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Serie D

Insostituibile! L'ex Renate è uno dei grandi protagonisti della matricola in lotta per la salvezza

Lorenzo Rusconi, arma in più della Castellanzese, non si nasconde: «Penso a raggiungere la salvezza»

Insostituibile! L'ex Renate è uno dei grandi protagonisti della matricola in lotta per la salvezza

SERIE D CASTELLANZESE • Lorenzo Rusconi

Domenica lo si poteva trovare letteralmente dovunque, pronto a sdoppiarsi, a dare una mano ove vi fosse bisogno, tra corse forsennate sulla destra e improbabili salvataggi al cardiopalma. Difensore di professione, che sa come affrontare tanto i più implacabili bomber della categoria quanto le difficoltà e le delusioni, ma che non ha mai smesso di correre dietro a quello che è da sempre il suo sogno, vale a dire arrivare un giorno nei professionisti. Anche quando si trovava in club dalla situazione societaria difficile, anche quando nessuno sembrava puntar su di lui, anche quando le classifiche potevano essere deficitarie, Lorenzo Rusconi c'è sempre stato: con la fame e la voglia di migliorarsi che lo portano ogni giorno a sottoporsi a sessioni di allenamento fisico extra, a sorridere ai complimenti ma con l'esperienza di chi sa che la strada è ancora lunga, di chi ha fatto di una costante autocritica e della voglia di primeggiare il mantra che lo ha accompagnato in questi anni. In una Serie D di Mattia Bonseri, Mario Chessa, Giorgio Siani e Marco Castelli, impareggiabili cannonieri e giocatori di primissimo ordine, ci sono anche i Lorenzo Rusconi: quei braccetti inarrestabili, detentori di una lettura tattica superiore alla media, che spesso sanno rivelarsi gli uomini in più, quegli equilibratori essenziali alla stabilità della squadra e spesso garanti di successo, fluidità e funzionalità tattica.

GLI INIZI E I PRIMI PASSI NEL PROFESSIONISMO

Originario di Canzo, paesino della provincia di Como, Lorenzo muove i primi passi nella formazione del suo paese, dove gioca per qualche anno prima di ricevere la chiamata del Renate, di cui sarà un punto fermo per anni, e passare successivamente alla Pro Patria, in cui mette a referto 52 presenze e 6 reti nelle quattro stagioni a Busto Arsizio: «Sono stati anni in cui ho avuto la possibilità di formarmi e, all'ultimo anno di Pro Patria, ho cominciato ad esser aggregato alla prima squadra, con la quale sono andato in panchina nelle partite contro la Juventus Under 23, io son tifoso bianconero, e il Sudtirol. Per me è stata una grandissima emozione, perché, pur non scendendo in campo, ho potuto viver con mano la Serie C e veder all'opera giocatori veramente forti.».

Rusconi ha dunque modo di crescere, di affinare le sue caratteristiche, anche e soprattutto grazie a quell'umiltà, quella voglia di migliorarsi sempre e una sana autocritica che spesso sono il confine tra il buon giocatore e quello destinato a fare grandi cose. Una frase all'apparenza banale, ma che in realtà fotografa meglio di qualsiasi altro ampolloso giro di parole la verità: «In tutti gli ambienti in cui sono stato ho sempre cercato di rubare con gli occhi dai giocatori più bravi».

IL DEBUTTO IN SERIE D A SEREGNO

Le ottime prestazioni fornite con la Pro Patria valgono a Lorenzo il salto coi "grandi", che per lui coincide con il trasferimento in prestito a Seregno, con cui debutta nella massima serie dilettantistica nella sconfitta esterna per 1-2 contro l'Arconatese. Della formazione brianzola, alle prese con una stagione particolarmente complicata a livello organizzativo e societario, Lorenzo è uno dei giocatori maggiormente impiegati e a fine anno per lui le prestazioni in totale saranno 30 tra Coppa e un Campionato che vede il Seregno raggiungere la salvezza sul campo dopo aver fermato il Breno sullo 0-0 nello scontro valido per i playout.

