Promozione
04 Febbraio 2026
PROMOZIONE SCARIONI •Riccardo Pedrini ai tempi della Tritium
Trovare la forza per rialzarsi non è mai semplice. Specie se il calcio ti mette a dura prova, con 3 gravi infortuni nel giro di 5 anni, specie se questi arrivano nel momento in cui la tua carriera sembra in ascesa o acuiscono un periodo già di per sé complicato con la tua squadra di club a livello di risultati. Lui, però, ha saputo lottare e combattere ogni difficoltà con la stessa grinta con cui fronteggia gli attaccanti in campo, allenandosi duramente con quell'applicazione e quella serietà con cui ha saputo contraddistinguersi negli anni. La storia di Riccardo Pedrini non è un racconto qualunque di una carriera come le altre: è la storia di un ragazzo che ha vinto un'Eccellenza da protagonista ma che ha anche conosciuto il sapore della tristezza, la difficoltà nello stare lontano da quel rettangolo verde che per lui costituisce una seconda casa, ma che non ha mai smesso di sognare, continuando a rincorrere la propria passione, gettando il cuore oltre l'ostacolo, come ci ha sempre abituati in campo tra corse per raddoppiare l'esterno avversario e improbabili colpi di testa per anticipare i bomber rivali. E anche ora che si appresta a fare nuovamente il suo esordio in campo con la Scarioni, Riccardo ha l'ambizione di scrivere una pagina di storia anche per la società milanese, come aveva già fatto a suo tempo con la Tritium, per provare a tornare più in alto possibile, riconquistando quei successi che non può che meritare.
In una famiglia da sempre appassionata di calcio, col fratello maggiore che praticava lo sport, per Riccardo l'avvicinamento al mondo del pallone è stata una tappa naturale nel suo percorso di vita: per lui i primi calci avvengono all'età di 6 anni, al Trecella, prima di trascorrere un anno circa ad Inzago, suo paese d'origine e approdare la stagione successiva nei Pulcini della Tritium. Un salto non casuale, che denota come già da piccolo Riccardo avesse dimostrato delle doti calcistiche non comuni e superiori alla media, in un periodo in cui la Tritium si prefigurava come una delle realtà più all'avanguardia sia a livello di settore giovanile che di Prima squadra: siamo nell'estate 2010, dopo che il club biancoazzurro aveva conquistato il semiprofessionismo dominando il girone B di Serie D e che quell'anno avrebbe poi compiuto una nuova impresa vincendo C2 e Supercoppa di categoria e approdando in C1.
Sei anni importanti in un settore giovanile prestigioso, malgrado il fallimento e le difficoltà economiche che colpiscono i trezzesi tra il 2013 e il 2014 e che comportano un conseguente declassamento del proprio vivaio dai Nazionali ai Provinciali: per Riccardo si tratta di un ciclo in cui ha mostrato prestazioni importanti, che nel 2016 gli valgono il pass per il vivaio della Giana, già ai tempi importante punto di riferimento per il calcio lombardo. «Ci sono stato tre anni, è stato un periodo bellissimo, la domenica giravamo il Nord Italia per le partite. Giana è sinonimo di organizzazione sotto tutti i punti di vista, a partire già dal centro sportivo dove lavoravamo: oggi in molti hanno strutture simili ma all'epoca non era cosa scontata per tutti». Un triennio in cui i biancoazzurri ottengono discreti risultati a livello giovanile e in cui Pedrini trova una buona continuità, trovando anche una rete alla seconda stagione con la Giana nella vittoria per 3-0 sul Sudtirol.
Dopo tre stagioni complessivamente soddisfacenti, l'avventura con la formazione di Gorgonzola si chiude in maniera sfortunata per Riccardo: nell'estate 2019, il difensore incorre infatti in un grave infortunio che sembra poter mettere un brusco freno alla fin lì comunque rapida ascesa calcistica. «La società mi aveva riconfermato, ma giocando con gli amici ho rotto il malleolo tibiale, sono stato operato e mi hanno dovuto inserire due viti. Il giorno della presentazione sono dunque arrivato con il gesso e le stampelle: non sapevo quando sarei rientrato e loro non se la sono sentita di tenere un giocatore alle prese con un infortunio come il mio e con questi tempi di recupero».
