Eccellenza
06 Febbraio 2026
ALESSANDRIA-CUNEO OLMO COPPA ECCELLENZA - I seggiolini divelti nella gradinata Nord dello stadio Silvio Piola di Vercelli
La F.C. Pro Vercelli 1892 torna a intervenire in modo deciso sulla vicenda legata alla finale di Coppa di Eccellenza Piemonte-Valle d’Aosta tra Alessandria e Cuneo Olmo, disputata mercoledì sera allo Stadio Silvio Piola e conclusasi con gravi episodi di vandalismo che hanno danneggiato la struttura. Dopo un primo comunicato nella mattinata di giovedì 5 di ferma condanna per quanto accaduto sugli spalti e nei settori dello stadio, la società vercellese ha ritenuto necessario diffondere una seconda nota ufficiale per chiarire in modo puntuale le circostanze che hanno portato alla concessione dell’impianto di via Massaua. Un chiarimento che, letto attentamente, appare come una presa di distanza netta da una decisione che la Pro Vercelli non rivendica come propria.
I CHIARIMENTI DELLA PRO VERCELLI
«A seguito delle reazioni e delle interpretazioni emerse dopo il comunicato pubblicato nella mattinata odierna, la F.C. Pro Vercelli 1892 ritiene opportuno fornire alcuni chiarimenti». È con queste parole che il club apre una spiegazione che nasce dalla necessità di rispondere alle polemiche e alle letture critiche circolate nelle ore successive alla finale, soprattutto in relazione alla scelta dello stadio come sede dell’atto conclusivo della competizione regionale. Il punto centrale del comunicato è chiarissimo e viene ribadito senza ambiguità: «La Società precisa che la concessione dello Stadio "Silvio Piola" per la gara disputata ieri non è stata il risultato di una scelta autonoma o discrezionale da parte della Pro Vercelli, né tantomeno di una volontà di favorire alcuna delle parti coinvolte». Una frase che rappresenta il cuore della posizione del club e che sembra voler respingere con forza qualsiasi accusa di corresponsabilità o di superficialità nella gestione dell’evento.
LE PERPLESSITÀ MANIFESTATE
La Pro Vercelli sottolinea infatti come, ben prima della gara, fossero state manifestate serie perplessità legate all’opportunità di ospitare la finale. «La F.C. Pro Vercelli 1892, infatti, in più occasioni ha rappresentato alle autorità competenti le criticità esistenti, sia sotto il profilo dell’ordine pubblico sia sotto quello logistico e organizzativo». Un passaggio che assume un peso specifico rilevante alla luce dei fatti avvenuti mercoledì sera, quando una parte della tifoseria alessandrina si è resa protagonista di atti vandalici all’interno dello stadio. Non si tratterebbe, quindi, di osservazioni generiche o tardive, ma di segnalazioni reiterate e motivate. La società precisa inoltre di averlo fatto «utilizzando sia i canali ufficiali previsti sia interlocuzioni dirette, con l’obiettivo di tutelare l’impianto sportivo e garantire il corretto svolgimento dell’evento». Una puntualizzazione che rafforza l’idea di un club attento alla salvaguardia del proprio stadio e consapevole delle delicate implicazioni legate a una partita considerata a rischio.
UNA RICHIESTA DELLE ISTITUZIONI «SUBITA»
Secondo quanto emerge dal comunicato, la decisione finale non sarebbe quindi maturata all’interno della società, ma sarebbe stata il frutto di pressioni esterne. «A fronte delle insistenti richieste pervenute da parte delle Istituzioni, la Società si è trovata ad accettare una soluzione che, pur non essendo quella auspicata inizialmente, è stata adottata nel rispetto del proprio ruolo e delle indicazioni ricevute». Un passaggio che lascia trasparire come la concessione dello Stadio Piola sia stata vissuta più come un atto dovuto che come una scelta condivisa. I timori espressi alla vigilia trovano purtroppo riscontro in quanto accaduto dopo il fischio finale della gara di Coppa di Eccellenza Piemonte-Valle d'Aosta. I danni causati allo stadio rappresentano, per la Pro Vercelli, un fatto grave e intollerabile: «I danni riscontrati allo Stadio “Silvio Piola” rappresentano un episodio che la F.C. Pro Vercelli 1892 condanna fermamente, ribadendo il proprio impegno costante nella tutela dello stadio, della città e della propria storia sportiva».
LA RICHIESTA DI SPIEGAZIONI
Parole che richiamano non solo la funzione sportiva dell’impianto, ma anche il suo valore simbolico e identitario per Vercelli e per una delle società più gloriose del calcio italiano. In questo senso, la presa di posizione del club appare come una difesa del proprio patrimonio e, al tempo stesso, come una richiesta implicita di maggiore attenzione nella gestione di eventi futuri. Il comunicato della Pro Vercelli si chiude con un auspicio chiaro: «La Società confida che quanto sopra contribuisca a fare chiarezza e a ristabilire una corretta lettura dei fatti». Un invito a rileggere l’intera vicenda alla luce delle responsabilità effettive e delle segnalazioni preventive che, secondo la Pro Vercelli, non sarebbero state sufficientemente tenute in considerazione.
GLI STRASCICHI
Alla luce di quanto accaduto, la finale Alessandria-Cuneo Olmo rischia dunque di lasciare strascichi non solo sul piano sportivo, ma anche su quello istituzionale e organizzativo, aprendo una riflessione più ampia sulla scelta delle sedi, sulla sicurezza e sulla tutela degli impianti storici del calcio piemontese. Per intanto si registra la totale assenza di prese di posizione del Comitato Regionale FIGC-LND Piemonte-Valle d'Aosta, che ha organizzato l'evento. Gli esponenti di quest'ultima istituzione erano presenti in forza allo stadio Piola con molteplici accrediti a loro riservati e il presidente Mauro Foschia è stato in prima fila nelle premiazioni, come di consueto sempre molto attento a far risaltare mediaticamente la propria figura. Chiaramente i problemi al sito ufficiale della LND Piemonte-Valle d'Aosta (sotto attacco informatico) avranno influito e c'è da scommettere che non appena saranno risolti Foschia e soci porgeranno le loro dovute scuse alla Pro Vercelli e alla Città di Vercelli (il cui sindaco Roberto Scheda nella giornata di giovedì 5 si è infuriato non poco).