Eccellenza
12 Marzo 2026
ECCELLENZA VERGIATESE • Matteo Giamberini
«Il calcio in Italia non è per giovani». Falso. «I fuoriquota obbligatori rappresentano un ostacolo per le società». Sbagliato. A Vergiate hanno scelto di dimostrare l’esatto contrario. In un calcio spesso dominato dalla fretta del risultato immediato e dalla cultura del “tutto e subito”, la Vergiatese ha deciso di andare controcorrente, puntando con convinzione sulla valorizzazione dei giovani. Il risultato? Una stagione sorprendente che pone i granata a un passo dalla salvezza, con la rosa più giovane della categoria (21 anni, 7 mesi e 15 giorni l’età media complessiva dei granata) e un allenatore alla prima esperienza nel mondo dei grandi.
Un traguardo che sembrava impossibile appena otto mesi fa, quando la Vergiatese si presentava ai nastri di partenza della nuova stagione di Eccellenza con un roster totalmente rivoluzionato (fatta eccezione per Reda Zouine, aggregato dall’Under 17): «La società ha fatto una scelta coraggiosa la scorsa estate - ricorda Antonio Spagnuolo, direttore sportivo della Vergiatese - quella di puntare su un gruppo consistente di giovani di prospettiva, che avessero voglia di mettersi in gioco nel calcio degli adulti e accettare questa sfida».
Tra questi, la Vergiatese si assicura il trio Matteo Giamberini, Federico Diana e Leonardo Merzario (due volte vincitori del girone A di Under 19 élite con la Solbiatese), l’attaccante Mattia Marinuzzi (capocannoniere dello stesso girone con la Besnatese), l’esterno Paolo Pisan (ex Castellanzese ma formatosi alla Pro Patria) e il portiere Stefano Ferrari (Varese). Accanto a loro, la dirigenza granata affianca alcuni profili d’esperienza in cerca di riscatto, tra cui gli Nicolò Oldrini (Ispra), Mario Dervishi (Luese Cristo), Giacomo Grippo (Base 96) e Ramon Caluschi (Fanfulla): «Come li abbiamo convinti? Tutti loro si sono ritrovati nel progetto presentato dalla società, che è stata eccezionale nel creare un’ambiente familiare dall’allenatore al preparatore dei portieri, dal preparatore atletico a tutti le figure dirigenziali e ai collaboratori che si occupano delle strutture e del bar».
A guidare la squadra – formata da quasi tutti millenials a eccezione di Nicolò Oldrini (1997), Edoardo Picozzi (1998, capitano) e Mario Dervishi (1999) – un giovane allenatore reduce da due campionati vinti con l’Under 19 Élite della Solbiatese ma all'esordio assoluto sulla panchina di una prima squadra, il 36enne Andrea Tomasoni: «L’esperienza e i risultati ottenuti da Tomasoni con Pro Patria prima e Solbiatese poi ci ha fatto capire lui era il profilo ideale per il tipo di progetto che volevamo costruire».
Nella consueta griglia di partenza redatta sotto l'ombrellone, la Vergiatese partiva nelle ultime file (se non in quella finale) del girone A. Tuttavia, i galletti non solo non hanno mai occupato una delle caselle della zona retrocessione, ma addirittura hanno stazionato per qualche periodo in seconda posizione, per esempio alla sesta giornata: «Qual è il nostro segreto? La forza del gruppo e la bravura dell’allenatore nel coinvolgere tutti i ragazzi, nel farli sentire parte del gruppo e nel farli rendere nel miglior modo possibile quando chiamati in causa».
Tanti i momenti positivi della stagione dei varesotti, dal battesimo vincente contro la Lentatese («quando abbiamo segnato il gol vittoria in dieci contro undici»), al blitz di Rho, dal prestigioso 2-0 casalingo contro la Solbiatese («una partita gestita con grande intelligenza, mai in discussione») al roboante 5-3 di Sedriano, quando l’undici di Tomasoni mise a referto tre reti in inferiorità numerica («una dimostrazione lampante del cuore dei ragazzi, del significato di lottare per la maglia e di fare una corsa in più per il compagno»). Istanti che fanno da contraltare alla sconfitta per 4-0 contro la Besnatese nel girone di coppa: «È stato il punto più basso della nostra stagione. Quella partita ci ha fatto riflettere: i ragazzi si sono guardati in faccia nello spogliatoio e si sono parlati con serietà, trasparenza e maturità».