Per Pedrini si prospetta dunque un ritorno in quella Tritium con cui era cresciuto: nell'anno in cui la società bergamasca disputa il primo campionato di Serie D del nuovo corso, Riccardo vi ritorna per far parte della formazione Under 19 Nazionale, con cui ritorna a calcare il rettangolo verde a gennaio in occasione della vittoria contro il Villa Valle e dove avviene l'incontro con una figura indubbiamente importante per la sua maturazione calcistica: «Quegli anni sono stato allenato da Mauro Calvi, tecnico da cui ho imparato molto e con cui mi sono trovato benissimo, nelle giovanili non è scontato che tra giocatore e allenatore si crei questo tipo di rapporto. Mi ha permesso di crescere mentalmente, facendomi capire che ero nell'età in cui o riesci a fare il salto in Prima squadra oppure è difficile che tu riesca a fare qualcosa di importante negli anni a venire».
Riccardo torna in campo e trova una discreta continuità di rendimento, prima che l'interruzione forzata dovuta allo scoppio del Covid provochi nel mese di febbraio lo stop dei campionati, con una Tritium in terza posizione e in piena lotta per i posti validi per gli spareggi Nazionali; è inoltre il periodo in cui Pedrini subisce una nuova operazione, questa volta per rimuovere le viti che gli erano state inserite mesi prima nella tibia: «Quando ti capita una situazione come la mia cominci a comprendere quanto importante siano la prevenzione e lo stretching, da molti trascurato. Sono momenti complicati, al termine dei quali devi comprendere se vuoi tornare a giocare e provare a superare eventuali paure di nuovi infortuni».
SEGRATE, L'ESORDIO COI GRANDI E UN'ECCELLENZA VINTA DA PROTAGONISTA
Nel corso della pandemia Riccardo lavora duro per farsi trovare nuovamente pronto e, integrato stabilmente con la Juniores, disputa tre prestazioni di livello prima dell'interruzione di tutti i campionati giovanili dovuta al Covid; nel frattempo, però, il giovane inzaghese ha modo di assaggiare il calcio dei "grandi". Lo fa dapprima con la Prima squadra della Tritium, con la quale ha la possibilità di allenarsi e collezionare qualche panchina in Serie D, per poi vivere la stagione 2021-22 in prestito al Segrate, con cui colleziona 21 presenze in Promozione contribuendo alla salvezza della squadra.
L'anno dell'esplosione è, però, il successivo: rientrato a Trezzo, Riccardo non esita a guadagnarsi la fiducia del tecnico Daniele Di Blasio, diventando un punto fermo assoluto dell'11 titolare capace di dominare il girone B di Eccellenza e di ritornare in Serie D macinando record su record, dal miglior attacco alla difesa meno battuta solo per citarne alcuni. «Ricordo molto volentieri quella stagione, è stato un bell'anno, mi sono trovato bene con il gruppo. Era una squadra forte, in difesa con me c'era gente come Bertaglio e Scietti che ti spronava molto in partita e da cui ho cercato di imparare».
Preciso, attento, tatticamente intelligentissimo, Pedrini a Trezzo è riuscito inoltre ad affinare le sue caratteristiche e a rivelarsi un elemento duttile e utilizzabile in diversi sistemi di gioco: capace di giocare sia in una difesa a 3 che a 4, Pedrini è stato impiegato soprattutto in quest'ultimo schieramento, giocando come terzino sinistro ai tempi della Giana, per poi occupare la posizione di centrale al Segrate e di spostarsi sulla destra con Di Blasio in occasione del campionato vinto. Volto principalmente alla fase difensiva, Pedrini è un giocatore che spicca per qualità come l'abilità nel gioco aereo e la capacità di battere le rimesse laterali: dotato di un lancio molto lungo, il terzino di Inzago ha realizzato quell'anno ben 6 assist direttamente da rimessa laterale, tra cui quello a Ortelli nel match vinto per 2-0 contro il Mapello o il pallone servito a Schingo per chiudere i conti contro il Manara.
