Serie D
11 Febbraio 2026
SERIE D CASATESE MERATE •Riccardo Crotti (foto Casatese)
Una favola lunghissima, con pagine e capitoli che si riempiono di storie e colori giorno dopo giorno. Un racconto che ha ormai preso forma 15 anni fa, un forziere che contiene al suo interno gioie, curiosità, emozioni indelebili e anche momenti più difficili. Una scalata continua, che ha preso forma lentamente, frutto di lavoro, sudore, impegno, dedizione instancabile, che accomunate a un talento che pochi possono avere ha dato vita ad uno dei calciatori più interessanti del panorama lombardo. Un ragazzo che è cresciuto tra Inter e Monza, facendo già intravedere di che pasta fosse, che in soli 18 anni si è reso decisivo in un derby, che ha indossato la fascia di capitano della sua squadra, che ha debuttato in Serie D ed è diventato un punto fermo della Casatese Merate: Riccardo Crotti sta diventando sempre più grande giorno dopo giorno, e vuole tenere aperto quel libro in cui, siamo certi, nei prossimi anni ci sarà veramente ancora tanto da scrivere.
I primi calci in quella società, la Manara, che per lui diventerà più che un semplice club, prima di passare all'Inter, grazie ad un suo tecnico ai tempi di Barzanò passato anch'egli in nerazzurro, per poi approdare a Monza nell'autunno del 2019. Un percorso che ha permesso a Riccardo di formarsi, di confrontarsi con quelle realtà di alto livello in cui ha sempre dimostrato di poter stare, di conoscere la cultura del lavoro: «Eravamo piccoli, ma ci allenavamo con quell'attenzione, con quella fame, con l'intensità che caratterizzano i più grandi. Sono esperienze che ti lasciano tanto sia sotto il profilo calcistico che quello umano». Non è invece altrettanto contento il difensore della Casatese Merate dei suoi trascorsi a Lecco vissuti dopo la pandemia: «Non mi sono trovato per nulla bene, né con il tecnico né con i compagni. C'era tanta disorganizzazione, in allenamento non c'era serietà, molta superficialità nelle decisioni. Un'avventura che sono contento sia terminata dopo poco tempo».
Riccardo sente il bisogno di ritrovare quel sorriso, quell'emozione, parola che ritorna spesso nella chiacchierata, quel fuoco che lo caratterizza quando si trova sul terreno di gioco. Sentimenti che non si possono che avvertire in quella che si sente come la propria casa, la culla in cui è iniziato un sogno che ancora oggi sta vivendo e provando a tradurre totalmente in una bellissima realtà. Nel settore giovanile della formazione di Barzanò il giovane Crotti si pone subito come elemento fondamentale per le sue formazioni, mettendo a referto 80 apparizioni impreziosite da 10 marcature.
«Mi hanno accolto tutti benissimo, mi sono trovato bene con tutti i mister ma vorrei ricordare in particolare Domenico Pelucchi, che ho avuto l'anno di Under 17 Elite, per tutti noi "Dodo". Una persona a cui sono legatissimo, che ha creduto in me e che ancora oggi ho il piacere di sentire spesso». E di questi splendidi 3 anni con le giovanili, c'è un episodio che Riccardo ricorda ancora oggi con la felicità di chi l'ha vissuto sul momento, consapevole di aver regalato qualcosa di grande al suo pubblico in quella che non è stata, né è o sarà in futuro una semplice partita: «Tra Manara e Olginatese c'è sempre stata una certa rivalità, e per noi il derby era veramente sentito. Era domenica 26 novembre 2023, una sfida di alta classifica: al 90' perdevamo 1-2, poi nel recupero siamo riusciti a ribaltarla, anche grazie alla mia rete del pareggio. Poter segnare in questa gara assume un sapore unico, è stato magico».
