Il primo tempo è teso, contratto, quasi bloccato dall’importanza della posta in palio. L’energia non manca, ma gli spazi sì. Dopo appena cinque minuti Karaca scalda i guantoni di Salvalaggio, un lampo che sembra promettere scintille e che invece resta un episodio isolato in una frazione spezzettata, combattuta metro dopo metro. La Folgore prova ad alzare l’aggressività, il Milan Futuro risponde con il possesso e l’ordine. Al 34’ Lops viene murato, al 38’ arriva l’episodio che cambia l’inerzia: ripartenza verticale, Capelli mette in mezzo e Biondini controlla e infila all’angolino. Un colpo improvviso, quasi freddo. Poco dopo è ancora Capelli a sfiorare il raddoppio. Si va al riposo con i rossoneri sotto di un gol, ma non domi.
Nella ripresa il copione cambia completamente. Il Diavolo entra con un altro passo, alza il pressing, aumenta i giri del motore. Magrassi serve Ossola al 53’, il mancino sfiora il palo; un minuto dopo Sala non trova la misura. È il preludio al pareggio, che arriva al 59’: Vladimirov raccoglie un pallone vagante in area, danza nello stretto con classe e deposita all’angolino. È l’1-1, è l’esplosione di una squadra che ci ha creduto. Da lì in avanti è un assedio: Salvalaggio salva in mischia al 63’, respinge la deviazione aerea di Zukić al 64’, mentre al 66’ Ossola non riesce a inquadrare il bersaglio da pochi passi. Il Milan Futuro insiste, spinge, vuole completare la rimonta. Sardo allunga senza trovare l’impatto giusto, Traorè prova a sorprendere il portiere senza successo. Nel recupero Forchignone ha l’ultima occasione, il tempo sembra fermarsi per un istante, poi cala il sipario. Finisce pari, ma il messaggio è chiaro: i rossoneri tengono testa alla capolista dopo averla battuta all'andata, confermandosi in zona playoff, anche se scendendo dal podio al quinto posto di un classifica strettissima.
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