Malgrado fosse stato uno dei protagonisti assoluti della promozione in Serie D, sinonimo di garanzia, affidabilità e continuità di prestazioni, Pedrini non farà però parte della rosa che nell'estate 2023 si apprestava a tornare nel massimo campionato dilettantistico dopo un solo anno di purgatorio in Eccellenza. Una scelta che ha lasciato in molti perplessi, ma comprensibile alla luce della regola dei 3 Under che da qualche tempo vige in Serie D, come spiega lo stesso neo-acquisto della Scarioni: «Le società scelgono generalmente di schierare i giovani o in porta o nel ruolo di terzino, cioè il mio. Noi tra i pali avevamo un'istituzione come Paolo Acerbis, e dunque la scelta è alla fine ricaduta su di me».
Lasciata Trezzo, per Riccardo Pedrini si profila la possibilità di un'altra esperienza in Eccellenza: arrivato all'ambiziosa Forza e Costanza, il classe 2002 non esita a trovare subito una maglia da titolare, trovando anche la rete nell'indimenticabile 4-5 con cui la formazione martinenghese ha estromesso la Leon dalla Coppa Italia di categoria. I bianconeri, però, non riusciranno a mantenere fede ai buoni propositi di inizio stagione, con una stagione che si rivela per loro complicata e che termina con un'amara retrocessione in Promozione, in un'annata che si rivela complicata anche per Riccardo, che a novembre incorre in un infortunio ai legamenti: «Sono rientrato solo ad aprile, in un momento complicato per la squadra che non è riuscita a salvarsi. L'anno successivo sono rimasto, ma hanno cambiato 18 giocatori. Non è mai facile trovare subito continuità di risultati e un'identità di squadra quando il gruppo viene quasi rivoluzionato».
In Promozione Pedrini trova discreta continuità, ma la sua stagione si interrompe bruscamente quando il 23 marzo incorre in un nuovo, grave infortunio, con la rottura dei legamenti del ginocchio e del menisco: «Ad aprile sono stato operato, poi la società non se la sentiva di tenere un giocatore che non si sapeva quando sarebbe rientrato e a fine stagione mi sono dunque svincolato. Ho continuato ad allenarmi per ritrovare la condizione in attesa di potermi aggregare ad una squadra.
Riccardo continua a lavorare sodo, si profonde con impegno e determinazione nell'opera di riabilitazione e, mese dopo mese, sembra per lui potesse essere arrivato il momento di tornare in campo per ritrovare definitivamente la condizione e tornare a dominare gli attaccanti avversari sul rettangolo verde. «Il mio fisioterapista mi aveva detto di cominciare a trovarmi una squadra con cui allenarmi individualmente, per poi cominciare ad inserirmi gradualmente in gruppo. Ho contattato personalmente le società che quest'estate mi avevano cercato, chiedendo loro se fossero interessate ad accogliere un profilo come il mio: mi sono occupato io della questione perché a differenza di altri giocatori non ho un procuratore sportivo che mi segue; in alcuni casi una figura che ti aiuta può servire, ma è anche vero che oggi è difficile trovare delle agenzie serie o agenti che non ti chiedano una percentuale del tuo stipendio. Ho fatto diversi colloqui e alla fine la scelta è ricaduta sulla Scarioni». Tra l'inzaghese e la storica società milanese il feeling sembra essere nato subito: i neopromossi orange, per quanto partiti con l'iniziale obiettivo della salvezza, si sono in realtà rivelati una delle più liete sorprese del girone, con un ruolino di marcia sin qui superlativo che ha permesso loro di insediarsi sin da subito nelle zone alte della classifica e ritrovandosi ora a -3 punti dalla vetta occupata dalla Speranza Agrate.
Riccardo non ha ancora debuttato, ma è pronto più che mai a dare il suo contributo, spinto da quella fame e da quell'ambizione che negli anni ne ha contraddistinto il percorso e gli ha permesso di togliersi diverse soddisfazioni: «Spero di rivivere una stagione come quella fatta con la Tritium, mi auguro di poter salire il più in alto possibile e di rigiocare l'Eccellenza». Pochi proclami, da parte di un ragazzo serio, maturo, coi piedi per terra, da sempre abituato a far parlare il campo: Riccardo Pedrini è finalmente tornato.