PROMOZIONE • Lorenzo e Filippo Pezzi, trascinatori del Casalpusterlengo
È la storia più antica del mondo: due fratelli, spalla a spalla, uniti contro le intemperie e concentrati nel raggiungimento di un obiettivo comune. E se si interpreta il calcio come qualcosa di più profondo di un semplice sport, allora si può intravedere nell'avventura di Lorenzo Pezzi e Filippo Pezzi al Casalpusterlengo questa struttura epica, ossatura di un racconto che va oltre la visione del football come disciplina in cui ventidue persone rincorrono un pallone. I due calciatori protagonisti di questa storia sono un centrocampista completo, Filippo, il minore, classe 2003, e un bomber puro, Lorenzo, sei anni più grande. Il duo fa parte dell'allegra brigata guidata da Luigi Campagnoli, che comanda in solitaria la classifica dei migliori attacchi del girone F di Promozione.
Cresciuto nelle giovanili dell'Atalanta e tornato nella squadra della sua città natale dopo aver vestito maglie prestigiose come quelle del Piacenza e del Pavia, Lorenzo Pezzi è in testa alla classifica marcatori del girone con 15 reti. L'attaccante ha già eguagliato il suo massimo risultato in campionato con la maglia del Casale, risalente all'annata 2023-2024: «Mi sento molto bene. A inizio anno ho provato ad alzare l'asticella dei miei obiettivi e sta andando bene — rivela Lorenzo — e poi attribuisce grandi meriti al lavoro svolto dall'allenatore — Campagnoli mi ha fatto subito star bene dal punto di vista mentale, questo ha aiutato». La guida tecnica del Casale, inoltre, conosce bene l'importanza di stimolare una personalità importante all'interno dello spogliatoio come la sua punta, che ha «un forte ascendente sui giovani». Ma il primo giocatore a cui l'attaccante-leader chiede qualcosa in più, sia in allenamento che in partita, è proprio suo fratello Filippo: «Quando sono in campo vedo mio fratello come un altro giocatore, ma lo conosco meglio di tutti, per questo so quali sono le sue potenzialità e gli chiedo di osare». Anche il centrocampista conferma il vivo rapporto di stimolazione calcistica fraterna: «A fine partita ci scambiamo sempre dei pareri, siamo molto critici tra noi, ci mandiamo messaggi o parliamo di come abbiamo giocato». Un dialogo costruttivo ed equo, insomma, in cui al primo posto viene il campo, ma nello sfondo permane l'unione familiare, come confermato dal loro allenatore: «Lorenzo e Filippo vanno molto d'accordo, ma contribuiscono a rendere il gruppo sano perché sanno benissimo come gestire il loro legame che va oltre il campo».
La loro intesa si estende anche all'aspetto tecnico. Filippo è un centrocampista atletico e di sostanza, ma anche di visione, l'ideale per una punta come Lorenzo, che ha come fiori all'occhiello del suo repertorio il colpo di testa e l'acrobazia; come sottolinea il classe 2003: «Mio fratello è il punto di riferimento offensivo della squadra, quando alzo lo sguardo cerco istintivamente di verticalizzare verso di lui». Tendenza fraterna particolarmente apprezzata dal miglior marcatore del campionato, che rivela: «Ci conosciamo alla perfezione, lui sa come servirmi»; non a caso è stato l'ex Atalanta a voler riportare la mezzala consanguinea a casa, dopo la militanza di Filippo in Eccellenza. L'asse tra i due, tuttavia, non è isolato, ma inserito in un contesto tattico in cui l'obiettivo principale è segnare un gol in più degli avversari (e i giocatori di Campagnoli ci riescono spesso, considerando i 42 gol segnati in 23 partite e la quinta posizione in campionato). Ne sono consapevoli sia Lorenzo, che riconosce l'importanza di avere al suo fianco «ogni domenica giocatori come Manini, Daccomi e Doldi», capaci di costruire continuamente situazioni pericolose per le difese nemiche, sia Filippo, a cui è richiesta una partecipazione offensiva rilevante. Un affresco di famiglia, il Casalpusterlengo, in cui due fratelli possono nobilitare il loro affiatamento estendendolo anche al prato verde.
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