Il risultato ottenuto dai biancoblù sarà tuttavia vanificato nelle seguenti settimane dal ricorso avanzato dagli avversari bresciani, presentato dopo aver constatato l'irregolare tesseramento del difensore Dramane Konaté, sceso in campo nello scontro salvezza: l'ultima, ennesima difficoltà nel travagliato anno del Seregno, come ricordato dal difensore della Castellanzese a distanza di tempo. «Serbo ancora un bel ricordo dei compagni, ma la situazione societaria era un disastro. Per un ragazzo giovane, alla prima esperienza in Serie D, non è stato semplice trovarsi calato in quel contesto, quell'anno saranno passati da Seregno circa 50 giocatori. A livello personale posso dirti di aver trovato una certa continuità di minutaggio, ma quando sei un Under sai che scendi in campo perché il regolamento lo impone: ho fatto discrete gare, però sapevo che bisognava crescere e migliorarsi ancora».

LE DIFFICOLTA' DI SANT'ANGELO E TREZZO: ALTRE DUE TAPPE FORMATIVE NEL PERCORSO

Nell'estate 2023 Lorenzo ha modo di confrontarsi con una piazza calda e ambiziosa come quella di Sant'Angelo, sulla cui panchina si era nel frattempo insediato Achille Mazzoleni: i lettori più attenti si ricorderanno che l'oggi tecnico della Primavera del Lecco era stato anni prima colui che fece fare il definitivo salto di qualità a Mario Chessa, oggi compagno di Lorenzo a Castellanza. Fu Mazzoleni, rimasto positivamente colpito dalle qualità messe in campo da Rusconi l'anno prima, a far da tramite nella trattativa che lo portò nel lodigiano, anche se le cose non andranno poi come sperato inizialmente: «Sono incappato inizialmente in alcuni infortuni, poi però quando sono tornato non sono riuscito a trovare spazio, il mister aveva scelto di puntare su altri nomi. Col tempo ho perciò maturato la decisione di andarmene e provare una nuova esperienza». Prestazioni a tratti altalenanti e un feeling mai sbocciato con l'ambiente bianconero: per questo, una volta arrivata la proposta della Tritium, che militava invece nel girone B di Serie D, Lorenzo non esita ad accettare, anche se il trasferimento si concretizza solo a gennaio per un cavillo legato alla sua situazione contrattuale«A Sant'Angelo ero ancora in prestito dalla Pro Patria. Sul finire di novembre ho di fatto smesso di giocare col club barasino, in attesa che nel mese di dicembre le parti potessero definire il passaggio e dunque avere il via libera per Trezzo».

Giunto nella bergamasca in un momento complicato, con la squadra ritrovatasi sin dall'inizio del Campionato inguaiata nei bassifondi della classifica, Rusconi, pur ritrovando un certo spazio e fornendo prestazioni di livello, non riesce ad evitare la retrocessione dei biancoazzurri in Eccellenza dopo un solo anno in Serie D. Eppure, malgrado le vicissitudini societarie che la Tritium stava affrontando ai tempi e risultati che stentavano ad arrivare, il bilancio dei 6 mesi all'ombra del La Rocca restano comunque positive: «È stata un'esperienza in cui è stata riposta in me tanta fiducia, dove mi sono confrontato con dei compagni veramente forti: abbiamo disputato delle gare di livello che non sono però bastate per mantenere la categoria».

CASTELLANZA: UNA RINASCITA PRIMA DELL'ESPLOSIONE

Un finire di stagione in crescendo, prestazioni che denotavano come ormai Lorenzo potesse dare il suo, importantissimo, contributo in una categoria difficile come la Serie D: la nuova stagione alle porte lo vede trasferirsi alla Castellanzese, società ormai da anni radicata come una delle realtà più all'avanguardia e ben consolidate. La continuità ritrovata a Trezzo la si ritrova anche in neroverde, dove Rusconi, benché il tecnico Cotta lo veda soprattutto come quinto, non esita a imporsi come uno degli Under più interessanti«Col mister avevo un ottimo rapporto a livello personale, inizialmente giocavo sempre, poi c'è stato un periodo in cui vedevo meno il campo. Non è stato un problema giocare in quel ruolo, ma penso che la mia evoluzione sia arrivata quando Mangone (subentrato a Cotta sul finire di febbraio) ha scelto di mettermi come braccetto».

