Serie D
24 Febbraio 2026
L’intervallo che ha cambiato Barletta-Afragolese: un’aggressione negli spogliatoi, un’ambulanza, un cartellino rosso e tante domande ancora aperte
La porta dello spogliatoio si richiude di scatto, un boato ovattato attraversa il corridoio del “Cosimo Puttilli”. In campo è ancora tutto da decidere, ma lì dentro, tra piastrelle bianche e panche di legno, accade l’imprevisto: volano “calci e pugni”, uno schianto, la corsa affannata dei sanitari. Quando le squadre riemergono per la ripresa, il Barletta è in dieci e l’Afragolese ha perso il suo capitano. Il tabellino segnerà 2-0 per i padroni di casa, ma il risultato, stavolta, resta un dettaglio secondario.
Secondo le prime ricostruzioni, durante l’intervallo di Barletta–Afragolese – gara valida per il Girone H di Serie D disputata domenica allo stadio “Cosimo Puttilli” di Barletta – il capitano ospite Agustin Torassa (37 anni) sarebbe stato aggredito negli spogliatoi al termine di un diverbio con l’attaccante biancorosso Giancarlo Malcore. A Torassa sono stati attribuiti un “calcio” e un “pugno”; è stato trasportato al pronto soccorso dell’Ospedale Dimiccoli per un trauma cranico, giudicato fortunatamente guaribile in pochi giorni. Intanto, al rientro in campo, l’arbitro ha mostrato il rosso a Malcore, che non ha disputato il secondo tempo. Sulla vicenda indaga la Digos della Questura di Andria. Versioni combacianti sull’episodio arrivano anche da altre testate: l’agenzia ANSA in lingua spagnola conferma il trasferimento in ospedale di Torassa e l’espulsione di Malcore, sottolineando l’apertura di accertamenti da parte degli inquirenti. Il quadro si arricchisce con ulteriori dettagli raccolti da Fanpage: la testata riferisce che l’episodio sarebbe stato segnalato anche dalla Rai nelle cronache locali, e riporta un post ufficiale sui social dell’Afragolese che condanna con fermezza l’accaduto e rassicura sulle condizioni del proprio capitano, descritto come “vigile” e di rientro a casa dopo i controlli. La posizione di Malcore è ora al vaglio del Giudice Sportivo, in attesa del referto arbitrale.
Sul campo, la partita si è chiusa con il successo del Barletta: 2-0 il finale, un risultato registrato nei quadri dei risultati nazionali della Serie D. Un dato utile per fissare il contesto di una giornata in cui a prevalere, però, non è stata la cronaca tecnica. Al rientro dalla pausa, al posto di Torassa entra Montaperto. Un dettaglio che, incrociato all’espulsione di Malcore tra il primo e il secondo tempo, ricompone l’immagine di una ripresa segnata dall’accaduto negli spogliatoi. L’Afragolese ha espresso “la più ferma e totale condanna” per l’episodio, ribadendo la vicinanza a Agustin Torassa e informando i tifosi sul monitoraggio costante da parte dello staff medico. La società campana richiama esplicitamente al tema più ampio della lotta alla violenza nello sport, sottolineando il danno d’immagine per il calcio. L’autorità di pubblica sicurezza: la Digos di Andria ha aperto accertamenti per definire responsabilità e dinamiche. In casi simili, l’attività può includere l’acquisizione delle immagini interne, le audizioni di tesserati e addetti ai lavori, e l’analisi dei referti sanitari. La citazione dell’intervento della Digos è riportata da fonti locali e nazionali. Sul fronte sportivo, la palla passa al Giudice Sportivo di Serie D: sul tavolo c’è il referto dell’arbitro e le eventuali relazioni dei commissari di campo. Le sanzioni, in casi del genere, possono variare dalla squalifica plurima al deferimento, fino a misure cautelari societarie se venissero accertate carenze organizzative negli spazi di competenza dei club. Elementi che, come da prassi federale, verranno chiariti nei comunicati ufficiali dei prossimi giorni.
