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Seconda Categoria

Arbitro contestato ci va giù pesante con le squalifiche, la settimana dopo va a tifare contro

È esploso il caso in un campionato locale in Piemonte: il direttore di gara è stato avvistato a sostenere l'avversario della società "bastonata"

CALCIO DILETTANTI PIEMONTE NEWS SECONDA CATEGORIA

Una storia che, se confermata, ha tratti comici quanto grotteschi. A volte le partite di calcio, soprattutto quelle locali nei campi di provincia, assumono delle sfumature talmente imprevedibili al punto da essere spiazzanti: siamo in Seconda Categoria, in Piemonte, dove nel girone G la partita giocata l'11 febbraio tra Bagnasco e Carrù Magliano ha portato con sé un finale rovente. Fin qui nulla di strano, ma la storia che lega l'arbitro di quella partita con i padroni di casa del Bagnasco è senza dubbio assurda.


COSA È SUCCESSO

Procediamo con ordine. Come dicevamo, mercoledì 11 febbraio si gioca la partita tra Bagnasco e Carrù Magliano, vinta dalla squadra ospite 2-1 al termine di una sfida tirata e maschia, come spesso accade nei campi di provincia. Si arriva nei minuti di recupero, quando un fallo non fischiato dall'arbitro al limite dell'area fa scattare delle furenti proteste in casa Bagnasco: il parapiglia prosegue per un minuto abbondante, finché il fischietto di turno non decide di finire la partita prima del termine del recupero. La motivazione è sempre la stessa: «Non ci sono le condizioni per proseguire», motivazione che fa scattare chiaramente la rabbia del gruppo squadra, dalla panchina ai dirigenti fino ai calciatori in campo. 

Come di consueto, arriva poi il giorno del Comunicato Regionale, il documento ufficiale che attesta le squalifiche e le sanzioni in base a cosa viene scritto nel referto arbitrale il sabato o la domenica. Le squalifiche, ufficializzate giovedì 19 febbraio, sono una vera e propria mazzata: 500 euro di multa per il «Comportamento dei propri sostenitori che, in particolare a fine gara, insultavano e minacciavano il direttore di gara, nonché per il comportamento dei tesserati della società che, a fine partita, nella loro quasi totalità tra calciatori e dirigenti, si avventavano verso l'arbitro insultandolo e costringendolo a rientrare velocemente negli spogliatoi per salvaguardare la propria incolumità».

Oltre alla sanzione per la società, è arrivato 1 mese di squalifica (fino al 20 marzo) per l'allenatore e presidente Matteo Nicolino, per via di «Reiterate proteste nei confronti dell'arbitro, mostrando una condotta irrispettosa e petulante verso lo stesso, giungendo fino a tenergli il braccio per mostrare, a suo dire, il corretto uso del cronometro». Sanzionati inoltre 4 calciatori del Bagnasco: 5 giornate a Pietro Sciandra (minacce e ingiurie all'arbitro, più un tentativo di scagliarsi contro il medesimo), mentre arrivano 3 giornate ciascuno a Uros Cukavac, Nicholas Manassero e Marco Stirianotti.


ARBITRO IN TRIBUNA A TIFARE CONTRO?

Fin qui è "ordinaria amministrazione" del calcio di provincia, se non fosse che, domenica 15 febbraio, il Bagnasco stesso denuncia un fatto semplicemente clamoroso. La società denuncia chiaramente di aver avvistato l'arbitro della sfida contro il Carrù Magliano, che si è presentato a Cervere (nella sfida giocata contro l'Orange) con un famigliare per tifare contro il Bagnasco. La società gialloblù ha inoltre evidenziato come l'arbitro abbia attaccato provocatoriamente i tifosi del Bagnasco, annunciando testimonianze fotografiche per confermare il tutto.

Il tutto viene annunciato da un comunicato pubblicato dal Bagnasco stesso, che denuncia la situazione:

In occasione della gara ufficiale disputata contro la Atletico Carrù Magliano, diretta dal direttore di gara A.Z. venivano adottati due provvedimenti di espulsione sul terreno di gioco — a carico di un calciatore e di un dirigente — ai quali facevano seguito, mediante comunicato ufficiale, le squalifiche di ulteriori tre tesserati della scrivente società.
L’insieme dei suddetti provvedimenti, valutato nel suo complesso, appare alla ASD Bagnasco calcio sproporzionato e caratterizzato da criteri applicativi non coerenti con i principi di ragionevolezza, uniformità e proporzionalità che devono orientare l’esercizio della funzione arbitrale, determinando un grave pregiudizio sportivo e una significativa lesione dell’immagine di una società che ha sempre osservato con rigore i doveri derivanti dall’ordinamento sportivo.
La scrivente ritiene altresì doveroso segnalare che, nella giornata successiva alla gara sopra richiamata, il medesimo direttore di gara avrebbe presenziato a un evento sportivo in qualità di sostenitore della squadra di casa, nello specifico il Cervere nella sfida che vedeva affrontarsi il giorno domenica 15/02/2026 Cervere contro il Bagnasco.
In tale contesto, sarebbero stati assunti comportamenti e pronunciate espressioni apertamente offensive nei confronti di tesserati e sostenitori della ASD Bagnasco Calcio, con l’utilizzo di termini gravemente lesivi della dignità, dell’onorabilità e del rispetto dovuto alla società stessa.
Tali condotte risulterebbero in evidente contrasto con i principi generali sanciti dall’ordinamento sportivo e, in particolare, con i doveri di lealtà, correttezza, probità e rispetto, nonché con i criteri di imparzialità, terzietà e decoro che devono caratterizzare l’attività arbitrale, così come richiamati dal Codice di Giustizia Sportiva della FIGC, dai regolamenti della Lega Nazionale Dilettanti e dai principi deontologici propri dell’Associazione Italiana Arbitri.
La ASD Bagnasco calcio evidenzia come il rispetto di tali principi rappresenti un presidio essenziale per la tutela della regolarità delle competizioni, della credibilità del sistema sportivo e della pari dignità di tutte le società partecipanti, a prescindere dalla categoria e dal contesto territoriale.
Per tutto quanto sopra esposto, la ASD Bagnasco, nel ribadire la propria piena fiducia negli Organi di giustizia sportiva e il massimo rispetto per le istituzioni federali, segnala formalmente i fatti descritti affinché vengano effettuati i necessari accertamenti e adottati, qualora ritenuti opportuni, i provvedimenti previsti dall’ordinamento sportivo a tutela dei principi di imparzialità, correttezza e rispetto.

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