Serie D
20 Febbraio 2026
SERIE D VIRTUS CISERANO • Sebastiano Legramandi
Ha saputo negli anni compiere una scalata continua. In silenzio, continuando a lavorare duramente, sempre con quell'attenzione e l'ambizione che lo spingono ogni giorno a dare il massimo nel calcio e nello studio, tra sacrifici, allenamenti giornalieri e serate passate poi sui libri. «Il segreto è l'organizzazione», spiega Sebastiano Legramandi, difensore classe 2007 della VirtusCiserano Bergamo: quella caratteristica, l'organizzazione appunto, che anche le squadre che negli anni hanno avuto la fortuna di averlo tra i tesserati hanno potuto conoscere ogni weekend. Un difensore solido, sicuro, preciso e tempestivo, uno di quei pilastri essenziali perché una squadra abbia equilibrio, il lottatore quando c'è da andare a contrasto e recuperare il pallone. In una VirtusCiserano Bergamo che ha stupito in un numerose domeniche, tra le magie di Viscardi, le sgroppate di Caccia, i miracoli del portiere Cavalieri, e le geometrie di Quaggiotto, c'è e ci deve essere spazio anche per Sebastiano Legramandi. Tenace, uno degli ultimi ad arrendersi, che ha contrastato centravanti come Mattia Bonseri con la stessa forza con cui due anni fa ha subìto un infortunio chirurgico al viso dopo un durissimo colpo in allenamento: e se ora la sua squadra può sognare qualcosa in più di una semplice salvezza, questo è anche grazie al centrale di Caravaggio, che, siamo sicuri, continuerà a stupire anche in queste ultime gare.
Avvicinatosi al calcio grazie al nonno materno, Sebastiano comincia la propria trafila giovane nella sua Caravaggio. Sono gli anni dei primi successi, come quello ottenuto nella stagione 2021-22, quando il centrale bergamasco contribuisce con le sue prestazioni alla vittoria dei Regionali B: «Fu uno dei momenti più emozionanti della mia carriera, a Caravaggio mi son sempre trovato bene e ancora oggi ricordo con piacere quelle annate. Disputammo un campionato importante anche l'anno dopo in Under 16, ma purtroppo, una volta qualificatici al turno successivo, fummo eliminati agli ottavi di finale dalla Varesina».
A Caravaggio Legramandi ha saputo diventare anno dopo anno uno degli elementi più importanti della squadra, una parte imprescindibile di quella spina dorsale che ha reso negli anni il club biancorosso come uno dei settori giovanili all'avanguardia della zona. E anche l'anno successivo, che corrisponde al suo trasferimento passaggio al Ponte San Pietro, Sebastiano si conferma ad alti livelli con una grande continuità di prestazioni, prima che un gravissimo infortunio rimediato in allenamento ponga anticipatamente fine alla sua stagione: «In settimana rimediai una frattura scomposta alla faccia, un colpo dolorosissimo. Mi portarono in ospedale, dove fui sottoposto ad un intervento chirurgico alla vista e mi inserirono tre placche nel volto, oggi ne ho ancora due. I medici mi avevano prospettato inizialmente un futuro che non sembrava dei migliori, ma fortunatamente qualche mese dopo sono tornato a giocare». Una stagione che il duro infortunio ha reso a tratti particolarmente ardua, ma che non può tuttavia cancellare l'annata trionfale dei ragazzi di Giovanni Gargantini, capaci vincere il campionato Under 17 con ben cinque giornate d'anticipo. E fu proprio l'allora tecnico biancoblù l'artefice del trasferimento di Legramandi al Ponte, in un binomio che si rivelerà fondamentale per la conquista del titolo, assieme al contributo di una squadra talentuosa fatta di giovani promettenti: «Il mister mi vide giocare in un torneo sul finire del maggio dell'anno prima e mi propose di passare da loro. Accettai, ma inizialmente mi sembrava di aver fatto un passo nel vuoto; ad oggi, però, posso dire che fu una decisione azzeccatissima, un percorso che ricordo ancora e che mi ha fatto crescere. Voglio poi cogliere l'occasione per ringraziare Gargantini per l'aiuto e il ruolo che ha avuto nella mia carriera calcistica».
Tra i tanti giovani del Ponte San Pietro che l'anno successivo passano alla VirtusCiserano c'è anche Sebastiano, aggregato per il 2024-25 alla formazione Juniores, sulla cui panchina si era nel frattempo insediato proprio mister Gargantini, l'autore del miracolo Ponte. E se inizialmente Legramandi vede un'alternanza tra la titolarità e la panchina, nel corso del girone di ritorno il numero 6 della Virtus diventa titolare praticamente inamovibile, realizzando 3 reti e guidando con sapienza la sua retroguardia. Un'annata importante, il pass per una prima squadra che si era nel frattempo accorta delle sue qualità e che sceglie di puntare su di lui in maniera convinta in vista della stagione successiva.
Aggregato al ritiro estivo del gruppo agli ordini di Nicola Valenti assieme ad altri otto ragazzi della Juniores, Sebastiano, come tanti giovani, capisce subito come quello della prima squadra sia praticamente un altro mondo rispetto ad un settore giovanile. «In allenamento si vedeva un livello altissimo, mi ricordo un giorno che fu organizzato un torello: mi trovavo al centro, mi sforzavo ma non riuscivo mai a intercettare il pallone». Eppure, giorno dopo giorno, settimana dopo settimana, Sebastiano dimostra dei numeri e delle qualità che convincono Valenti ad inserirlo definitivamente nella rosa per il successivo campionato di Serie D.