Quella tra Barletta e Afragolese non è una classica del calcio professionistico, ma negli ultimi anni la sfida ha accumulato storia e tensione sportiva. Basti ricordare che all’andata, il 19 ottobre, al “Moccia” di Afragola, i rossoblù piegarono i biancorossi con un 3-2 che pesò sul cammino del Barletta. È un precedente che racconta una partita spesso calda, con identità forti e obiettivi ambiziosi in un girone dove i margini sono stretti. In questo ritorno, il Puttilli si era presentato nell’atmosfera delle grandi occasioni, con i biancorossi in piena corsa di classifica e reduci da una striscia importante: numeri che spiegano, sportivamente, perché la posta in palio fosse più alta dei “soliti” tre punti.
L’aggressione in un’area “protetta” come gli spogliatoi solleva interrogativi su tre livelli: Strutturale-organizzativo: gli spogliatoi sono sotto responsabilità della società ospitante e presidio degli steward e delle forze dell’ordine presenti. L’accesso è regolato con pass e liste ufficiali. Eventuali falle – per esempio nella separazione dei percorsi tra squadre o nel filtraggio degli ingressi – finiscono spesso sotto lente dei commissari di campo e, nei casi più gravi, della Procura Federale. Disciplinare-sportivo: la LND applica il Codice di Giustizia Sportiva. Se un tesserato aggredisce un avversario fuori dal gioco, specialmente in ambiente spogliatoi, la giurisprudenza sportiva contempla sanzioni severe. A fare testo saranno il referto arbitrale, eventuali supplementi di rapporto e le testimonianze di ufficiali di gara e steward. Penale-amministrativo: se la Digos ravvisa estremi di reato (percosse, lesioni), può trasmettere informativa all’autorità giudiziaria. L’eventuale prognosi per trauma cranico e i riscontri ospedalieri sono elementi decisivi per l’inquadramento giuridico. In parallelo, la Questura può valutare prescrizioni o misure organizzative per le gare successive.
La precisazione è doverosa: al momento, siamo nel campo degli accertamenti e nessuna responsabilità penale è stata formalmente definita. Le ricostruzioni pubblicate convergono sull’innesco del diverbio tra Malcore e Torassa e sull’esito clinico iniziale per il capitano rossoblù, ma i tempi degli accertamenti e le decisioni del Giudice Sportivo arriveranno nei prossimi giorni.
Entro le prossime 48-72 ore, è atteso il Comunicato del Giudice Sportivo del Girone H con le prime sanzioni individuali e, se del caso, eventuali ammende o richiami ai club. L’Afragolese potrebbe formalizzare un esposto per sollecitare verifiche sull’accaduto negli spazi di competenza dell’organizzazione gara. Il Barletta dovrà gestire sportivamente l’eventuale assenza di Malcore e comunicativamente una vicenda che rischia di spostare l’attenzione dalla spinta verso l’alta classifica alla gestione delle emergenze. La Digos proseguirà l’attività informativa. Se emergeranno elementi di rilevanza penale, si passerà il fascicolo alla Procura competente. Nel frattempo, una certezza: il calcio dilettantistico muove comunità, orgoglio e economie locali. Proprio per questo ha bisogno di regole chiare e applicate, di spogliatoi sicuri e di educazione sportiva non negoziabile.
«La S.S.D. Barletta 1922 ritiene opportuno intervenire in merito a quanto accaduto al termine del primo tempo della gara contro l’Afragolese, alla luce delle ricostruzioni e delle valutazioni emerse nelle ultime ore. La società ribadisce con fermezza la propria condanna verso ogni forma di violenza, principio che da sempre guida l’attività del club e che non può essere messo in discussione. Allo stesso tempo, sentiamo il dovere di invitare a una lettura equilibrata e complessiva dei fatti, restituendo il giusto contesto in cui l’episodio si è verificato ed evitando semplificazioni e giudizi affrettati. L’episodio che ha coinvolto il nostro tesserato Giancarlo Malcore, poi espulso, e il calciatore dell’Afragolese Agustín Torassa, successivamente accompagnato in ospedale, va inquadrato all’interno di una gara particolarmente tesa. Per tutta la prima frazione di gioco si sono infatti susseguiti momenti di nervosismo e ingiustificati atteggiamenti provocatori da parte dello stesso Torassa, che hanno contribuito ad alimentare un clima esasperato, già noto e preso in considerazione anche nella fase di preparazione della partita. Al rientro negli spogliatoi, nel sottopassaggio, si è verificato un momento di concitazione in un contesto di generale confusione, con la