Una stagione di altissimo livello con l'Under 17, continuità di prestazioni e una maturità nel modo di giocare non comune per la sua età: nonostante i soli 17 anni, nell'estate del 2024 per Riccardo Crotti si spalanca la possibilità di entrare direttamente nelle fila della Prima squadra senza passare dalla Juniores (in cui comunque scenderà per aiutare in 4 situazioni, collezionando 3 reti). Una proposta che partì direttamente dalla dirigenza, un ulteriore, inequivocabile segno del valore del ragazzo, che, oggi più che mai, si dimostra pienamente soddisfatto di aver colto quella grande opportunità: «Ne parlai anche con i miei genitori e alcuni compagni e tutti mi convinsero ad accettare. A distanza di tempo posso dirti che un anno con una prima squadra ti permette di crescere e maturare sotto ogni aspetto, migliori sul piano fisico, dell'intensità e delle scelte, dove è fondamentale la cura di ogni dettaglio. Il calcio di una categoria Allievi o Juniores e quello coi "grandi" sono quasi due sport diversi».
L'esordio per Riccardo avviene nella sconfitta interna per 1-3 contro il Codogno, che l'anno prima aveva troneggiato nel suo girone di Promozione e si presentava ai nastri di partenza dell'Eccellenza con ambizione, fame e voglia di replicare un'altra impresa. Malgrado il passivo, per il difensore classe 2007 resta comunque un'esperienza splendida da conservare nello scrigno del proprio cuore: «Ricordo che quella partita fui schierato al centro della difesa assieme a Luca De Lisio, un difensore forte, con grande esperienza, che ha vent'anni più di me. Ero emozionato, per me era un onore poter giocare accanto a lui: ero emozionato, ma mi ha dato un sacco di consigli e mi ha aiutato molto a crescere e migliorare».
Ritornata in Eccellenza dopo un anno di purgatorio in Promozione conclusosi con secondo posto nel gruppo B e vittoria della Coppa di categoria, la Manara inizia la stagione mediocremente, per poi tuttavia incappare in una striscia di risultati negativi che saranno il preludio alla retrocessione finale: «Quando il gruppo è molto giovane e arrivano le prime difficoltà, può essere difficile avere la forza per riprendersi. Noi inizialmente eravamo uniti, poi abbiamo cominciato a perdere le nostre certezze e sfaldarci. Sul finire di stagione abbiamo avuto una reazione, ma non è stato sufficiente per rimanere in Eccellenza, ma al di là degli ostacoli che abbiamo affrontato per me è stata un'annata molto formativa».
A Barzanò, pur in un anno complessivamente complicato, c'è una stella che ha sempre brillato nel cielo, quella di Riccardo Crotti, a cui sia Castagna prima che Sibio subentratogli poi daranno spesso fiducia: «Da entrambi ho imparato molto, vorrei ringraziarli tanto per quello che mi hanno dato. Sibio poi lo ho avuto anche come allenatore ai tempi del Monza e grazie a lui ho potuto vivere l'emozione di indossare la fascia di capitano del Manara: non lo dimenticherò mai». Già, in occasione della vittoria per 3-2 dei biancoazzurri sulla Colognese del 9 febbraio 2025, l'ex Inter viene insignito della fascia della squadra con cui è cresciuto e diventato grande: sinonimo di personalità, di leader silenzioso, di imprescindibilità malgrado avesse soltanto 17 anni. E anche per questo, ricordando con commozione e gioia i suoi trascorsi nella formazione lecchese, Riccardo spende parole splendide per quella Manara che non sarà mai un semplice club: «Sono entrato da loro quando ero piccolo, mi hanno riaccolto a braccia aperte dopo il periodo negativo a Lecco e mi hanno permesso di esaudire dei sogni. Non potrò mai ringraziarli abbastanza per quello che hanno fatto, sono una grande società e faranno sempre parte di me per avermi reso ciò che sono».
Se è vero che il trasferimento di Riccardo alla Casatese si concretizza durante la sessione estiva, i primi contatti tra le parti erano però già stati avviati a marzo dello scorso anno. Il talento di Crotti non poteva infatti restare inosservato dinnanzi all'esperienza di Alberto Rho, ds della formazione rossoblù, senz'altro uno dei massimi artefici del percorso di crescita della Casatese in queste stagioni, e rimasto subito colpito dalle grandi qualità del giovane: «All'inizio il suo fu un semplice sondaggio informativo, per sapere come stesse andando la mia stagione col Manara, poi col passare del tempo i contatti si intensificarono e verso aprile mi propose di allenarmi un paio di settimane con la Casatese Merate».
