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Lutto

A soli 48 anni ci lascia il volto storico di una comunità, fu calciatore e allenatore amato da tutti

Una provincia scossa dall'improvvisa scomparsa di Antonio Brambilla: «Lo ricordiamo con profondo affetto e gratitudine»

Brambilla

Antonio Brambilla ai tempi dell'Olginatese

Ci sono persone che lasciano un segno silenzioso ma profondo nella vita di una comunità. Persone che non cercano i riflettori, ma che ogni giorno, con il lavoro, le passioni e la capacità di stare accanto agli altri, diventano parte della storia di un quartiere. Antonio Brambilla era una di queste. La notizia della sua scomparsa, arrivata improvvisa, ha lasciato sgomenti amici, conoscenti e tutto il mondo sportivo lecchese. Antonio se n’è andato a soli 48 anni, lasciando un vuoto difficile da colmare tra chi lo ha conosciuto e apprezzato.

TRA ARTIGIANATO E PALLONE, UNA VITA DI PASSIONI

Per molti era prima di tutto il volto familiare dello storico negozio di cornici di via Baracca, al Caleotto. Un’attività che non era soltanto lavoro, ma eredità e passione. Antonio l’aveva ricevuta dal padre Giorgio, insieme all’amore per un mestiere artigianale fatto di manualità, pazienza e attenzione per i dettagli. Tra quelle pareti aveva accolto generazioni di clienti, trasformando ogni cornice in qualcosa di più di un oggetto: un modo per custodire ricordi, fotografie, frammenti di vita. Ma Antonio non era soltanto un artigiano. Era anche un uomo di sport, di amicizie, di entusiasmo contagioso. Il calcio aveva segnato gran parte della sua vita. Prima da giocatore, poi da allenatore, quando – appese le scarpette al chiodo – aveva scelto di continuare a vivere il campo dalla panchina. Le prime esperienze sono state proprio a Maggianico, il rione dove era cresciuto e dove tutti lo conoscevano. Poi sono arrivati gli anni all’Olginatese, dove ha guidato i Giovanissimi dal 2011 al 2014, alla Cisanese, riportando dai Provinciali ai Regionali gli Allievi tra 2014 e 2016, e infine alla Manara, dove ha preso in carico la panchina dell'Under 17 nel 2018/2019.

La sua passione per il calcio si era espressa anche fuori dal campo. Nel 1999 aveva contribuito con entusiasmo alla nascita del Parma Club Lecco ’99, fondato insieme ad alcuni amici. Un gruppo di tifosi che negli anni aveva saputo diventare qualcosa di più di un semplice club: un punto di ritrovo per chi condivideva l’amore per il calcio e per la compagnia. Negli ultimi anni, chiuso il capitolo del calcio, aveva trovato una nuova passione nella corsa in montagna. Un modo per respirare libertà, per vivere il territorio e per restare a contatto con quella natura alpina che fa parte dell’anima di queste terre. Anche lì, come sempre, con entusiasmo e con il sorriso. La notizia della sua scomparsa si è diffusa rapidamente in città e nei paesi vicini. Non sono mancati messaggi di cordoglio, come quello dell'Olginatese: «​Vogliamo ricordare con profondo affetto e gratitudine l’impegno che Antonio ha dedicato ai nostri colori, ricoprendo con passione e grande dedizione i ruoli di allenatore e dirigente. Il segno del suo passaggio nella nostra storia e il suo prezioso contributo alla crescita della società restano indelebili nel cuore di chi ha condiviso con lui il percorso sportivo e umano».

Antonio Brambilla lascia la moglie Rossana, il papà Giorgio, i suoceri Saulo e Anna e una cerchia di amici che oggi si stringe attorno alla famiglia con commozione e gratitudine. I funerali saranno celebrati venerdì 6 marzo alle ore 15.30 nella chiesa parrocchiale di San Giorgio ad Acquate, a Lecco. Sarà l’occasione per salutare un uomo che, con semplicità e passione, ha saputo lasciare un segno nella vita di tanti.

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