presenza contemporanea di più tesserati. In una situazione non chiara si sono registrati contatti fisici e toni accesi, rendendo complessa una ricostruzione puntuale e univoca delle singole dinamiche. È importante sottolineare come, allo stato attuale, non sia chiaro quali elementi siano stati effettivamente percepiti dalla terna arbitrale nel frangente specifico, anche in considerazione della rapidità e della concitazione con cui si sono sviluppati i fatti. Allo stesso modo, va evidenziato che le forze dell’ordine presenti non hanno assistito direttamente all’episodio. Circostanze che rendono necessario attendere con equilibrio e senso di responsabilità ogni valutazione ufficiale. Riteniamo inoltre corretto precisare che il calciatore dell’Afragolese è stato accompagnato presso l’Ospedale Dimiccoli e sottoposto agli accertamenti sanitari di rito. Da quanto appreso, è stato dimesso in tempi contenuti con prognosi confortante, elemento che contribuisce a una lettura più equilibrata dell’accaduto, evitando che l’episodio venga amplificato oltre misura. Lo sport, a nostro avviso, è fatto di lealtà, rispetto e senso della misura, non di esasperazioni o sceneggiate. In questi giorni abbiamo visto esempi chiari di cosa significhi onorare una competizione: atleti che, anche su palcoscenici internazionali, hanno continuato a gareggiare e a essere protagonisti nonostante infortuni seri, come accaduto recentemente a un giocatore della Nazionale statunitense di hockey, rimasto sul ghiaccio fino alla conquista della medaglia d’oro pur dopo la rottura di più denti e una significativa perdita di sangue. Allo stesso modo, riteniamo giusto ricordare quanto accaduto nel corso della stessa gara a Domenico Franco, nostro tesserato, che dopo aver subito una gomitata al volto e riportato una ferita suturata con sei punti, ha scelto di restare in campo e proseguire la partita senza clamore, nel pieno rispetto dello spirito della competizione. È anche alla luce di questi esempi e di questi valori che invitiamo a mantenere equilibrio nel giudicare quanto accaduto, evitando rappresentazioni che descrivono situazioni apparentemente drammatiche e che, nei fatti, si sono poi tradotte in un accesso ospedaliero classificato in codice bianco e concluso con una dimissione dopo accertamenti di breve durata. La S.S.D. Barletta 1922 confida nel lavoro degli organi competenti affinché venga fatta piena chiarezza, nella convinzione che ogni giudizio debba tenere conto del contesto complessivo e delle responsabilità di tutte le parti coinvolte. Il club continuerà a tutelare la propria immagine, i propri tesserati e quei valori di correttezza sportiva che rappresentano un patrimonio imprescindibile della nostra storia».
«L’A.C. Afragolese esprime la più ferma e totale condanna per il grave episodio di violenza verificatosi negli spogliatoi al termine del primo tempo della gara disputata contro il Barletta. La nostra società ribadisce con forza che simili comportamenti non appartengono ai valori dello sport, del calcio e della leale competizione che quotidianamente cerchiamo di trasmettere dentro e fuori dal campo. Ogni forma di aggressione fisica o verbale rappresenta una sconfitta per tutto il movimento calcistico, a maggior ragione quando a esserne protagonisti sono tesserati che, per ruolo ed esperienza, dovrebbero essere esempio per i più giovani. Rassicuriamo tifosi, sostenitori e addetti ai lavori sulle condizioni del nostro Agustín Torassa, che è stato prontamente assistito presso l’Ospedale Dimiccoli. Il calciatore è vigile, sta rientrando a casa dopo i controlli medici ed è costantemente monitorato dallo staff medico. La società è al suo fianco e seguirà con la massima attenzione il suo percorso di recupero. In un momento storico in cui si parla con insistenza della necessità di contrastare la violenza nello sport, episodi come quello accaduto - che vedono coinvolto il calciatore Giancarlo Malcore - restituiscono un’immagine profondamente negativa del calcio e vanificano gli sforzi educativi portati avanti da società, istituzioni e famiglie. L’A.C. Afragolese confida nell’operato delle autorità competenti affinché venga fatta piena luce sull’accaduto e siano adottati tutti i provvedimenti necessari a tutela dei valori sportivi. La nostra società continuerà a promuovere con determinazione una cultura fondata su rispetto, correttezza e responsabilità, principi imprescindibili per chiunque rappresenti questo sport».