Già, proprio un'intuizione del tecnico protagonista di quel clamoroso filotto di 9 risultati utili di fila che ha garantito la salvezza diretta alla sua Castellanzese è stata la mossa che ha permesso a Rusconi di spiccare il meritatissimo salto di qualità, trovando finalmente la posizione che sapesse esaltare più di tutte le proprie caratteristiche: «Con il cambio di allenatore le cose hanno cominciato ad andare un po'meglio, forse è stata la scossa che ha fatto capire anche a noi giocatori che potevamo fare di più, che prima si stava sbagliando qualcosa. E il giorno in cui con il 2-0 al Desenzano abbiamo guadagnato l'opportunità di restare un altro anno in Serie D è stato uno dei momenti più belli della mia carriera».

Da un punto di vista tattico, parliamo indubbiamente di un giocatore caratterizzato da una duttilità notevole, che può essere impiegato come braccetto, nel caso si giocasse con una difesa a 3, o anche da terzino, nel caso lo schieramento dietro fosse a 4, indifferentemente su entrambe le fasce, come analizza l'ex Renate: «Sono un giocatore che fa della corsa e dell'atletismo le sue caratteristiche migliori. Quando faccio il braccetto, che è la posizione che preferisco, cerco di offrire un contributo importante sia in fase difensiva che in quella offensiva, dove cerco di attaccare la profondità e inserirmi nell'area avversaria. Come terzino cerco di saltare l'uomo e raggiungere il fondo per poi crossare, sfruttando la mia aerobicità». Doti che quest'anno, con l'arrivo di Delprato, Rusconi continua immancabilmente a far intravedere a pieno: il contributo alla manovra offensiva, che sia 3-5-2 o il 4-3-1-2, altra disposizione spesso varata dall'ex allenatore della VirtusCiserano, rilevante e sempre di grande efficacia, è testimoniato anche dalle 3 reti messe a referto contro Casatese, Chievo e proprio l'ultima squadra del suo allenatore, risultando decisivo in questi ultimi due casi.

Un miglioramento continuo, una presenza possiamo dire imprescindibile per il gioco della Castellanzese, con una titolarità guadagnata e confermata nel primo anno da Over, forse il più difficile come sottolinea Lorenzo: perché se da Under sei in qualche modo "tenuto" a scendere in campo, una volta cessato di esser quota bisogna aver le capacità per meritarsi la titolarità. Un'inarrestabile evoluzione, i cui meriti per Lorenzo vanno visti in quel gruppo squadra che lo aiuta ogni giorno: «Nello spogliatoio mi hanno accolto tutti benissimo sin dal primo giorno, anche quando l'anno scorso ero ancora un Under, mi hanno fatto subito sentire importante, una parte della squadra. Ho la fortuna di giocare dietro con due istituzioni di questa categoria come Gritti e Tordini, ma tutti, da Chessa a Castelletto, da Boccadamo a Lacchini, passando per Vernocchi o Bernardi, mi sono sempre vicini, mi aiutano e non mi hanno mai fatto mancare niente. L'ambiente di Castellanza è speciale, come una famiglia». 

Al rendimento di altissima fattura di Lorenzo non è sempre corrisposto quello della squadra: la conferma dello zoccolo duro che era riuscito a guadagnare la salvezza la scorsa stagione, unito a strategie di mercato molto oculate che hanno fatto arrivare in provincia di Varese calciatori funzionali e di spessore, faceva presagire una stagione diversa per la Castellanzese, un'annata in cui si poteva disputare un campionato piuttosto tranquillo provando a togliersi qualche soddisfazione. Dopo un'inizio di stagione convincente, però, i neroverdi, anche per via di diversi infortuni, non sono riusciti a trovare continuità di risultati, specialmente nel corso del periodo invernale, in una situazione che Lorenzo commenta così: «Non imputo le difficoltà ai problemi fisici, come ci ricorda il mister sono situazioni che capitano a tutte le squadre. Giochiamo bene, ci sono state però delle partite in cui forse ci è mancata un po' di attenzione, in cui magari bisognava essere più bravi a chiuderle, in cui abbiamo commesso errori stupidi. Adesso dobbiamo prima di tutto pensare di raggiungere la quota per salvarsi, dopodiché potremo pensare a far qualcosina in più». Sempre con quell'umiltà che lo contraddistingue, con quel saper mantenere i piedi per terra anche ora che è uno dei giocatori più impiegati e determinanti della categoria. Sempre con quella che è da quando è piccolo la sua forza, il propulsore che, abbinato ad innegabili capacità, gli ha permesso di arrivare dove è ora e che un giorno gli schiuderà sicuramente le porte per un futuro radioso che Lorenzo ha dimostrato di poter conquistare.

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