L'esordio del classe 2007 con i "grandi" coincide con il derby bergamasco contro lo Scanzorosciate valido per il turno preliminare della Coppa Italia di categoria e vinto di misura dalla formazione rossoblù grazie al guizzo del solito, trascinatore, Daniele Viscardi a un quarto d'ora dal termine. E in quel secondo tempo che consegna alla VirtusCiserano l'accesso al turno successivo c'è anche spazio per l'ingresso di Legramandi, subentrato al 21' al posto del pari età Tommaso Bottani. Un po' di emozione, forse un pizzico di normale tensione vista l'importanza della sfida e la delicata fase del match: anche per questo i primissimi istanti di Sebastiano in campo non furono semplici, come da lui ricordato a distanza di sei mesi. «Sugli sviluppi di una rimessa laterale dello Scanzo lisciai il primo pallone che arrivò dalle mie parti e, sul successivo prosieguo dell'azione, rischiai anche di fare autogol. Nei minuti successivi riuscii però a guadagnare un po' di fiducia e a finire bene la partita».
Uno spezzone di gara, quel tanto che basta però al tecnico Valenti per decidere di concedere una chance dall'inizio al giovane difensore in vista dell'esordio in campionato contro la quotata Leon di Vimercate, che annoverava un tandem offensivo composto da due autentiche istituzioni della categoria come Mattia Bonseri e Giorgio Recino, trasferitosi poi a Crema nel mese di ottobore. Due fuoriclasse, con un totale sommato di circa 400 gol in due; Sebastiano, però, non si fa intimorire e si rivela capace di arginare con coraggio, eleganza, personalità e la calma di un difensore navigato i due bomber in maglia arancionera, anche grazie a un piccolo aneddoto da lui svelato: «Ti dico la verità, non avevo idea di chi fossero e della carriera che hanno alle spalle e penso che questo mi abbia aiutato a giocare in maniera più tranquilla. Quel giorno non vissero la loro giornata migliore a livello offensivo, ma parliamo comunque di due giocatori straordinari, appena li vedi giocare capisci il loro valore e le loro qualità».
Diventato in breve tempo titolare pressoché inamovibile della sua difesa, Sebastiano, che nel 3-5-2 di Valenti agisce come braccetto di sinistra, ha saputo mostrare una crescita continua partita dopo partita, anche grazie ad un pacchetto arretrato che annovera, tra gli altri, giocatori del calibro di Alessandro Baggi e, soprattutto, l'insostituibile leader difensivo Fabio Lucenti, reduce dal campionato appena vinto con l'Ospitaletto: «Sono due persone da cui puoi solo imparare, cerco di imparare il più possibile da loro; in breve tempo sono anche diventati due amici, andiamo spesso all'allenamento insieme. Con loro mi trovo molto bene, ci tengo a ringraziarli». Non sono però soltanto i giocatori con più esperienza in categoria quelli che Sebastiano guarda ed erige a modello di riferimento: «Giocatori come Viscardi o Fornari hanno solo qualche anno più di me, ma hanno più partite alle spalle in D e, non molto tempo fa, anche loro hanno conosciuto cosa significa arrivare in prima squadra e integrarsi. Ho cercato di mettere in pratica tutti i consigli e l'aiuto che mi hanno dato loro e gli altri giovani nel corso della stagione, tutti sono stati fondamentali per permettermi di trovarmi al meglio».
Da un punto di vista tecnico-tattico, parliamo di un giocatore dotato di ottimo senso della posizione, senso del sacrificio e applicazione, oltre a notevoli capacità nel gioco aereo, Sebastiano è anche capace di leggere bene le diverse situazioni che possono presentarsi durante una partita, come comprendere il momento in cui effettuare la scalata o la pressione sull'avversario. «Credo che queste siano le mie caratteristiche migliori, mentre so che dovrei migliorare ancora molto a livello tecnico e dal punto di vista fisico: in allenamento e in partita cerco sempre di crescere e migliorare sotto ogni punto di vista».
Le doti di Sebastiano, abile ad adattarsi in maniera convincente al primo anno in una difesa a 3, sono però ormai una certezza domenica dopo domenica, e in quella Virtus Ciserano, rivelatasi ad oggi seconda miglior difesa del girone dietro ad una Folgore Caratese ormai capolista sempre più inarrestabile, buona parte del merito va anche senza dubbio alle prestazioni che il numero 6 rossoblù è stato capace di sfornare in questi mesi. Ed è stata proprio la solidità della retroguardia bergamasca, vero e proprio punto di forza della formazione di Valenti, a permettere al club presieduto da Ezio Morosini di rendersi protagonista di una stagione ben al di sopra delle attese, con un ruolino di marcia che ha saputo portarla a ridosso della zona play-off. A Ciserano, però, si continua a mantenere i piedi per terra e mantenere la testa e la concentrazione indirizzate principalmente verso il primo, vero, obiettivo stagionale: «Noi pensiamo prima di tutto a raggiungere quanto prima la salvezza, bisogna restare concentrati e conquistare questi ultimi punti che mancano per star tranquilli». E anche a livello personale, nonostante quanto fatto intravedere fin qui faccia presagire ad un futuro roseo e di soddisfazioni, Sebastiano mostra quell'equilibrio, quell'umiltà e quella razionalità che sono poi essenziali per ambire a traguardi importanti: «Ho ancora tanto da imparare, in queste categorie la cosa più difficile è sapersi riconfermare. Cercherò di dare tutto per aiutare la squadra e finire al meglio la stagione, provando poi un domani a stabilirmi e diventare un giocatore importante in queste categorie».