Under 18
05 Febbraio 2026
UNDER 18 IRIS · Il difensore classe 2008 Tommaso Cavicchioli
Non tutte le stagioni seguono una linea retta. Quella di Tommaso Cavicchioli, però, fin qui aveva preso una direzione chiarissima: titolarità, continuità e un ruolo centrale nella difesa dell’Iris, capolista imbattuta e miglior retroguardia del girone con appena 12 gol subiti. Adesso però, giunti a metà del percorso, è il momento di prendere una deviazione: il difensore classe 2008 volerà in Canada per motivi di studio e vi rimarrà per sei mesi, dovendo così interrompere (almeno per il momento) la sua avventura in maglia bianconera. Il rientro è previsto a fine giugno, proprio nel periodo in cui si disputeranno le fasi nazionali del campionato... Il resto, come spesso accade nel calcio, resta tutto da scrivere.
Una scelta difficile, ma ben ponderata. «La decisione di andare a fare questa esperienza in Canada l’ho presa un anno fa» racconta Cavicchioli, reduce da una stagione di altissimo livello con l’Iris: 14 presenze da titolare inamovibile, 1240 minuti giocati e anche un gol messo a segno. Una cavalcata fin qui straordinaria, costruita giorno dopo giorno, anche grazie al clima creato all’interno dello spogliatoio: «La cosa più bella del tecnico Vigorito è che tiene tantissimo ai rapporti umani, ti entra sotto pelle». Alla base dei numeri difensivi da record non c’è nulla di casuale: «Ci muoviamo così bene in campo perché siamo un vero gruppo: ragioniamo mettendo la squadra al primo posto e lottiamo l’uno per l’altro». Inevitabile un pizzico di rammarico nel partire proprio ora: «C’è rimpianto nel lasciare quando eravamo primi, anche perché erano arrivati tanti innesti che alzeranno ulteriormente il livello tecnico della squadra», ma la scelta resta chiara: «Avevo deciso di fare questa esperienza per mettermi in gioco». In Canada, Cavicchioli, non vuole fermarsi: «Sto già cercando una squadra qui, altrimenti quando torno tra sei mesi il nostro preparatore atletico mi distrugge (ride, ndr)». Il rientro è previsto a fine giugno, poi tutto è aperto: «Quando tornerò dovrò pensare anche all’università e capire cosa fare, penso che mi confronterò anche con l’allenatore». Il legame resta fortissimo: «Per me è quasi come un padre, lo conosco da quando andavo alle elementari. L’Iris è una famiglia: con molti compagni ci conosciamo da quando siamo piccoli e il rapporto che abbiamo costruito vestendo questa maglia è qualcosa di speciale».
Una stagione che prende forma fin dai primi giorni di lavoro. Il ritiro estivo è il punto di partenza di un percorso cresciuto settimana dopo settimana: «All’inizio ci siamo conosciuti davvero e abbiamo messo in chiaro alcune cose: bisognava lavorare sodo, non era più una cosa da poter prendere alla leggera». La svolta passa anche dall’organizzazione dello staff, dal preparatore all’introduzione di nuovi strumenti come la VEO e l’analisi video nel weekend, affidata al match analyst Emanuele Brazzoli: «Questa cosa ci ha fatto svoltare, ora ci muoviamo sapendo sempre cosa fare». I primi segnali arrivano già alla prima giornata, con la vittoria per 1-0 sul campo del Mazzo, una partita che offre subito una grande dimostrazione di carattere e determinazione. In mezzo al grande lavoro quotidiano c’è spazio anche per il lato più leggero: juventino dichiarato, Cavicchioli prende Cristiano Ronaldo come riferimento per ossessione e mentalità e, quando dalla difesa si sgancia palla al piede mostrando le sue qualità tecniche, l’allenatore lo chiama scherzosamente “Yildiz”. Il vero punto di svolta della stagione, secondo il difensore bianconero, rimane però il 2-2 con la Real Trezzano: «Siamo rientrati sotto nel punteggio, nello spogliatoio abbiamo parlato e ci siamo detti che, se volevamo fare qualcosa di importante, dovevamo cambiare marcia». Da quel momento la scintilla è scoccata e il fuoco non si è più spento: l’asticella si è alzata e l’Iris ha iniziato a viaggiare su ritmi sempre più alti. Adesso tutto è apparecchiato per un finale di stagione che promette fuoco e fiamme.