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25 Febbraio 2026
PRIMA CATEGORIA PIEMONTE • Il Comala FC ha regalato emozioni uniche: squadra nata nella stagione 2022/23, in 4 stagioni è passata dalla Terza alla Prima Categoria
Una polemica furente e una città che rischia di perdere un punto cruciale per tante generazioni di ragazzi, universitari e non. Chi vive a Torino e chi l'ha frequentata in periodo di università sa benissimo o ha sentito nominare almeno una volta il Comala, l'hub culturale con sede a Cit Turin che ospita da 15 anni generazioni di universitari, fuori sede e tante persone che si sono avvicinate al centro in altri contesti. Quello che rappresenta il Comala per la città va oltre una semplice spiegazione: aula studio, centro di ritrovo, spazio di aggregazione, posto dove bere qualcosa insieme e tanto altro, ma che rischia di scomparire definitivamente dopo tanti anni di onorato lavoro. Nella gravità della situazione, rischia di saltare anche la squadra di calcio e i gruppi degli altri sport, perdendo un polo importante che aveva conquistato i cuori di tanti appassionati in città.
È stato sicuramente il caso della scorsa settimana e ancora ora sta facendo scalpore tra i giovani torinesi, universitari e non. Tutto parte, come spesso accade, dal bando pubblico per assegnare lo spazio attualmente in concessione al Comala. La Circoscrizione 3 di Torino, che opera proprio nella zona tra i quartieri di Cenisia e Cit Turin, ha deciso però di affidare la gestione a un nuovo profilo, ovvero una cordata di associazioni che fa capo ai milanesi di Social Innovation Teams Italia, che di fatto andrà a sostituirsi al Comala che, da 15 anni, ha offerto un servizio alla comunità che va ben oltre a un punto di ritrovo per i giovani o a un'aula studio.
La notizia di per sé è già spiazzante: il Comala rappresenta per Torino una vera istituzione, al punto di diventare negli anni uno spazio di aggregazione fortemente radicato in città a cui molte generazioni di torinesi e soprattutto di studenti fuorisede, arrivati in città da tutta Italia, sono molto affezionati. Poco dopo la notizia dell'assegnazione dello spazio, situato per chi non lo sapesse negli spazi dell'ex Caserma Lamarmora (in zona Cenisia), è esplosa la polemica: il presidente dell'associazione Andrea Pino non ci è andato leggero, attaccando fortemente tutta la procedura di assegnazione del bando, parlando addirittura di sistemi clientelari e favoritismi. Il tutto, contro il Partito Democratico e la gestione della situazione da parte del Comune di Torino, al punto da arrivare a minacce di denunce da parte del partito stesso.
Un discorso chiaramente molto profondo che andrebbe analizzato in più righe: com'è possibile che non si sia trovato un accordo più semplice per la gestione dello spazio? Come si può mettere alla porta uno spazio e delle persone che hanno fatto solo del bene per il quartiere e per la città? Una strada che pare totalmente insanabile, ma l'affetto dei giovani e meno giovani della città si è fatto sentire, con il reel-sfogo di Andrea Pino che è stato condiviso da tantissime persone, al punto da aprire anche una raccolta firme per provare a salvare il Comala come lo conosciamo.
C'è però una parte del Comala di cui pochi parlano, che però continua a scrivere pagine indelebili nei ricordi degli appassionati di sport. La squadra di calcio a 11 è da 4 stagioni sulla bocca di tutti: una vera e propria favola, un'idea di fondo straordinaria che non solo ha scaldato i cuori, ma ha portato a un vero e proprio progetto vincente. Il Comala ha mantenuto il suo spirito anche nel calcio, aprendo le porte non solo ai torinesi, ma anche e soprattutto agli studenti fuorisede, venuti a studiare a Torino, bravi anche a giocare a calcio, con dei veri e propri talenti che, pur di scegliere una piazza più blasonata, hanno scelto il Comala per tutto il contorno che comporta.
In due stagioni, il Comala è passato dalla Terza Categoria, ultimo livello della piramide calcistica italiana, alla Prima Categoria, con due promozioni in altrettante stagioni e due campionati vinti, sempre con lo stesso cuore di sempre. Pre partita tutti insieme, partita nel tardo pomeriggio di domenica e terzo tempo finale con birra inclusa, un format graditissimo da tutti che ha spesso coinvolto tantissime persone affezionate al Comala. «Se perdiamo beviamo, se pareggiamo beviamo, se vinciamo beviamo di più»: uno slogan vincente in partenza.
In molti, al posto di passare la domenica pomeriggio a fare altro, scelgono ancora oggi di vedere il Comala al campo sportivo del Cit Turin (Corso Ferrucci, nell'omonimo quartiere torinese) e questo spazio di aggregazione ausiliario non può essere spento da nessuno, nemmeno da una fredda assegnazione di un bando sportivo.
L'ultima partita del Comala, che ora gioca nel girone F di Prima Categoria con ottimi risultati (da neopromossi sono settimi in classifica a 31 punti), è stata una vera e propria bolgia. Spalti pieni degni di uno stadio affermato, tifoseria composta quasi totalmente da ragazzi giovani Under 30, grande sostegno alla squadra e qualche coro contro le start-up, un modo simpatico di protestare contro una scelta che ha ferito tutti. Per la cronaca, la partita il Comala l'ha vinta, 3-2 contro la Junior Torrazza, con due gol del solito Marco Dima: classe 2003, fuorisede, ex calciatore dei campionati pugliesi, arrivato a Torino per studiare e capace di segnare, in 3 stagioni al Comala, 78 gol tra coppa e campionato. L'esempio perfetto di che cosa è il Comala FC per lo sport torinese dilettantistico.
Il futuro del Comala (associazione) e del Comala (polisportiva) è ora più che mai incerto. Le stesse persone che animano il mondo Comala si auspicano di trovare una svolta in questa situazione, anche se regna l'incertezza più totale. «In questi giorni siamo stati contattati da altre società sportive di Torino, non per forza legate al calcio, che ci hanno chiesto se potevano darci una mano - ha spiegato Letizia Mazzoleni, membro del direttivo del Comala - L’associazione sportiva (Comala ASD) non chiede una quota agli atleti e quindi è il Comala a finanziarci, con l’associazione sportiva che cerca in qualche modo di essere un po più indipendente, ma ora siamo molto dipendenti. Attualmente il finanziamento di Comala è fondamentale. Senza l'associazione, diventa complicatissimo andare avanti».
«Il Comala è incredibilmente forte sul territorio e con Comala FC abbiamo superato i confini cittadini e provinciali, grazie anche a campionati con viaggi lunghi e impegnativi - prosegue Mazzoleni - Questo ha portato anche molto sostegno esterno al Piemonte, figlio degli impegni sportivi avuti in questi anni. Le squadre vanno avanti ad allenarsi e a giocare, nel mentre il Comala associazione ha fatto la richiesta agli atti: è uscito solo il decreto, una volta che usciranno gli atti ci sarà possibilità di appellarci a un ricorso. La mobilitazione è stata immensa sulla città, anche domenica in curva per la partita contro la Junior Torrazza c’è stato un grande sostegno. C’è bisogno che se ne parli: siamo 130 atleti e ogni giorno ci arrivano richieste di persone che vogliono unirsi a noi, è importante che dal punto di vista sportivo si continuino a mandare dei segnali»
La battaglia è appena iniziata, ma di sicuro il Comala non molla. In attesa di nuovi sviluppi, il cuore pulsante dell'associazione continua a dare segnali di vita straordinari.