Riccardo si trova subito benissimo con tutti, dallo staff sino ai compagni, e comincia a toccare con mano che cosa significhi far parte di una squadra di Serie D: «Come l'anno prima avevo all'inizio avvertito lo stacco tra giovanili e prima squadra, accadde lo stesso quando passi a lavorare da una squadra di Eccellenza a una di Serie D. La cura dei dettagli che c'era a Manara è ulteriormente approfondita a Merate, qua lavoriamo in modo maniacale su ogni aspetto, anche su quelli che in un'Eccellenza possono magari venir trascurati». Le ottime impressioni dopo i primi contatti col mondo meratese portano Crotti nelle settimane successive ad accettare senza esitazioni la proposta di trasferimento del ds Rho, diventando a tutti gli effetti un giocatore rossoblù. «Sono originario di queste zone e per me la Casatese Merate è sempre stata un modello da seguire come società, entrarvi a far parte significava aggiungere una prima, fondamentale tappa al mio percorso. Per me anche solo allenarmi con loro era un grande onore; poter entrare a far parte della squadra è una soddisfazione unica».
L'ottimo ritiro estivo svolto, la grande capacità di inserimento all'interno degli schemi tattici di Commisso, l'umiltà e la voglia di lavorare per diventare sempre più forte: Riccardo ha tutti gli elementi per recitare un ruolo da protagonista anche alla Casatese, di cui sarà subito titolare nel corso delle prime uscite stagionali, in cui Commisso lo impiega come terzino destro della sua difesa a 4. Le prestazioni sono ottime, ma un brutto infortunio rimediato ad ottobre durante una sessione di allenamento interrompe bruscamente quella che sembrava una netta ascesa nel massimo campionato dilettantistico: «Ho subìto un colpo che ha comportato la rottura della clavicola. Non è stato certo un periodo facile: restare fuori, non poter aiutare la squadra, tutte cose che mi facevano molto male. È stato però un periodo in cui sono cresciuto e non ho mai smesso di allenarmi e lavorare con la massima attenzione su tutti i dettagli per ritrovare la condizione e mettermi a disposizione quando sarei stato nuovamente convocabile».
Il ritorno in campo, foriero di nuove, intense emozioni, coincide con il beffardo pareggio casalingo contro il Caldiero, dove Riccardo è autore di una discreta prestazione; dopo due panchine, arriva poi un'altra gara da titolare, nella vittoria esterna contro il Breno con il guizzo in extremis di Tommaso Goffi, in una gara in cui Crotti viene schierato da Commisso nell'inedito ruolo di play in mezzo al campo, complice le assenze di Ndao e Isella: «Siamo una squadra con individualità importanti, ma anche un bellissimo gruppo, coeso sia dentro che fuori dal campo. Stiamo facendo un bel cammino, purtroppo abbiamo pareggiato qualche partita di troppo che ci ha impedito di stare lì appena sotto la capolista. Contro Oltrepo e Virtus Ciserano forse abbiamo pagato le condizioni poco ottimali del campo, ma questo non deve essere per noi una scusa: dobbiamo continuare a lavorare e cercare di raggiungere i nostri obiettivi». Parlavamo dell'essere stato schierato per la prima volta a centrocampo: il fatto che Riccardo abbia saputo adattarsi senza problemi a questa posizione testimonia la duttilità che ha sempre mostrato nel corso della carriera, avendo giocato anche da centrale o braccetto della difesa a 3 quando si trovava a Barzanò. Gli idoli? Sicuramente due, e uno di loro, da buon milanista, non può che essere la celebre leggenda: «Purtroppo non son mai riuscito a vederlo, ma dai racconti che mi hanno fatto nonni e zii Paolo Maldini per me è un idolo, un fuoriclasse da cui provo a trarre ispirazione. Ho avuto invece la fortuna di vivere Sergio Ramos: la sua grinta, il suo carisma, la classe anche che mette in campo, sono tutti elementi che lo hanno reso uno dei migliori».
Per quanto riguarda invece il proprio futuro Riccardo preferisce invece al momento mantenere i piedi per terra, con un'umiltà e una maturità per nulla comuni oggi alla sua età: «Vivo giornata per giornata, cerco di concentrarmi sul mio percorso a Merate, lavorando giorno dopo giorno per crescere, migliorare e dare il mio contributo alla squadra. Ci tengo infine a ringraziare tutta la Casatese per ciò che mi sta dando e la fiducia riposta in me».