Under 19 Regionale
27 Febbraio 2026
UNDER 19 REGIONALE SANCOLOMBANO-FC MILANESE
Errore dell'arbitro, errore del giudice sportivo e una partita che bisognerà rigiocare un mese dopo. È questo quanto constatato dalla Corte Sportiva di Appello Territoriale, che evidenzia un errore tecnico mai visto in questa stagione, che permette però di consultare il regolamento: cosa succede quando un portiere prende la palla con le mani su un retropassaggio?
Un caso molto specifico, ma è quanto successo in Under 19 Regionale. Al 30° minuto del secondo tempo, con il punteggio di 1-0 per il Sancolombano, un difensore della FC Milanese effettua un retropassaggio volontario verso il proprio portiere. Il pallone, però, per errore o distrazione, sta per entrare in porta. Per evitare l’autogol, il portiere blocca il pallone con le mani. Un gesto ovviamente punibile dall'arbitro, perché l'estremo difensore non può prendere con le mani un pallone passato volontariamente da un compagno con i piedi (Regola 12 del Regolamento del Giuoco del Calcio). L'arbitro assegne dunque giustamente un calcio di punizione indiretto per gli avversari, ma va oltre: ritiene che il gesto integri un DOGSO (Denying an Obvious Goal Scoring Opportunity, cioè negare una chiara occasione da rete) ed espelle il portiere. Dal calcio di punizione nasce il 2-0 definitivo per il Sancolombano, con l'FC Milanese che resta in 10 per l'ultimo quarto d'ora di gioco.
Proprio gli ospiti, però, si appellano al regolamento, contestando non la punizione, ma l'espulsione. Secondo la Regola 12 e la Guida Pratica AIA, infatti, in caso di presa con le mani su retropassaggio volontario non si deve adottare provvedimento disciplinare. Quindi, secondo la società, l’arbitro ha commesso un errore tecnico (errata applicazione del regolamento) e la gara deve essere ripetuta. È questo il succo del ricorso presentato dall'FC Milanese, dovuta arrivare però ad appellarsi alla Corte Sportiva. Il primo tentativo viene infatti respinto dal Giudice Sportivo, che ritiene la decisione dell'arbitro «coerente con la Regola 12 del Regolamento di cui sopra, declinate in chiave D.O.G.S.O, in merito alla gestione tecnica e disciplinare del retropassaggio e del portiere», come riportato nel comunicato ufficiale numero 68. Il secondo, invece, trova il sostegno della Corte, in quanto non si tratta di una valutazione sbagliata su un fallo, ma di applicazione errata della norma a un fatto non contestato. In questo episodio l'arbitro ha applicato la disciplina del DOGSO a un caso in cui il regolamento prevede solo punizione tecnica.
La Corte ha poi valutato se l’errore abbia inciso sul risultato finale, come previsto dall’art. 10 comma 5 del Codice di Giustizia Sportiva. E la risposta è sì, perché:
Il portiere è stato espulso.
La squadra è rimasta senza il titolare per gli ultimi 15 minuti.
Il secondo gol è arrivato proprio su quella punizione.
Mancava ancora tempo per recuperare.
L’errore ha quindi influito in modo determinante sul risultato. E da qui la decisione di ribaltare la scelta sia del direttore di gara sia del giudice sportivo, accogliendo il reclamo, annullando l’omologazione del 2-0, disponendo la ripetizione della gara e la restituzione della tassa reclamo. Infine, vengono anche annullate le sanzioni inflitte al portiere, tuttavia già scontate visto il mese passato dalla disputa della partita, risalente al 24 gennaio.