L'undici di partenza nella trasferta di Rho
Serietà, trasparenza e maturità. Tre valori che risiedono anche nell’artefice di questa straordinaria impresa sportiva, l'allenatore Andrea Tomasoni: «La chiamata della Vergiatese è stata per me un motivo d’orgoglio. – dichiara l’ex Pro Patria e Solbiatese – Ho accettato l’incarico con grande entusiasmo e voglia di fare bene, anche se ero consapevole che questo sarebbe stato uno dei campionati più difficili degli ultimi anni. La società ha allestito una squadra costituita da tanti giovani che volevano dimostrare di essere adeguati alla categoria. Bisogna avere il coraggio di compiere un certo tipo di scelte e sono contento che queste scelte stiano dando i frutti sperati».
Tra i calciatori che formano la colonna portante della Vergiatese risaltano i numeri ottenuti da Stefano Ferrari, secondo per reti inviolate tra i portieri fuoriquota (7, contro le 13 dell’inarrivabile Tommaso Chiesa del Codogno), Davide Mazzucchelli, ventesimo per minuti disputati in tutta la categoria (2437), nonché l’unico calciatore a essere stato schierato in tutte le 31 partite da Tomasoni, e Pietro Settimo, primo per reti segnate tra gli attaccanti fuoriquota del girone A (9). Senza trascurare l’apporto qualitativo e quantitativo portato dai già citati Oldrini, Giamberini, Dervishi, Macchi e Merzario – miglior “dodicesimo uomo di categoria” con 21 ingressi da subentrato. «A settembre nessuno avrebbe scommesso sulla nostra salvezza», ricorda Tomasoni. «I ragazzi, con sacrificio, dedizione, lavoro quotidiano e grande impegno, hanno confermato tutto il loro valore sul campo, facendo un cammino straordinario».
Sì, straordinario. Perché in molte partite Tomasoni ha schierato la formazione titolare più giovane di tutta l’Eccellenza. Per esempio, durante la sfida dello scorso 28 febbraio contro l’AltaBrianza, un 4-1 che ha sancito il raggiungimento di quota 40 punti, considerato dai più come il porto sicuro per la garanzia di salvezza, l’ex Solbiatese ha schierato nell’undici di partenza quattro calciatori classe 2005 e un classe 2006, per un’età media che si attestava sui 22,8 anni. Una settimana più tardi, contro la capolista Arconatese, lo stesso dato scendeva fino ai 22,2 anni: «Questa ritengo sia la definizione di gruppo, un luogo in cui tutti i membri sono importanti e si sentono importanti, superando insieme le difficoltà. Se è più facile vincere due campionati consecutivi in Under 19 élite o ottenere una salvezza in Eccellenza? Sono due tornei completamente differenti e ognuno ha le sue peculiarità. Ritengo tuttavia che, sotto il profilo strettamente professionale, riuscire a confermare la categoria in un girone così competitivo con la squadra più giovane del campionato rappresenterebbe un’importante attestazione della qualità del lavoro svolto».
Rappresenterebbe, volutamente usato al condizionale dato che, a oggi, questa cifra non dà la sicurezza al cento per cento della salvezza: «È un paradosso, ma abbiamo ancora bisogno di 2/3 punti per raggiungere l’obiettivo con assoluta certezza. Il nostro girone si conferma estremamente equilibrato e noi siamo fortunati ad avere un gruppo di tifosi che ci ha sempre spinto e spronato a dare il meglio. Li ringrazio tantissimo perché ci seguono sempre, sia in casa sia in trasferta. Loro sono il nostro dodicesimo uomo, l’arma in più: li sentiamo come parte integrante della nostra squadra».
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La formazione titolare schierata a Lentate sul Seveso
Nonostante manchi ancora un mese e mezzo all’ultimo impegno ufficiale, la Vergiatese ha già iniziato a programmare la prossima stagione, rinnovando il contratto di capitan Picozzi fino a giugno 2027: «Edoardo rappresenta un esempio per tutti, sia in campo sia fuori», ammette Spagnuolo. «Non ho mai incontrato un ragazzo così serio, disponibile e di grande correttezza comportamentale. Sa coinvolgere tutti, trasforma un rimprovero in un insegnamento, emana positività e ci tiene alla società: fa già parte del gruppo dei senatori e il suo rinnovo rappresenta un punto di partenza. Gli altri? Lasciamoli tranquilli e godiamoci il finale di campionato». Il prossimo passo rappresenta il potenziamento del proprio settore giovanile: «L’intento è rafforzare il percorso di crescita interna, portando un numero sempre maggiore di giovani del vivaio in prima squadra. Per fare questo, abbiamo la necessità di alzare il livello della nostra Under 19 (attualmente prima a pari punti con il San Michele nel girone B provinciale di Varese, nda)».
La Vergiatese vuole proseguire un percorso che non è soltanto sportivo, ma anche culturale: dimostrare che investire sui ragazzi non rappresenta un azzardo, ma una scelta consapevole che può generare risultati, oltre a costituire un modello sostenibile per la crescita della società.