno di tempo per capire come lavorare e ambientarmi. Però ci sono anche degli aspetti positivi che porto dietro».
Un amore nato nell'estate scorsa, con la chiamata del direttore Campi, che ha dimostrato di avere fiducia in un ragazzo reduce da una stagione difficile e di volergli dare un ruolo centrale in quella squadra desiderosa di riassestarsi in D dopo un lungo purgatorio. Filippo, nel frattempo, osserva e si avvicina alla realtà giallorossa, nel mentre impegnata nel percorso play-off per conquistare il massimo campionato dilettantistico: «La Domenica quando riuscivo sono sempre andato a vedere le partite degli spareggi. Stiamo parlando di una squadra che qui nella bergamasca ha sempre avuto considerazione per i suoi trascorsi, e poi ero curioso di vedere come lavorava mister Delpiano, tra i migliori tecnici della zona». Con l'allenatore di Settimo Torinese, il rendimento di Filippo sta raggiungendo picchi importanti: l'ex condottiero dell'Olginatese ha saputo valorizzare a pieno Belloli nei vari sistemi di gioco fin qui adottati, come si può evincere dalle 8 reti fin qui messe a referto. «Voglio ringraziare veramente tanto il mister per quello che mi sta dando. È una persona straordinaria, che anche a livello umano ti trasmette tanto. In campo io assisto le punte nel 3-5-2 mentre quando giochiamo 3-4-2-1 agisco sulla destra, perché così sono già orientato verso la porta e so risultare più imprevedibile; partendo da sinistra, invece, i difensori mi chiuderebbero il destro pensando che quasi certamente io cerchi di rientrare e calciare».
A Scanzorosciate Filippo ha ritrovato il sorriso, ma soprattutto un altro, splendido gruppo squadra come quello che ricorda con affetto se pensa a Ciserano: «Qui in giallorosso mi sento centrale nel progetto, è un organico composto da giocatori di livello, ma soprattutto da persone esemplari. Molti lavorano 8 ore, poi vengono la sera al campo e si allenano con una fame e una dedizione lodevoli». Una coesione che si traduce nel ruolino di marcia che lo Scanzorosciate è riuscito a trovare dopo un inizio di stagione complicato, una fisiologica fase di ambientamento in una categoria complicata come la Serie D: in questo 2026 lo Scanzorosciate è reduce da 2 pareggi contro corazzate come Chievo e Milan e 3 successi consecutivi, tra cui spicca quello su un'altra pretendente per le posizioni più alte come il Brusaporto.
Se è vero che attualmente i bergamaschi occupano una posizione di classifica che gli garantirebbe la permanenza in categoria, bisogna pur sempre ricordare che la strada è ancora lunga. Filippo però lo sa bene, l'ambizione e la voglia di fare sono prerogative che lui ha sempre cercato di mettere in ogni situazione, assieme a quella magia e al talento che giornata dopo giornata gli consentono di distinguersi sempre più. La strada è lunga, dicevamo. Ma con un Belloli così ogni sogno può diventare realtà.